Quando apro il pianificatore di tattiche di Football Manager 26 la tentazione è sempre la stessa: scegliere un modulo, riempirlo di ruoli famosi e sperare che funzioni. Questa volta ho fatto il contrario. Prima ho scritto i principi, poi ho lasciato che fossero loro a decidere modulo e ruoli. Questo articolo racconta il percorso, scelta dopo scelta, comprese le correzioni lungo la strada.

Il punto di partenza: tre domande

Prima di toccare il gioco mi sono risposto a tre domande, che chiunque può farsi:

  • Come voglio vincere? Di misura, colpendo in ripartenza e attaccando lo spazio alle spalle della difesa avversaria.
  • Dove voglio recuperare palla? In alto, lontano dalla mia porta.
  • Dove voglio creare le occasioni? Dietro la linea difensiva avversaria, con un passaggio filtrante tra difensori e portiere.

Le tre risposte, già da sole, contengono una tensione: vincere di misura senza correre rischi chiede prudenza, recuperare palla in alto chiede coraggio. Tutta la tattica nasce dal tentativo di far convivere le due cose.

La fase senza palla: blocco alto, ma con i freni

Il rischio del blocco alto è quello che temevo fin dall’inizio: dare campo aperto all’avversario. La soluzione non è rinunciare al blocco alto, ma tenere separate tre leve che spesso si confondono: l’altezza del blocco, l’altezza della linea difensiva e l’intensità del pressing.

Ho scelto così:

  • Blocco alto, per recuperare palla lontano dalla mia area.
  • Linea difensiva media, un compromesso tra una linea alta (squadra corta ma esposta ai lanci) e una bassa (sicura ma che allunga il campo tra difesa e centrocampo).
  • Pressing più spesso, aggressivo ma non estremo.
  • Un mediano davanti alla difesa, a chiudere lo spazio centrale che il blocco alto altrimenti lascerebbe aperto.

Un dettaglio che mi ha fatto riflettere: blocco alto con linea bassa sembra prudente, ma allunga la squadra e sposta il buco tra difesa e centrocampo invece di eliminarlo. Per questo la linea è media.

Le transizioni: ricomporsi, non rincorrere

Per una tattica di ripartenza le transizioni sono il cuore. Ho deciso due cose:

  • Quando perdo palla: ricomposizione, niente contropressing. Lascio l’iniziativa all’avversario e recupero le energie per attaccare lo spazio dietro i suoi difensori. Il pressing frequente vale quando la squadra è organizzata, la ricomposizione quando è stata battuta.
  • Quando recupero palla: contropiede su standard. Se c’è spazio si riparte, se non c’è si ragiona. È una tattica adattiva, ma con una conseguenza: senza un interruttore che spinge a ripartire sempre, la velocità dell’azione dipende dalle altre impostazioni, come passaggi diretti e tempo di gioco.

Il film che ho in testa

Prima di scegliere un solo ruolo ho descritto la scena che voglio vedere in partita:

  1. Il portiere serve il mediano, spalle alla porta nella mia trequarti.
  2. Il mediano ha il tempo di girarsi e alzare la testa.
  3. Nel frattempo le ali sono già partite in fascia.
  4. Il lancio cade sui piedi dell’ala nell’half space della trequarti avversaria.
  5. L’ala gioca di prima tra difensori e portiere, dove arriva il centravanti e segna.

Ogni scelta successiva doveva servire questa scena, e ho scartato ciò che non la serviva.

Il modulo: 4-3-3

Il 4-3-3 è venuto da solo. Ali alte e larghe già in posizione, un solo centravanti che attacca lo spazio, tre centrocampisti con un mediano e due compagni che tengono insieme la squadra mentre le ali spingono.

Le asimmetrie sono scelte precise:

  • Un terzino sale e uno resta: il destro avanza e dà ampiezza, il sinistro resta. In possesso la squadra si dispone di fatto con tre difensori e il mediano davanti, una difesa di riposo.
  • Dei due centrocampisti laterali, uno si inserisce e uno resta: quello che resta va dalla parte del terzino che sale e ne copre la fascia, quello che si inserisce arriva in area a rimorchio del centravanti, sul lato opposto.
  • Due attaccanti larghi con compiti diversi: dal lato del terzino che sale un attaccante tra gli spazi, che rientra presto e lascia la fascia al terzino; dall’altro un attaccante esterno, che parte più largo e rientra dopo.

I ruoli, fase per fase

Una cosa che ho scoperto strada facendo: in FM26 non esistono più i compiti (difesa, supporto, attacco). Ogni giocatore ha due ruoli, uno in possesso e uno senza palla, e vanno scelti separatamente. Una svolta, perché permette di dire cose come: in attacco crea gioco, quando difendi resta alto e pronto a ripartire.

Portiere

  • In possesso: portiere senza rischi. Il mio portiere non è un regista e, con il blocco alto, una palla persa vicino alla porta costa troppo.
  • Senza palla: portiere bloccato, che resta in area e sfrutta agilità e presa. Lo spazio alle spalle della difesa lo gestiscono i centrali.

Difesa

  • Terzino destro (quello che sale): terzino fluidificante in possesso, terzino senza palla.
  • Terzino sinistro (quello che resta): terzino in possesso, terzino bloccato senza palla.
  • Centrali: difensore centrale in possesso, per passaggi semplici. Senza palla uno di anticipo, che esce a intercettare, e uno di copertura, che resta cauto. Quello di copertura sta dal lato del terzino che sale.

Centrocampo

  • Mediano: regista arretrato in possesso, per ricevere dal portiere e lanciare; centrocampista difensivo senza palla, per proteggere il centro.
  • Centrocampista che resta: centrocampista centrale in possesso, interno di copertura in fascia senza palla, per sostenere il terzino che sale.
  • Centrocampista che si inserisce: centrocampista d’inserimento in possesso, centrocampista di interdizione senza palla, così si ricompone in mezzo.

Attacco

  • Ali: attaccante tra gli spazi e attaccante esterno in possesso; mezzala di supporto senza palla per entrambe.
  • Centravanti: punta avanzata in possesso, riferimento offensivo senza palla.

Una svista che ho corretto: il nome “mezzala di supporto” mi aveva fatto pensare a un ruolo che rientra a centrocampo. Leggendo la descrizione nel gioco ho scoperto il contrario: è un ruolo che resta alto e gioca sul contropiede. Moralità: non fidarsi del nome di un ruolo, ma leggere sempre la descrizione.

Le indicazioni di squadra

  • Senza palla e transizioni: blocco alto, linea difensiva media, pressing più spesso, ricomposizione alla perdita palla, contropiede standard.
  • In possesso: passaggi più diretti, tempo di gioco standard, distribuzione del portiere verso il mediano, ampiezza normale.

Cosa mi dice FM

Già prima di giocare, il gioco mi ha segnalato un contro nella scheda senza palla: la squadra ha troppi giocatori in ruoli di manovra, con il rischio di lasciarci scoperti in fase difensiva. FM non dice quali, ma credo si riferisca a ali e centravanti, che restano alti quando perdo palla. Per una squadra di ripartenza è in parte il prezzo da pagare. Le protezioni ci sono: mediano, interno di copertura in fascia, terzino bloccato e i due centrali. Se nelle partite vedrò troppe ripartenze subite, l’intervento più semplice è cambiare un solo ruolo senza palla di un’ala, mettendo un ruolo che aiuta in difesa.

Come la verificherò

La tattica è ancora da collaudare. Dopo cinque o sei partite guarderò:

  • da dove arrivano le occasioni che subisco;
  • la resistenza dei giocatori nel secondo tempo, perché blocco alto e pressing frequente consumano molto;
  • le distanze tra i reparti, per capire se la squadra si allunga.

E cambierò una sola cosa alla volta, altrimenti non saprò mai quale modifica ha prodotto quale effetto.

Il piano B

Il punto debole dello schema è chiaro: funziona contro squadre che alzano la linea difensiva e lasciano spazio alle spalle. Contro un blocco basso e chiuso il lancio non ha dove cadere. La seconda soluzione è ancora da costruire, e sarà il tema del prossimo articolo.Forse…

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