Liverpool nel mirino: una settimana costruita per colpire le fragilità dei Reds

La settimana che accompagna la nostra squadra verso la sfida contro il Liverpool non è stata una semplice successione di sedute d’allenamento. Guardando il lavoro svolto e mettendolo in relazione con il rapporto degli osservatori sui Reds, emerge un piano preciso: arrivare alla partita freschi, preparati e soprattutto pronti a colpire dove il Liverpool sembra più vulnerabile.

Il programma è stato costruito con una progressione piuttosto chiara. Possesso e movimento hanno aperto la settimana, le esercitazioni difensive hanno occupato il martedì, mentre mercoledì si è lavorato sulla circolazione della palla e sull’attacco senza palla. Poi, giovedì, spazio alle tattiche di partita e agli schemi sui calci piazzati, prima del progressivo scarico che porterà alla gara.

Insomma, non si è cercato di costruire una squadra nuova in pochi giorni, ma di rifinire quella esistente in funzione dell’avversario.

Possesso sì, ma senza cadere nella trappola del Liverpool

Il rapporto degli osservatori è piuttosto eloquente. Il Liverpool dovrebbe presentarsi con un 4-4-2 equilibrato, accompagnato da uno stile Tiki-Taka.

I Reds puntano su passaggi corti, palla sui piedi, pressing intenso, linea più alta e una ricerca costante dello spazio per arrivare dentro l’area. Una squadra che ama avere il controllo del pallone e che, soprattutto, vuole impedire all’avversario di costruire comodamente dal basso.

Ed è proprio qui che la preparazione della nostra squadra assume particolare interesse.

Lunedì si è lavorato su possesso e movimento, mentre mercoledì la seduta ha insistito sulla circolazione della palla e sull’attacco senza palla. Due allenamenti che sembrano quasi disegnati per affrontare il calcio che il Liverpool vuole proporre.

Ma attenzione: l’obiettivo non può essere quello di battere il Liverpool semplicemente sul terreno del palleggio.

La vera chiave sarà utilizzare il possesso per attirare la pressione avversaria e poi attaccare gli spazi che inevitabilmente si apriranno alle spalle della prima linea di pressing.

Il movimento senza palla, in questo senso, potrebbe diventare un’arma decisiva.

La settimana parla anche di difesa

Il martedì è stato dedicato alla fase difensiva, con lavoro sia sulla difesa impegnata sia sulla difesa disimpegnata.

Una scelta tutt’altro che casuale.

Il Liverpool dispone infatti di ottime qualità tecniche, un centrocampo di livello, giocatori agili e capaci di creare superiorità. A tutto questo si aggiungono cross e calci piazzati, altri due aspetti nei quali i Reds possono fare male.

La nostra squadra dovrà quindi essere brava soprattutto a non concedere una partita troppo comoda agli uomini di Liverpool.

Il rischio maggiore è quello di farsi schiacciare dal loro pressing e concedere ricezioni pulite tra le linee.

E in questo discorso spicca inevitabilmente un nome.

Szoboszlai, il pericolo numero uno

Dominik Szoboszlai arriva alla sfida in condizioni di forma eccellenti: 7,64 di media nelle ultime cinque partite.

È inoltre il giocatore del Liverpool che ha segnato di più, con 12 reti, pur trovandosi soltanto al 13º posto nella classifica marcatori della competizione.

Numeri che suggeriscono una cosa molto semplice: lasciargli spazio e tempo per pensare sarebbe un errore.

Al contrario, dall’altra parte troviamo João Neves, indicato dal rapporto come uno dei giocatori maggiormente in difficoltà, con appena 6,58 di media nelle ultime cinque gare.

Una differenza di rendimento che potrebbe diventare un elemento interessante nella lettura della partita.

La vera crepa: le palle inattive

Se c’è però un capitolo del rapporto che salta immediatamente agli occhi, è quello relativo ai calci piazzati difensivi.

Il Liverpool concede una percentuale elevata di prime palle sui piazzati difensivi e mostra qualche problema nel gioco aereo. Anche sulle palle alte dei portieri, il rapporto degli osservatori manifesta qualche preoccupazione.

E guarda caso, giovedì il programma prevedeva proprio:

Tattiche partita + Schemi su piazzati.

Difficile chiedere una coincidenza migliore.

Corner e punizioni laterali non dovranno essere considerati semplicemente come situazioni da sfruttare quando capitano. Potrebbero rappresentare una vera e propria arma tattica.

Attaccare la prima palla, andare aggressivamente sulla seconda e mettere pressione alla retroguardia potrebbe permetterci di trasformare una delle debolezze evidenziate dal rapporto in un’occasione concreta.

Dentro l’area, non dalla distanza

C’è poi un altro dato che merita attenzione.

10 dei 30 gol subiti dal Liverpool nelle ultime 20 partite sono arrivati da dentro l’area di rigore.

A questo si aggiunge un portiere che, secondo gli osservatori, non eccelle per riflessi.

Il messaggio sembra abbastanza chiaro: quando possibile, bisognerà cercare di entrare in area, piuttosto che affidarsi con troppa frequenza alla conclusione dalla distanza.

Combinazioni strette, inserimenti, movimenti senza palla e palloni giocati alle spalle della difesa possono essere più produttivi del semplice tiro da fuori.

Ancora una volta, torna il lavoro svolto durante la settimana.

Freschezza e affiatamento: si arriva pronti

Un altro aspetto positivo riguarda la gestione dei carichi.

Dopo le giornate più impegnative, il programma prevede un progressivo alleggerimento: venerdì soltanto rafforzamento dei legami, sabato riposo e partita.

Gli indicatori confermano la bontà della scelta: la fatica è contenuta, mentre affiatamento, soddisfazione e conoscenze tattiche presentano valori incoraggianti.

Non c’era dunque bisogno di aggiungere ulteriore carico.

La squadra deve arrivare alla sfida nelle migliori condizioni possibili, non vincere il campionato di allenamento del venerdì.

La partita che immaginiamo

Il Liverpool proverà presumibilmente a imporre il proprio Tiki-Taka, con passaggi corti e pressione immediata dopo la perdita del pallone.

Noi dovremo essere pazienti, ma non passivi.

Possesso per attirare il pressing. Movimento per liberare gli spazi. Accelerazioni per sfruttare la linea alta.

E quando arriveranno corner e punizioni laterali, bisognerà ricordarsi che il rapporto degli osservatori ci ha indicato esattamente dove colpire.

La settimana, in definitiva, sembra aver seguito una logica precisa: preparare la squadra a resistere alle qualità del Liverpool e, allo stesso tempo, sfruttarne le debolezze.

Il pericolo numero uno si chiama Szoboszlai. Le opportunità principali arrivano invece dalle palle inattive, dal gioco dentro l’area e dagli spazi che il pressing alto potrebbe lasciare.

Ora resta soltanto da vedere se tutto il lavoro fatto in settimana riuscirà a trasformarsi in campo in quello che sulla carta appare come un piano piuttosto chiaro:

non giocare la partita che vuole il Liverpool. Costringere il Liverpool a giocare la nostra.

Si va in Campo

Una prova di grande solidità consegna allo Sheffield un pareggio pesantissimo nella corsa al titolo. Liverpool più pericoloso nei numeri, ma incapace di trasformare la superiorità territoriale in occasioni davvero limpide. Tinoco decisivo tra i pali, difesa impeccabile e primo posto ancora saldamente nelle mani degli uomini di T. Trap.

Se cercavamo una partita capace di raccontare cosa significhi essere primi in classifica, quella di Anfield è probabilmente una delle fotografie migliori della stagione dello Sheffield.

Lo 0-0 contro il Liverpool non è certamente il risultato più spettacolare della giornata, ma potrebbe essere uno dei più importanti. Contro una squadra che, nonostante il sesto posto, arrivava alla sfida con numeri offensivi di tutto rispetto, lo Sheffield ha scelto la strada della pazienza, della compattezza e della gestione del rischio. Il risultato è un punto conquistato su un campo difficilissimo e, soprattutto, un’altra giornata trascorsa in vetta alla Premier League.

Liverpool meglio nel possesso, Sheffield meglio nella gestione

Il Liverpool ha avuto qualcosa in più sul piano del gioco: 55% di possesso, 13 conclusioni contro le 8 dello Sheffield e un vantaggio anche negli expected goals, 1,13 a 0,61.

Eppure, guardando più attentamente i dati, la partita racconta una storia meno sbilanciata di quanto possano suggerire i numeri iniziali.

Le occasioni da gol realmente pericolose sono state zero per entrambe le squadre. Il Liverpool ha centrato lo specchio appena quattro volte, mentre lo Sheffield ci è arrivato in due occasioni. Una produzione offensiva tutt’altro che travolgente, soprattutto considerando che si giocava ad Anfield.

A fare la differenza è stata quindi la capacità dello Sheffield di sporcare la partita, togliendo ritmo e pulizia alla manovra dei padroni di casa.

Il dato sui contrasti è particolarmente significativo: 70% di contrasti vinti per lo Sheffield, contro il 82% del Liverpool, mentre nei duelli aerei la squadra di T. Trap ha addirittura dominato con 24 duelli vinti su 33, pari al 72%.

Una partita fisica, sporca, nella quale ogni pallone conteso aveva un peso enorme.

La porta resta inviolata: Tinoco sugli scudi

Se la fase difensiva è stata collettivamente eccellente, una menzione particolare va a Tinoco, autore di una prestazione da 7,7.

Il portiere dello Sheffield ha rappresentato l’ultima garanzia di una squadra che, per larghi tratti, ha dovuto accettare di concedere iniziativa al Liverpool. Davanti a lui, però, il reparto ha risposto presente.

Samuel-Smith (7,2) è stato tra i migliori della linea difensiva, mentre anche MacLean (6,9), Romani (6,9) e Uzochukwu (7,0) hanno contribuito a mantenere l’equilibrio della squadra.

Non è stata una serata nella quale lo Sheffield ha cercato di imporre il proprio calcio a tutti i costi. È stata una serata nella quale ha saputo capire che tipo di partita serviva giocare.

E questo, per una squadra che sta inseguendo qualcosa di enorme, conta forse più di qualsiasi statistica offensiva.

Dodici corner e tanta pressione: ma il gol non arriva

Curiosamente, il dato che più racconta la volontà dello Sheffield di non limitarsi a difendere è quello dei calci d’angolo: 12-6 per gli ospiti.

Nonostante il minor possesso e il minor numero di tiri, lo Sheffield è riuscito a portare diversi palloni nella zona pericolosa e a conquistare il doppio dei corner rispetto al Liverpool.

Il problema è stato l’ultimo passaggio.

I cross completati sono stati soltanto 5 su 25 (20%), un dato migliorabile che ha impedito alla squadra di trasformare la pressione e le situazioni da palla inattiva in vere occasioni da gol.

Dall’altra parte, il Liverpool ha completato appena 2 cross su 38 tentativi: segno ulteriore di una partita nella quale le difese hanno avuto la meglio sugli attacchi.

Uno 0-0 che vale molto più di un punto

Alla fine resta un pareggio che, per lo Sheffield, ha un peso specifico enorme.

La classifica aggiornata vede gli uomini di T. Trap primi con 64 punti in 31 partite, davanti all’Arsenal, fermo a quota 61 ma con una gara in meno. Alle spalle ci sono Manchester United a 56 e Manchester City a 52, mentre il Liverpool sale a 51 punti.

Con ancora diverse giornate da giocare, naturalmente, non c’è ancora nulla di deciso. Ma uscire da Anfield con un punto significa aver superato un altro esame importante senza perdere terreno.

E soprattutto significa aver dimostrato una caratteristica fondamentale per chi vuole vincere un campionato: non è necessario giocare sempre bene per ottenere un risultato importante. A volte bisogna semplicemente saper soffrire.

Ad Anfield lo Sheffield ha sofferto, ha difeso, ha combattuto e ha aspettato.

Non ha segnato. Ma non ha nemmeno concesso.

E quando sei primo in classifica, anche uno 0-0 può avere il sapore di una vittoria.


Un punto ad Anfield. Una porta inviolata. E la vetta ancora lì, tutta dello Sheffield.

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