Febbraio è stato il mese in cui il mio Sutton ha smesso di sopravvivere e ha iniziato a giocare. E l’ho capito guardando i rapporti fine partita.

Sono R. Andreolli, allenatore del Sutton United in Sky Bet League 2, e questo è il diario di un mese da imbattuto che però racconta cinque partite completamente diverse.

3 febbraio, Sutton 0 a 0 Newport. La lezione

Sulla carta un punto in casa. Nei fatti, una rapina.
Guardate le statistiche e capite tutto: 4 tiri nostri contro 21 loro, 0 calci d’angolo contro 13, xG 0,19 contro 1,26. Loro ci hanno schiacciato. Se non è finita 0 a 3 è solo per David Robson, 8,2 di voto e migliore in campo nonostante il 10 non assegnato dal gioco a David Robson avversario per confusione di omonimia.

Cosa avevo sbagliato? Avevo chiesto alla squadra un pressing altissimo con OPPDA a 17,56, terzini altissimi e i due interni, McEachran e Young, troppo avanzati. Risultato: buchi enormi tra le linee, Newport entrava sempre centralmente e noi non riuscivamo mai ad uscire. Acquaye e Maloney larghi non ricevevano un pallone pulito.

Nello spogliatoio ho detto una cosa sola: ok il punto, ma così non vinciamo più una partita.

14 febbraio, Doncaster 1 a 3 Sutton. La correzione

A Doncaster ho cambiato due cose, non dieci. È quello che impari su Football Manager quando smetti di fare il fenomeno.

Primo: ho abbassato il baricentro e ho chiesto a Wadham di fare davvero il regista arretrato, non un mediano che pressa a caso. Secondo: ho invertito le consegne sugli esterni. Anderson a sinistra deve puntare e crossare, Higgins a destra deve accentrarsi e lasciare il binario a French.

Ha funzionato subito, anche dopo il loro gol a freddo al 5′ con Sotona. Poi è uscito Harry Smith. Non il centravanti statico che avevo visto a gennaio, ma un attaccante che attacca lo spazio.

22′ taglio di Raymond, Smith la mette. 34′ palla di French, Smith raddoppia. 76′ punizione laterale, French la mette in mezzo e Wilson la chiude. 8,3 per Smith, Man of the Match, ma per me il migliore è French: 8,2, un assist, 7,4 di media e una spinta continua. Abbiamo avuto meno possesso, 44% contro 56%, ma 14 tiri a 8 e xG 1,41 a 0,76. Abbiamo concesso meno e colpito meglio. Quella è stata la partita svolta.

21 febbraio, Sutton 6 a 0 Burton. Il capolavoro

Se c’è una partita che salverò e riguarderò tra qualche anno è questa.

Contro il Burton di Bloomfield ho lasciato la stessa formazione di Doncaster, con il solo Coker per Smith inizialmente squalificato o stanco, non ricordo più. E ho detto a Maloney: oggi giochi libero. Fai quello che vedi.

Risultato: Leon Maloney 10. Una partita perfetta. Non è retorica, è il voto del gioco: 10,0.

13′ autogol di McEntee che ci sblocca, poi 41′ Coker su assist di French. Poi inizia lo show Maloney-Smith. Al 68′, 69′ e 77′ tre assist identici di Maloney per Smith, tutti e tre da sinistra verso il centro, tutti e tre con Smith che attacca il primo palo. In mezzo il gol di Bowen su assist di Anderson.

Numeri da PlayStation: 23 tiri, 12 in porta, xG 3,13 a 0,23, 4 chiare occasioni da gol a 0, 86% di passaggi completati. OPPDA più alto, 22,15, ma stavolta perché eravamo noi a comandare e a recuperare alto con ordine, non a rincorrere. Quella partita mi ha confermato che il 4-3-3 con un mediano basso e due mezzali di gamba, più due ali a piede invertito, è il nostro vestito.

24 e 28 febbraio, i due pareggi che bruciano

E qui arriva la parte difficile da spiegare nel diario, quella dove devi essere onesto.

Con il Cheltenham, 1 a 1 in casa. Segna Maloney al 21′ su assist di Smith, poi prendiamo il gol di L. Smith su assist di Keena al 77′. Dominio totale: 57% di possesso, 17 tiri a 3, 11 in porta a 2, xG 2,50 a 0,80, 9 angoli a 0, grafico xG e momentum che dicono che dovevamo stare 2 o 3 a 0. Ho guardato il grafico dei momenti: tutta la partita sopra la linea, poi un calo al 70′. Ho tolto Wadham troppo presto per gestire. Errore mio. Volevo proteggere il risultato e ho tolto geometria.

Stessa storia quattro giorni dopo con il Tranmere, 1 a 1. Smith segna al 54′ su assist di French, ci riprendono al 57′ con Bloxham su assist di Gyimah. Statistiche più equilibrate stavolta, 13 tiri a 17, xG 0,59 a 0,56, ma di nuovo il momentum ci punisce: dopo il nostro gol, tre minuti di blackout e ci infilano. Ho chiesto ai ragazzi di tenere palla invece di continuare ad attaccare. Di nuovo, scelta mia.

Due punti persi più che due guadagnati, ma che mi hanno insegnato più del 6 a 0.

Cosa mi porto a marzo

Febbraio chiuso da imbattuto: 2 vittorie, 3 pareggi, 0 sconfitte, 11 gol fatti e 3 subiti. Dal Newport in poi la media voto è salita da 6,9 a 7,7. La distanza percorsa è stabile sui 130 km a partita, segno che corriamo bene.

Cosa ho fatto davvero in partita:

  1. Ho fissato il sistema: 4-1-2-2-1 con Robson in porta, linea a 4 con Hounstrup e French terzini bloccati, coppia centrale John più uno tra Craig, Wilson e Aljofree, Wadham vertice basso, Raymond e Bowen mezzali, Maloney e Anderson ali, Smith centravanti.
  2. Ho smesso di chiedere pressing ultra offensivo a tutti i costi. OPPDA medio alzato da 17 a 21/25, recuperiamo più alti perché difendiamo meglio, non perché corriamo a caso.
  3. Ho cucito il gioco su due connessioni: French per Smith e Maloney per Smith. Non è un caso che 5 degli ultimi 8 gol vengano da lì.

Se a inizio mese ero l’allenatore che festeggiava uno 0 a 0 miracolato, a fine mese sono quello incazzato per due 1 a 1 dominati. E forse è questo il segnale che stiamo crescendo.

Marzo ci aspetta con la zona playoff lì, a tre punti. E stavolta, giuro, al 70′ non tolgo il regista.

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