Fine aprile 2026. Quattro partite. Sky Bet League Two. Il momento in cui di solito crolli.

Il mio Sutton invece ha deciso di diventare la cosa più inglese che esista: cinico, compatto, spietato.

Non è mai stato il Sutton di Andreolli una squadra da possesso. Lo dicono i numeri e lo dice il campo. Contro il Barnet abbiamo avuto il 43% di palla, a Morecambe il 41%. Eppure siamo sempre stati noi a calciare di più in porta. 13 tiri all’Hive, 12 sotto vento forte alla Globe Arena, 22 contro lo Swindon. Non teniamo palla per farla girare. La teniamo per far male.

L’identità

Sulla carta è un 4-1-2-2-1 che diventa 4-3-3 in possesso, IP come lo chiama FM. In realtà è una coperta cortissima e ordinatissima.

Dietro ho trovato finalmente una coppia: Craig e Wilson. Non sono belli da vedere, ma non sbagliano una diagonale. Ai lati Haunstrup e French o Grayson, terzini che non spingono mai insieme, uno resta sempre. E questo ci ha salvato.

In mezzo c’è il segreto. Wadham davanti alla difesa, 6.9 di media nelle ultime, fa solo una cosa: rompe e gioca semplice. Davanti a lui Ben Thompson e Bowen. Thompson è il cervello. A Barnet è stato uomo partita con 8.0, senza fare gol, solo tenendo insieme i reparti. Contro il Morecambe entra all’80’ e decide la partita con l’assist per il 2-0. Quando lui gira, giriamo tutti. OPPDA altissimo, 26.57 a Morecambe, vuol dire che non andiamo a pressare alto come pazzi. Aspettiamo, restiamo compatti, corriamo tanto, 128, 133 km a partita, e poi ripartiamo.

E poi le ali. Anderson e Maloney. Sono la nostra vera arma. Non crossano, infatti abbiamo percentuali di cross completati ridicole, 3% a Barnet, 9% a Morecambe. Rientrano, puntano, cercano il centravanti o l’inserimento dei centrocampisti. Maloney contro il Bradford fa la partita della vita: due assist, 8.5 di voto, ci ribalta lui una partita che al 9′ avevamo già perso per il gol di Cole.

Davanti, staffetta. Poleon è il lavoro sporco, Harry Smith è il finalizzatore. E che finalizzatore. Doppietta allo Swindon, 3′ e 90+3′, 22 tiri di squadra e un xG di 2.84, la nostra partita più dominante dell’anno. A Morecambe entra e spacca la partita, gol e assist. Quando ho visto il suo 8.17 e 7.68 come MVP nelle ultime due, ho capito che lì davanti avevamo finalmente un 9 da League Two vera.

Le quattro partite che raccontano tutto

Barnet 1-1, 11 aprile, Hive, sereno. Loro dominano, 57% possesso, 1.37 xG. Noi prendiamo gol all’8′ su una dormita di Mundle-Smith che serve Hudlin. Sembrava finita. Invece restiamo in partita e al 45+2′ la giochiamo sporca: Thompson inventa, Poleon pareggia. Loro più possesso, noi 7 tiri in porta contro 4. Un punto rubato? No, voluto.

Sutton 2-1 Bradford, 18 aprile, VBS. La partita simbolo. Sotto 0-1 dopo 9 minuti, stadio gelato. Io in tribuna stampa che già scrivo “occasione persa”. Poi la mossa: alzo Maloney e Anderson, chiedo a Bowen di accentrarsi. 39′ Bowen pareggia su assist di Maloney, 89′ entra Coker e la chiude sempre su assist di Maloney. 1.50 xG contro 1.19, ma soprattutto 3 ammoniti a testa, 33 falli totali. Una rissa ben giocata.

Sutton 2-0 Swindon, 21 aprile. L’unica in cui siamo stati belli. Davvero belli. 50% possesso ma 22 tiri, 6 in porta, 3 occasioni chiare a 0, xG 2.84 a 0.83. Smith fa gol dopo 3 minuti, poi gestiamo e al 93′ la chiude ancora lui su assist di Higgins. Per una volta il grafico xG è una linea gialla che sale dritta fino al cielo. Il VBS che canta.

Morecambe 0-2, 25 aprile, vento forte. La più Andreolliana di tutte. Loro 59% possesso, 19 tiri, ci prendono a pallonate per 80 minuti. Noi 41% e 1.30 xG, ma non concediamo una chiara occasione da gol a loro, 1 a 0 per loro ma poi zero. E all’80’ il calcio: Anderson segna su assist di Smith, al 90+2′ Thompson chiude su assist di Anderson. Due tiri, due gol. Cinismo puro.

In quattro partite abbiamo fatto 8 gol, ne abbiamo presi 2, 10 punti su 12. Non con il tiki taka. Con una squadra che sa chi è: bassa, stretta, che corre più dell’avversario e che ha due ali che quando azzeccano la giornata ti vincono il campionato.

Chiudo il quaderno. Non so dove finiremo, se sarà promozione diretta o playoff, ma so che questo Sutton mi ha insegnato una cosa che da giornalista avevo dimenticato: in League Two non vince chi gioca meglio. Vince chi sbaglia meno e colpisce quando deve.

E il mio Sutton, alla fine, ha colpito sempre.

R. Andreolli, VBS Community Stadium, ultima di aprile.

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