Sono R. Andreolli e questo è il mio Sutton United di inizio 2026.
1. Plymouth Argyle 2-3 noi – 7 gennaio, Bristol Street Motors Trophy
Loro partono con un 4-2-3-1 molto aggressivo. OPPDA 12,03, vuol dire che ci venivano a prendere a uomo fin dentro la nostra area. Noi invece 25,43, il dato più alto del mese. Scelta voluta.
Ho chiesto a Robson di non costruire corto. Con Ogbeta e Sessesgnon terzini molto alti, se provavamo a uscire palla a terra ci incastravamo. Ho abbassato Wadham tra i due centrali per formare un 3 contro il loro Amn Mellor, e ho detto a Anderson e Higgins di stare larghissimi, quasi coi piedi sulla riga.
Il primo gol loro al 30′ ci punisce proprio perché non rispettiamo questo principio, vogliamo giocare corto e perdiamo palla. Lì ho urlato a French di alzare la linea di 10 metri.
La svolta tecnica è stata sul loro terzino sinistro. Ho invertito le consegne alle due Ali. Higgins, che normalmente è Ala Inversa che entra dentro, l’ho lasciato esterno per puntare uno contro uno. Anderson dall’altra parte invece doveva venire dentro per liberare la sovrapposizione di Haunstrup.
Nascono così i tre gol in 25 minuti. 31′ French assistito da Higgins, 55′ O’Grady-Macken per Poleon, 56′ Anderson per Higgins. Tre azioni uguali: palla lunga del difensore sul largo, controllo orientato ad uscire e cross basso sul secondo palo. xG nostro 2,45 contro 1,60 loro e 4 chiare occasioni a 1. Non è stata una rapina, è stata efficienza.
Accorgimento finale: sul 3-1 ho tolto il pressing. Siamo passati da un 4-3-3 a un 4-5-1 puro senza palla, con Poleon primo difensore. Loro accorciano al 65′, ma non concediamo più tiri puliti.
2. Sutton 0-0 York – 10 gennaio
La partita opposta. Loro 37% di possesso, si chiudono in un 4-4-2 compatto. Noi 63%, 90% di passaggi completati, OPPDA 16,47, quindi abbiamo pressato anche bene.
Eppure 0,87 xG con 8 tiri, zero chiare occasioni. È il classico muro.
Qui l’errore tecnico è stato mio. Ho insistito con le due RCn, Raymond e O’Grady-Macken, che venivano a prendere palla sulla stessa linea di Young, il nostro CAC. Ci siamo intasati il centro. Con le due Ale a piedi invertiti, Acquaye e Higgins, non avevamo ampiezza vera.
A fine primo tempo ho provato due correzioni. Primo, ho chiesto a Kelly-Evans e Shackleford, i due DCA e Ter, di non sovrapporre ma di sottoporsi dentro al campo, per creare un 3-2-5 in fase di possesso con i due centrali Hockenhull e John larghi. Secondo, ho detto a Poleon di non venire incontro ma di attaccare la profondità per allungare i due DCs loro, Fagan-Walcott e Monthe.
Non ha funzionato abbastanza. Ci sono mancati i cambi di ritmo e l’ultimo passaggio. Lezione chiara: contro chi si chiude così basso, non mi serve più palleggio, mi serve un giocatore che salti l’uomo. Anderson e il suo strappo ci sono mancati.
3. Gillingham 0-2 noi – 17 gennaio
La risposta alla partita prima. Stesso avversario che sulla carta fa lo stesso blocco di York, ma con una differenza: loro terzini John ed Hutton spingevano alti.
Ho cambiato il trigger del pressing. Invece di andare sul portiere Bott, ho detto a Smith di schermare il mediano Deck e di far giocare i due difensori centrali Coleman e Jefferies. Quando la palla andava sul terzino, lì scattava il pressing di Anderson o Higgins. OPPDA nostro 13,00 contro 19,60 loro, siamo stati noi i più aggressivi questa volta.
Tecnicamente abbiamo lavorato tutta la settimana sul cross. Contro lo York avevamo crossato con il 19% di successo. Qui chiudo al 29% con 7 angoli a 6. Perché? Ho chiesto ai due RCn di non crossare mai dalla trequarti. Bowen e O’Grady-Macken dovevano giocare corto per French e Haunstrup che arrivavano in corsa da dietro. Il primo gol è così: French da Terzino che attacca lo spazio lasciato da Evans e mette in mezzo per Smith al 50′.
Il secondo gol al 78′ è lavoro da allenamento sul secondo palo. Angolo corto, palla su Haunstrup che non è DCA per caso, è 1,92 m e sa attaccare il tempo. Sponda di testa e Poleon chiude. 1,33 xG contro 0,95, 10 tiri in porta su 17. Dominio pulito.
4. Carlisle 1-2 noi – 31 gennaio
La più difficile da leggere. Loro 4-3-3 con Edwards e Lacey ali alte, noi di nuovo 54% di possesso ma con 20 tiri e 9 in porta. Loro fanno gol subito al 48′ con Kelly, su una nostra uscita sbagliata. xG finale dice 1,91 loro contro 1,82 nostro, ma il dato mente. Loro hanno due tiri da fuori che valgono 0,6 xG, noi due chiare occasioni pulite.
Qui ho dovuto toccare la struttura dei ruoli. Raymond da RCn stava soffrendo la fisicità di Charters e Vela. Al 30′ gli ho cambiato compito: da regista mobile a mezzala ad inserirsi senza palla. Ho alzato Thompson come RCn più di contenimento e ho lasciato a Wadham la regia da CAC con palla tra i piedi. È nato il gol del 35′, Anderson per Raymond, con Raymond che non costruisce ma attacca l’area.
Sul loro 1-1 ho fatto l’accorgimento opposto. Ho abbassato Bullivant, il nostro DCA, a fare il terzo centrale in costruzione, trasformandoci di fatto in un 3-4-3 in possesso con Hockenhull e French larghi. Così abbiamo allargato la loro linea a 4 e creato il corridoio per Bowen. 86′ Raymond per Bowen, gol vittoria.
Il filo che lega tutto
In quattro partite abbiamo avuto quattro Sutton diversi. A Plymouth abbiamo difeso basso e corso. Con York abbiamo avuto palla e non l’abbiamo saputa usare. A Gillingham abbiamo pressato alto e crossato bene. A Carlisle abbiamo cambiato ruolo a un giocatore chiave in corsa.
La cosa che mi porto dietro è questa: l’OPPDA e il possesso non sono un dogma. A volte vinci con 49% e OPPDA a 25, a volte pareggi con 63% e 90% di passaggi. La tecnica vera è insegnare ai ragazzi a riconoscere quando l’avversario vuole che tu faccia una cosa, e fare esattamente l’opposto.
Ora siamo imbattuti a gennaio. Ma la partita di York mi ha insegnato più delle tre vittorie.









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