Prima della tattica viene un’idea di calcio
Introduzione
Ogni volta che pubblico uno screen della mia tattica ricevo sempre la stessa domanda.
“Puoi condividere il file?”
È una domanda che mi fa sempre sorridere.
Non perché non voglia condividere il mio lavoro, ma perché credo che sia il modo sbagliato di avvicinarsi a Football Manager.
Una tattica non è un file.
Una tattica è il risultato di un ragionamento.
È il punto di arrivo, non quello di partenza.
Per anni anch’io ho costruito le mie squadre partendo dai cursori. Cambiavo il ritmo, modificavo i passaggi, alzavo il pressing, osservavo il risultato e ricominciavo da capo.
Era un lavoro per tentativi.
FM26 mi ha costretto a cambiare completamente mentalità.
Il nuovo Match Engine mi ha dato una sensazione molto diversa rispetto al passato.
Non mi chiedeva più:
“Come vuoi che giochi la tua squadra?”
Mi chiedeva invece:
“Che squadra vuoi essere?”
È una domanda molto più complessa.
Ed è anche molto più vicina al calcio reale.
Un allenatore non entra nello spogliatoio parlando di ritmo, ampiezza o passaggi corti.
Parla di principi.
Parla di identità.
Parla di comportamenti.
Le istruzioni arrivano solo dopo.
Ed è proprio questa la filosofia con cui ho deciso di affrontare FM26.
Prima della tattica viene l’identità

Ho iniziato a guardare le partite in modo diverso.
Non osservavo più soltanto il pallone.
Guardavo le distanze.
I tempi.
Le decisioni.
Gli spazi.
Le reazioni.
Mi sono accorto che quasi tutte le istruzioni di Football Manager non modificano direttamente ciò che fanno i giocatori.
Modificano il modo in cui prendono le decisioni.
Ed è una differenza enorme.
Una squadra non sbaglia perché utilizza passaggi diretti.
Sbaglia perché quei passaggi diretti non sono coerenti con il resto dell’identità tattica.
Una squadra non perde equilibrio perché utilizza una Mentalità Positiva.
Lo perde quando costruisce un sistema in cui ogni cursore racconta una storia diversa.
Da quel momento ho iniziato a costruire le tattiche partendo sempre dalle stesse cinque domande.
Cinque domande.
Non undici ruoli.
1. Quanto rischio voglio che la mia squadra si assuma?
La Mentalità
La prima cosa che il Match Engine legge non sono i Passaggi.
Non è il Ritmo. Non è il Pressing. È la Mentalità.

Ed è probabilmente la scelta più importante di tutta la schermata tattica.
Per anni abbiamo identificato la Mentalità con una semplice scala offensiva.
- Difensiva.
- Prudente.
- Equilibrata.
- Positiva.
- Offensiva.
- Molto Offensiva
In realtà FM26 lavora in maniera molto più raffinata.
La Mentalità non dice ai giocatori quanto devono attaccare.
Dice loro quanto rischio possono assumersi in ogni decisione.
Questa è la vera rivoluzione.
Quando aumentiamo la Mentalità il Match Engine modifica contemporaneamente numerosi parametri invisibili al giocatore.
In fase di possesso aumenta:
- la ricerca della verticalità;
- il coraggio dei passaggi;
- la frequenza degli inserimenti;
- il numero di uomini che accompagnano l’azione;
- la libertà nelle conduzioni;
- la predisposizione ad occupare zone offensive.
Nelle transizioni modifica:
- la velocità con cui la squadra riparte;
- quanti giocatori seguono il contropiede;
- il coraggio nell’uscire dalla propria metà campo.
In non possesso interviene su:
- aggressività del pressing;
- altezza media del blocco;
- distanza tra i reparti;
- predisposizione al recupero alto.
Tutto questo senza che noi tocchiamo una singola altra istruzione.
Ecco perché considero la Mentalità il DNA della squadra.
Le altre istruzioni non fanno altro che modellare quel DNA.
Quando imposto la Mentalità non mi domando mai:
“Quanto voglio attaccare?”
Mi pongo una domanda completamente diversa.
Quanto rischio voglio che la mia squadra accetti per tutti i novanta minuti?
Perché è quella risposta che determinerà ogni comportamento successivo.
2. Come voglio conquistare il campo?
I Passaggi

Per anni ho interpretato il cursore dei Passaggi come quasi tutti i giocatori di Football Manager.
Passaggi corti significava possesso.
Passaggi diretti significava lancio lungo.
Oggi non la penso più così.
Dopo molte partite osservate, sono arrivato a una conclusione diversa.
I Passaggi non decidono quanto lontano viaggerà il pallone.
Decidono quante fasi della costruzione voglio eliminare.
Immaginiamo una squadra che costruisce da dietro.
Con Passaggi Molto Corti il Match Engine cerca continuamente il sostegno più vicino.
L’obiettivo è consolidare il possesso.
Ogni linea di pressione viene superata poco alla volta.
- Difensori.
- Centrocampisti.
- Trequarti.
- Area.
È una progressione graduale.
Con Passaggi Diretti, invece, il ragionamento cambia completamente.
Il giocatore non cerca più semplicemente il compagno più vicino.
Si pone una domanda diversa.
Posso superare due linee di pressione con un’unica giocata?
Se la risposta è sì, tenterà quella soluzione.
Questo non significa necessariamente lanciare lungo.
Può essere un filtrante verticale.
Può essere un cambio di gioco.
Può essere un passaggio interno che rompe la struttura avversaria.
Per questo preferisco definire i Passaggi come:
la velocità della progressione territoriale.
Non la lunghezza del pallone.
Quando abbiniamo Mentalità e Passaggi iniziamo a vedere identità completamente differenti.
Una Mentalità Prudente con Passaggi Molto Diretti costruisce una squadra da contropiede.
Una Mentalità Positiva con Passaggi Corti genera invece una squadra che vuole dominare il pallone continuando però ad occupare gli spazi offensivi.
La stessa istruzione cambia completamente significato.
Perché cambia il contesto.
3. Quanto tempo concedo ai miei giocatori per decidere?
Il Ritmo

Credo che il Ritmo sia l’istruzione più fraintesa dell’intero Football Manager.
Quasi tutti pensano che serva semplicemente a rendere il gioco più veloce.
In realtà il Match Engine utilizza il Ritmo in maniera molto più sofisticata.
Il Ritmo non misura la velocità del pallone.
Misura il tempo che il giocatore dedica alla decisione.
Con Ritmo Basso il centrocampista riceve palla, alza la testa, aspetta il movimento del terzino, osserva l’inserimento della mezzala, valuta due o tre opzioni e solo dopo gioca.
Con Ritmo Alto lo stesso giocatore riceve palla e, dopo uno o due tocchi, è quasi obbligato a scegliere.
Anche se la soluzione non è perfetta.
Il Match Engine riduce il tempo dedicato alla lettura della situazione.
E questo modifica profondamente il calcio che vediamo.
Un Ritmo Alto genera:
- combinazioni più rapide;
- meno tocchi;
- maggiore imprevedibilità;
- più errori tecnici;
- più transizioni.
Un Ritmo Basso produce invece:
- controllo;
- pazienza;
- consolidamento del possesso;
- migliore occupazione degli spazi;
- minore caos.
È importante capire che il Ritmo non cambia la direzione del gioco.
Cambia il tempo disponibile per scegliere la direzione.
4. Dove voglio creare lo spazio?
L’Ampiezza

Per molto tempo ho creduto che l’Ampiezza servisse semplicemente a decidere se giocare larghi o stretti.
Oggi penso che questa sia una delle definizioni più sbagliate di tutto Football Manager.
L’Ampiezza non dice ai miei giocatori dove stare.
Dice alla mia squadra dove vuole costringere l’avversario a difendere.
Ed è un concetto completamente diverso.
Se scelgo un’Ampiezza Ampia non sto dicendo ai miei esterni di rimanere sulla linea laterale.
Sto cercando di allargare la struttura difensiva avversaria per aprire spazi negli half-spaces e nel corridoio centrale.
Se invece stringo la squadra non sto rinunciando alle corsie esterne.
Sto aumentando la densità vicino al pallone per creare triangoli, linee di passaggio corte e superiorità numerica.
L’Ampiezza è uno strumento di manipolazione dello spazio.
Non di occupazione dello spazio.
Ed è qui che entrano in gioco i ruoli.
Un’Ala Invertita interpreterà l’ampiezza in modo diverso da un’Ala classica.
Un Terzino Fluidificante allargherà il campo anche con una squadra relativamente stretta.
Per questo motivo il cursore dell’Ampiezza non può mai essere letto separatamente dai ruoli.
5. Quanto voglio che i miei giocatori interpretino il mio calcio?
La Libertà Creativa

È probabilmente il cursore più affascinante dell’intera schermata tattica.
Molti pensano che aumenti la fantasia.
In realtà aumenta una cosa molto diversa.
L’autonomia.
Con “Più Disciplinati” il giocatore segue lo spartito.
Con “Più Espressivi” il giocatore può allontanarsene.
Ma attenzione.
Libertà non significa qualità.
Un giocatore con Tecnica 18 ma Decisioni 10 utilizzerà quella libertà molto peggio di uno con Tecnica 15 ma Decisioni 18.
Per questo motivo considero la Libertà Creativa molto più legata agli attributi mentali che a quelli tecnici.
- Visione.
- Decisioni.
- Intuito.
- Freddezza.
Sono questi gli attributi che permettono al talento di esprimersi senza trasformarsi in caos.
È la differenza tra improvvisare e inventare.
L’identità prima di tutto
Alla fine di questo percorso mi sono accorto che nessuno di questi cursori lavora da solo.
La Mentalità definisce il livello di rischio.
I Passaggi definiscono come vogliamo conquistare metri.
Il Ritmo stabilisce quanto tempo concediamo ai giocatori per scegliere.
L’Ampiezza manipola gli spazi che vogliamo aprire.
La Libertà Creativa decide quanto affidare la soluzione dei problemi al sistema o ai singoli.
Solo quando questi cinque principi raccontano la stessa idea nasce una vera identità tattica.
Ed è proprio qui che, secondo me, FM26 compie il salto definitivo rispetto al passato.
Non ci chiede più di scegliere undici ruoli.
Ci chiede di pensare come un allenatore.
Perché prima della tattica, c’è sempre un’idea di calcio.




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