Ci sono partite in cui il risultato finale può far pensare ad una vittoria semplice. Questa non lo è stata. Anzi. Alla vigilia sapevamo perfettamente che il Bournemouth sarebbe stato un avversario complicato, nonostante la classifica e un allenatore ormai ad un passo dall’esonero. Era una di quelle gare in cui la differenza tra una squadra organizzata e una disperata si assottiglia, perché chi si gioca tutto trova spesso energie che la classifica non racconta.
L’analisi pre-partita
Lo studio degli avversari aveva evidenziato alcuni aspetti molto chiari:
- partenza sempre molto aggressiva nei primi minuti;
- pressing altissimo, anche sul portiere;
- costruzione dal basso con il portatore che entra nell’area di rigore per creare superiorità;
- ricerca costante del possesso e riconquista immediata dopo ogni perdita del pallone.
Per questo motivo abbiamo scelto di non modificare la nostra identità. Nessuna contromisura preventiva, nessuna istruzione particolare. L’idea era semplice: affrontare la partita con i nostri principi e capire, direttamente sul campo, se e dove intervenire.

Un avvio esattamente come previsto
I primi venti minuti confermano in pieno quanto visto durante la preparazione.
Il Bournemouth pressa con intensità, ci impedisce di uscire puliti dalla costruzione e rende molto difficile sviluppare le nostre azioni offensive. Ogni volta che proviamo ad impostare veniamo aggrediti immediatamente, mentre loro riescono a mantenere ritmo e iniziativa.
Per provare ad uscire dalla pressione chiediamo ai ragazzi di essere più verticali, sia nella costruzione sia nella fase di progressione.
L’idea è cercare di superare rapidamente la loro prima linea di pressione.
Qualcosa migliora, ma non abbastanza.
Continuiamo a non creare vere occasioni da gol e, soprattutto, finiamo per concedere troppo spesso l’iniziativa agli avversari.
La scelta: aspettare il momento giusto
A quel punto decidiamo di non forzare ulteriormente la partita.
Torniamo ai nostri principi, continuiamo a difendere con ordine e aspettiamo che l’intensità del Bournemouth inizi inevitabilmente a diminuire.
È una scelta di gestione più che tattica.
Non sempre bisogna cambiare sistema o inventarsi qualcosa. A volte la soluzione migliore è avere la pazienza di aspettare che la partita cambi da sola.
Ed è esattamente quello che succede.
Con il passare dei minuti troviamo sempre più spazio tra le linee, aumentiamo il controllo del possesso (53%) e iniziamo a muovere il pallone con maggiore qualità.
Quando la partita gira
Nel secondo tempo il copione cambia.
Lo Sheffield prende definitivamente il controllo della gara, costruisce con più continuità e trova finalmente gli spazi per colpire.
Arrivano i due gol che indirizzano la partita, firmati da Ender e Wevers, mentre la squadra continua a concedere pochissimo.
Le statistiche raccontano una partita molto equilibrata nelle occasioni (0,88 xG per il Bournemouth contro 0,56 per noi), ma anche una squadra capace di sfruttare al meglio i momenti favorevoli, gestendo poi il vantaggio con maturità.
Ancora una volta emerge una caratteristica che sta accompagnando tutta la stagione: sappiamo soffrire quando serve e colpire quando la partita lo concede.
Gestione finale
Sul doppio vantaggio la priorità cambia completamente.
Tra tre giorni ci aspetta la finale di Carabao Cup contro il Manchester City.
Una partita che può cambiare la storia della stagione.
Per questo motivo, negli ultimi minuti, la squadra abbassa volutamente il ritmo, mantiene il possesso senza correre rischi inutili e porta a casa tre punti fondamentali senza sprecare energie preziose.

Il commento del mister
“Questa vittoria dimostra che non tutte le partite si vincono dominando dal primo minuto. Oggi abbiamo saputo leggere il momento difficile, resistere quando loro avevano più energie e colpire quando la gara è cambiata. È un segnale di maturità. Adesso però il campionato si ferma per qualche giorno nella nostra testa: recupero, riposo e concentrazione assoluta. Davanti a noi c’è una finale contro il Manchester City e vogliamo arrivarci nelle migliori condizioni possibili.”
Lo Sheffield mantiene così la vetta della Premier League con 62 punti, conservando il vantaggio sull’Arsenal (due partite in meno) ed il City (tre partite in meno), continuando un percorso che, settimana dopo settimana, dimostra sempre di più la crescita mentale di questa squadra.





Lascia un commento