Questo post racconta il processo mentale che porta alla creazione di un sistema tattico in FM26, all’interno di un’idea di gioco basata su pressing alto e possesso palla.
Il nuovo planner tattico offre un’enorme quantità di opzioni. Questo rende la costruzione di una tattica tanto profonda quanto si desidera, ma anche potenzialmente dispersiva. Si può partire da idee reali, studiare principi del calcio moderno, entrare nei dettagli delle fasi di gioco e finire facilmente in un vero e proprio rabbit hole: un labirinto di complessità dal quale diventa difficile uscire.
Per evitare questo rischio, il punto di partenza deve essere semplice: scomporre il gioco nelle sue basi.
Le quattro fasi di una partita
Nella sua essenza, il calcio è un gioco semplice: segnare più gol dell’avversario e vincere la partita. La complessità nasce quando iniziamo a chiederci come farlo.
Una partita può essere letta attraverso quattro fasi principali:
1. Out of Possession — Senza possesso
La squadra avversaria controlla il pallone e la nostra squadra ha stabilito la propria struttura difensiva.
Gli approcci possono variare molto: da un pressing aggressivo e immediato per recuperare palla, fino a un atteggiamento più prudente, con squadra bassa e compatta a protezione degli spazi.
In questa fase entra in gioco il concetto di Rest Attack, cioè il modo in cui la squadra si organizza senza palla per essere pronta ad attaccare appena il possesso viene recuperato.
Nei calci piazzati contro, la situazione cambia: l’avversario può battere indisturbato e posizionare i propri giocatori in zone favorevoli. Per questo i piazzati richiedono una gestione specifica del rischio.
2. Transition to In Possession — Transizione offensiva
È la fase immediatamente successiva alla riconquista del pallone, quando la struttura offensiva non è ancora stabilita.
Qui la squadra può scegliere se cercare subito la verticalità, il contropiede e l’occasione rapida, oppure consolidare il possesso e preparare l’attacco posizionale.
In questa fase, entrambe le squadre possono essere disordinate. Proprio per questo la struttura di Rest Attack costruita nella fase senza possesso influenza molto le possibilità della transizione offensiva.
3. In Possession — In possesso
La nostra squadra controlla il pallone e l’avversario ha stabilito la propria struttura difensiva.
Gli approcci possono andare da una ricerca immediata della porta a una gestione più paziente del possesso. In questa fase entra in gioco il concetto di Rest Defence, cioè il modo in cui la squadra si organizza mentre attacca per essere pronta a difendere in caso di perdita del pallone.
Anche qui i calci piazzati modificano lo scenario: la squadra in possesso può battere indisturbata e posizionarsi in zone favorevoli. Per questo i piazzati offensivi devono dialogare con la Rest Defence e con la gestione delle transizioni.
4. Transition to Out of Possession — Transizione difensiva
È la fase immediatamente successiva alla perdita del pallone, quando la struttura difensiva non è ancora ricomposta.
La squadra può reagire con un contropressing immediato, cercando di recuperare subito il possesso, oppure può scegliere di abbassarsi e proteggere gli spazi.
La qualità della Rest Defence preparata in fase di possesso determina le opzioni disponibili in questa fase.
Una partita, tolte le interruzioni, è composta da queste quattro fasi. Scomporla in questo modo permette di rendere più chiaro il ragionamento tattico. Ogni scelta fatta in una fase influenza le altre. L’insieme di queste decisioni costruisce lo stile tattico della squadra.

Stili tattici
Il concetto chiave è quello di urgenza.
Ogni stile tattico può essere letto attraverso il livello di urgenza con cui la squadra cerca di:
- recuperare il pallone;
- creare un’occasione;
- proteggere gli spazi;
- mantenere il controllo.
In FM26 gli stili tattici possono essere collocati idealmente lungo due assi: uno legato all’urgenza in possesso, l’altro all’urgenza senza possesso.
Il calcio moderno, però, ha reso sempre più sfumate le vecchie distinzioni. Le squadre di possesso sono diventate più verticali. Le squadre prudenti pressano meglio. I blocchi bassi non sono più passivi. I sistemi di pressing sono sempre più scientifici, analizzati e organizzati.

In questo articolo ci concentreremo soprattutto sugli stili legati a pressing alto, possesso palla e controllo territoriale, senza però escludere principi utili anche ad altri approcci.

Teoria tattica
Rischio, ricompensa ed equilibrio
Il rischio può essere definito come:
Rischio = probabilità × conseguenze
Nel calcio, il rischio riguarda soprattutto la possibilità di concedere o segnare gol.
Ogni sistema tattico contiene una quota di rischio. Alcuni allenatori accettano un rischio più alto per aumentare la possibilità di recuperare palla in zone avanzate o creare occasioni migliori. Altri preferiscono ridurre il rischio, proteggendo prima di tutto gli spazi.
Un buon sistema tattico deve riflettere la tolleranza al rischio dell’allenatore, ma deve anche adattarsi a:
- qualità dei giocatori;
- punti di forza e debolezza dell’avversario;
- momento della partita;
- risultato;
- zona del campo in cui si trova il pallone.
Essere avanti 2-0 al 70’ non richiede lo stesso livello di rischio di una partita in cui si è sotto 0-2. La tattica non è mai astratta: vive dentro il contesto.

Il concetto di spazio nel calcio
Un altro modo per semplificare il calcio è leggerlo come una sfida continua tra due obiettivi opposti:
- creare e sfruttare spazio in possesso e in transizione offensiva;
- negare spazio e tempo senza possesso e in transizione difensiva.
Nel gioco posizionale, lo spazio è il principio dominante. La squadra cerca di occupare il campo in modo razionale, creando linee di passaggio, superiorità e connessioni.
Per una squadra basata sul possesso è fondamentale controllare il centro del campo, perché:
- da lì si possono creare angoli di passaggio a 360 gradi;
- si può controllare il ritmo;
- si possono attirare e manipolare gli avversari;
- si può proteggere meglio la squadra in caso di perdita del pallone.


Senza possesso, invece, le zone più importanti da proteggere sono il centro e i mezzi spazi, soprattutto nella propria metà campo. Da lì l’avversario può arrivare alla conclusione con pochi tocchi.
Gli spazi che la squadra senza palla vuole proteggere sono gli stessi che la squadra in possesso vuole creare e sfruttare.


OOP — Senza possesso
Marcature e sistemi di pressing
Storicamente, la grande distinzione difensiva era tra marcatura a zona e marcatura a uomo.
Con il tempo sono nati sistemi ibridi, capaci di unire controllo dello spazio e riferimenti individuali.
Il pressing moderno ha radici lontane: Viktor Maslov, Ernst Happel, il calcio totale olandese, Rinus Michels, Johan Cruyff, fino ad Arrigo Sacchi, che con il Milan portò a un livello superiore la marcatura a zona, la compattezza e il pressing coordinato.
Più avanti, Guardiola ha ripreso e sviluppato l’eredità del calcio totale al Barcellona, mentre in Germania il gegenpressing ha trovato una delle sue massime espressioni con Rangnick prima e Klopp poi.
Oggi il pressing moderno nasce spesso dalla fusione di queste scuole:
- pressing zonale;
- pressing orientato all’uomo;
- controllo delle linee di passaggio;
- aggressione del portatore;
- trappole laterali o centrali;
- contropressing immediato.
Le due dimensioni del pressing moderno
1. Punto di riferimento del pressing
Questa dimensione definisce cosa governa la struttura difensiva.
Orientamento zonale
La squadra difende gli spazi. I giocatori danno priorità alla posizione, alla compattezza e alla copertura della propria zona.
Il pressing parte quando il pallone entra in una zona specifica o quando si verifica un trigger qualitativo.
Esempi: Guardiola, Klopp.
Orientamento sull’uomo
La squadra si orienta maggiormente sui riferimenti individuali. I giocatori si avvicinano o seguono l’avversario designato, anche a costo di uscire dalla propria zona.
Questo aumenta aggressività, intensità e rischio.
Esempi: Bielsa, Luis Enrique.
2. Obiettivo del pressing
Questa dimensione definisce cosa si vuole ottenere.
Recupero immediato del pallone
La squadra pressa per riconquistare subito il possesso, aggredendo il portatore e forzando l’errore tecnico.
Esempi: Klopp, Luis Enrique.
Controllo dello spazio
La squadra pressa per chiudere linee di passaggio, indirizzare il gioco e recuperare attraverso la struttura.
Esempio: Guardiola.
Questa seconda strada tende a essere meno rischiosa, ma richiede disciplina, compattezza e grande intelligenza collettiva.

Pressing individuale: angoli e ombre di passaggio
Il pressing non è solo “andare addosso” al portatore.
Conta l’angolo con cui si pressa.
Un giocatore può pressare:
- frontalmente;
- in diagonale;
- lateralmente;
- da dietro;
- con angoli più o meno chiusi.
Pressing Frontale


Pressing Diagonale


Pressing Laterale


L’angolo di pressione determina dove il portatore può giocare. L’ombra di passaggio, invece, determina quali linee vengono oscurate dal corpo del giocatore che pressa.
Più il pressing è vicino, più l’ombra di passaggio è ampia. Più l’angolo è corretto, più la squadra riesce a indirizzare il possesso avversario dove vuole.
Pressing Collettivo
Obiettivi del pressing collettivo
- Allontanare il gioco dalle zone pericolose.
- Indirizzare il gioco verso determinate zone per attivare trappole di pressing.
- Forzare un passaggio sbagliato o di bassa qualità.
- Riconquistare il possesso palla.
Pressing: posizioni iniziali collettive
- Altezza del pressing:
a) Pressing alto con marcatura dei difensori avversari quando il portiere è il portatore di palla.
b) Pressing alto.
c) Blocco medio. - Schieramento in fase di non possesso (OOP):
Le posizioni e i ruoli dei giocatori in fase di non possesso influenzano le posizioni iniziali del pressing.
Direzioni del pressing
- Gli angoli di pressing individuali devono supportare la direzione del pressing collettivo.
- Le direzioni del pressing collettivo possono essere: in avanti, verso le linee laterali oppure verso il centro.
- Gli angoli di pressing individuali sono influenzati dall’altezza e dalla direzione del pressing collettivo.
- Gli angoli di pressing individuali influenzano la capacità di bloccare o ridurre le linee di passaggio.


Gli angoli di pressing possono dipendere dalla zona del campo in cui si sviluppa l’azione. Difensori e squadre con blocco basso spesso pressano frontalmente e in avanti, rallentando l’azione e proteggendo la porta.
Se non si struttura il pressing per chiudere verso l’interno o verso l’esterno, gli angoli di pressing individuali possono essere personalizzati. Ad esempio, si può forzare i difensori avversari verso l’interno, i centrocampisti verso l’esterno e chiedere agli attaccanti di pressare frontalmente.
Se vengono impostati trigger di pressing predefiniti, gli angoli di pressing individuali dovrebbero indirizzare il gioco verso le zone in cui questi trigger sono posizionati.
Trigger del pressing in FM26
In FM26 possiamo ragionare su diversi tipi di trigger.
Trigger posizionali
Trigger posizionali:
- il pressing scatta quando il pallone entra in determinate aree del campo (chiusura verso l’esterno o verso l’interno).
- Pressing mirato su un giocatore specifico.
- Ricezione del pallone sul piede debole dell’avversario, che in generale rappresenta un trigger per aggredire.
Trigger emergenti/situazionali:
- Errori tecnici o controlli sbagliati del portatore di palla.
- Situazioni di partita alle quali i giocatori reagiscono in base alla struttura generale del pressing. Le istruzioni di “trigger press” possono aumentare o diminuire la frequenza con cui i giocatori eseguono il pressing.
- Perché un pressing attivato da un trigger abbia successo, deve essere presente una struttura di pressing vicino al portatore di palla.
Struttura di pressing attorno al portatore di palla
- Quando il pressing viene attivato, è desiderabile avere superiorità numerica attorno al portatore di palla.
- Generalmente si considera normale coinvolgere da 2 a 5 giocatori, a seconda del numero di avversari che supportano il portatore di palla.
- Il pressing dovrebbe essere attivato in zone del campo dove queste strutture numeriche e di pressione possono essere create.


Pressing su giocatore designato
La squadra reagisce quando un determinato avversario riceve palla.
Piede debole
Forzare un giocatore sul piede debole può aumentare la probabilità di errore tecnico, cattivo controllo o passaggio impreciso.
Trigger situazionali
Sono quelli che emergono dalla partita:
- controllo sbagliato;
- passaggio lento;
- ricezione spalle alla porta;
- avversario isolato;
- palla laterale;
- scarico prevedibile.
Perché un trigger funzioni, però, deve esserci struttura attorno al portatore. Se un giocatore pressa e gli altri non accompagnano, il pressing diventa solo una corsa a vuoto.

Rest Attack
La Rest Attack descrive come la squadra si posiziona senza possesso per essere pronta ad attaccare appena recupera palla.
Deve essere coerente con l’idea scelta per la transizione offensiva:
- contropiede immediato;
- possesso paziente;
- uscita ragionata;
- soluzione intermedia.
Una buona Rest Attack ha almeno due linee:
- giocatori di supporto, utili per consolidare il primo passaggio;
- giocatori di sbocco, pronti ad attaccare lo spazio.
Anche qui valgono i principi del gioco posizionale: creare spazio, offrire linee di passaggio, occupare zone utili.


Calci piazzati
I calci piazzati cambiano le regole del gioco aperto.
L’avversario può posizionarsi senza pressione e il battitore ha tempo per scegliere la giocata. Questo aumenta il rischio.
Le squadre di possesso e pressing alto spesso cercano di mantenere una linea difensiva alta anche sui piazzati, per evitare di difendere troppo dentro l’area.
Difendere piazzati nella propria trequarti può invece costringere la linea ad abbassarsi, creando uno scenario più pericoloso.
La gestione dei calci piazzati deve quindi dialogare con:
- Rest Attack;
- Rest Defence;
- transizioni;
- tipo di marcatura;
- tolleranza al rischio.
IP — In possesso
Creare e sfruttare spazio
Principi della creazione e dello sfruttamento dello spazio – Gioco Posizionale
Allargare il campo – struttura generale
- Ampiezza orizzontale – giocatori posizionati larghi.
- Profondità verticale – giocatori posizionati alti sul campo.
- Creazione di spazio interno attraverso l’allargamento del campo di gioco.
Linea centrale stretta e giocatori larghi – struttura generale
- Giocatori larghi posizionati sulla linea laterale.
- Linea centrale stretta per superare le linee avversarie.

Utilizzare più linee verticali – struttura generale
- Evitare linee piatte (posizioni scaglionate) – giocatori posizionati a differenti altezze e profondità verticali.
- Tra le linee avversarie.
- Alle spalle della loro linea di pressing.
Dettare il ritmo – struttura generale
- Controllare la partita e il centro del campo permette di controllare il ritmo di gioco.
- Utilizzare il ritmo più adatto alla propria squadra e allo scenario della partita in corso.
Rest Defence solida – struttura generale
- Obiettivo 1: fermare i contropiedi avversari quando si perde il possesso palla.
- Obiettivo 2: creare linee di passaggio e soluzioni di scarico per favorire la circolazione del pallone.

Superiorità attorno al proprio portatore di palla – area specifica del campo
- Numerica – superiorità di giocatori in prossimità del portatore di palla.
- Qualitativa – giocatori superiori nelle zone chiave del campo.
- Posizionale – più angoli di passaggio di quanti gli avversari riescano a coprire.
- Creare triangoli e rombi posizionali → permette combinazioni di passaggio rapide ed efficaci.
- Dinamica – movimenti sincronizzati (corse/dribbling) che creano spazio.
- In sintesi: creare più opzioni per la propria squadra di quante gli avversari riescano a gestire o coprire.
Sovraccarico → Isolamento – area specifica del campo
- Creare almeno situazioni di 2 contro 1 / 3 contro 2 / 4 contro 3 nelle zone dove si vuole sviluppare l’attacco (superiorità numerica).
- Sfruttare situazioni di 1 contro 1 con giocatori dotati di qualità decisive (dribbling, velocità, ecc.)

Rotazioni posizionali → creazione di linee di passaggio – area specifica del campo
- Terzini o quinti invertiti.
- Giocatori larghi che si accentrano.
- Centrocampista centrale che si abbassa.
- Punta centrale che arretra oppure attacca la profondità per allungare verticalmente l’avversario.
Utilizzare le combinazioni con il terzo uomo – area specifica del campo
- Fondamentale nel gioco posizionale.
- Coinvolge tre giocatori.
- Due giocatori collaborano attraverso passaggi progressivi per raggiungere il terzo uomo (vero obiettivo dell’azione).
- Il primo giocatore non può servire direttamente il terzo uomo → quindi passa al secondo giocatore.
- Il secondo giocatore passa al terzo uomo.
- Il terzo uomo dovrebbe posizionarsi nello spazio tra le linee ed essere utile per rompere il pressing avversario (una linea di pressione).
- Il secondo giocatore passa al terzo uomo.
- Il primo giocatore non può servire direttamente il terzo uomo → quindi passa al secondo giocatore.
- Due giocatori collaborano attraverso passaggi progressivi per raggiungere il terzo uomo (vero obiettivo dell’azione).

Riassunto
- Creare spazio.
- Creare superiorità.
- Sfruttare spazio e superiorità.
- Mantenere una struttura di rest defence solida.
- Sfruttare spazio e superiorità.
- Creare superiorità.

Gli “ISM” del calcio moderno
Questo thread si concentrerà sul posizionalismo e sul posizionalismo adattivo. Per comprendere pienamente il contesto, qui sotto trovi un breve riassunto di quattro comuni “ISM” riguardanti la fase di possesso (IP) nel calcio.
Posizionalismo
- I giocatori rimangono maggiormente legati ai propri spazi operativi definiti.
- La struttura collettiva è generalmente più importante della libertà tattica individuale.
- Orientamento allo spazio: manipolare gli spazi con l’obiettivo di controllarli, controllare le transizioni tra gli spazi e creare angoli di passaggio.
Adattazionismo
- Cambiamento dinamico della struttura in base agli avversari, con adattamento continuo focalizzato più sulla manipolazione dell’avversario che dello spazio.
- Il modo in cui gli avversari pressano influenza la struttura della fase di possesso.
- Costruzione e posizionamenti sono flessibili, con minore enfasi sugli spazi operativi predefiniti.
Relazionismo
- I giocatori si posizionano in relazione ai compagni, non in base a spazi predefiniti o agli avversari. È caratterizzato da grande autonomia.
- Le relazioni della squadra e la dinamica collettiva governano il posizionamento.
- Movimento continuo per creare triangoli, rombi, angoli di passaggio e linee di supporto.
Posizionalismo Adattivo
- La struttura di base (posizionalismo) rappresenta la fondazione e i limiti entro i quali i giocatori si adattano ai contesti (adattazionismo).
- All’interno della struttura, i giocatori si adattano al pressing avversario, agli spazi e ai movimenti degli avversari.
- Autonomia all’interno del quadro tattico definito.
→ Non sono importanti soltanto le posizioni, ma anche i ruoli.
Posizionalismo → Struttura fortemente organizzata
La squadra viene strutturata attraverso spazi, posizioni e principi collettivi con l’obiettivo di:
- Creare e aprire spazi.
- Creare rombi e triangoli posizionali.
- Creare connessioni di passaggio.
- Ottenere superiorità posizionale → non sono importanti solo le posizioni, ma anche i ruoli.
- Controllare la partita.
I movimenti dei giocatori avvengono all’interno della struttura per rafforzare la struttura stessa.
Principi chiave per allungare l’avversario e creare linee di passaggio
- Ampiezza → un giocatore largo per lato → spesso gli esterni offensivi.
- Profondità → mai due giocatori nello stesso spazio.
- Almeno un giocatore che minaccia la profondità alle spalle della difesa.
- Almeno un giocatore nello spazio tra centrocampo e difesa avversaria.
- Le mezzali/numero 8 devono essere scaglionate e mai sulla stessa linea.
- Spazio tra le linee di centrocampo e difesa avversarie → gli half-spaces (mezzi spazi) sono fondamentali.
- Linea difensiva alta.
- Rest Defence come parte della struttura → spesso organizzata con strutture 3-2 o 2-3.
- Combinazioni con il terzo uomo → risultato della struttura, non di movimenti spontanei.
Principali interpreti
- Pep Guardiola fino ai primi anni 2020.
Si può sostenere che negli ultimi anni al Manchester City Guardiola abbia introdotto elementi di Posizionalismo Adattivo.
Posizionalismo Adattivo → Adattabilità e libertà dentro la struttura base
Elementi di posizionalismo con la struttura come fondazione, dalla quale i giocatori si adattano scambiandosi posizione, modificando altezza/profondità, cambiando ruoli e regolando i movimenti in base al contesto locale della partita, senza che la struttura collassi.
L’aumento del pressing orientato sull’uomo nel calcio moderno, insieme alla prevedibilità di alcune strutture posizionali classiche, ha favorito la nascita del posizionalismo adattivo: meno prevedibile e più dinamico, grazie a continui scambi di posizione e creazione di sovraccarichi locali per superare il pressing.
Caratteristiche chiave del Posizionalismo Adattivo
- I giocatori cambiano lo spazio in cui operano, ma solo finché la struttura complessiva rimane intatta.
- La struttura viene preservata → i ruoli cambiano dinamicamente.
- Altezze dinamiche (posizionamenti e corse): la Rest Defence viene riorganizzata e mantenuta anche quando alcuni giocatori avanzano.
- Triangoli e rombi si muovono insieme alla posizione del pallone.
Principali interpreti
- Luis Enrique al Paris Saint-Germain.
Esempi:
- Vitinha (mediano) cambia costantemente altezza posizionale.
- Gli esterni offensivi ruotano continuamente tra ampiezza, half-space e movimenti incontro → influenzando ruoli e posizionamenti dei compagni.
- I terzini, specialmente Achraf Hakimi e Nuno Mendes, effettuano movimenti interni o sovrapposizioni in base al contesto della situazione.
- I centrocampisti si abbassano situazionalmente per formare la linea a tre della Rest Defence quando un terzino invertito o un difensore centrale avanza.
Enrique: PSG 2023-24
Stabilire il posizionalismo e la struttura.
Enrique: PSG 2024-25
Struttura consolidata e libertà di adattamento all’interno della struttura concessa ai giocatori.
Rest Defence
La Rest Defence è una struttura di fase di possesso (IP) costruita per prepararsi a:
- Effettuare il contropressing in caso di perdita del possesso → grazie alla vicinanza al portatore di palla.
- Prevenire i contropiedi avversari in caso di perdita del possesso.
- Controllare quali spazi gli avversari possano utilizzare per passare o sviluppare la transizione.
- Garantire equilibrio numerico e/o posizionale dietro la linea del pallone.
- Favorire e supportare la circolazione del pallone.
Principi della Rest Defence
- Controllo numerico/posizionale dietro il pallone.
- Strutture comuni: 3-2 / 2-3 / 3-1 / 2-1
→ dipendono dalla struttura di Rest-Attack degli avversari.
- Strutture comuni: 3-2 / 2-3 / 3-1 / 2-1
- La priorità è coprire il centro e gli half-spaces (mezzi spazi).
Rest Defence Proattiva
- Focus sulla struttura.
- Controllo degli spazi.
- Gestione di come si sviluppano i contropiedi avversari e verso quali spazi vengono indirizzati.
Rest Defence Reattiva
Tentativo di controllare la direzione del primo passaggio avversario.
Focus sull’immediata riconquista del possesso (contropressing).
Marcatura stretta delle principali linee di uscita avversarie.
Collegamento tra le fasi
Le quattro fasi non sono separate.
Il modo in cui attacchi influenza il modo in cui difendi.
Il modo in cui difendi influenza il modo in cui riparti.
Il modo in cui prepari la Rest Defence influenza il contropressing.
Il modo in cui organizzi la Rest Attack influenza la transizione offensiva.
Una tattica efficace non è una somma di istruzioni. È un sistema coerente.

Implementazione in FM26
OOP — Toolbox
Per costruire la fase senza possesso in FM26 possiamo usare:
- formazione OOP (Non in Possesso);
- Ruoli;
- Istruzioni di Squadra;
- Istruzioni ai Giocatori;
- Istruzioni Avversario.
Effetti dell’utilizzo delle IA (Istruzioni Avversario)
Impostare correttamente le IA come dettagli più raffinati del proprio sistema tattico permette di migliorare il funzionamento complessivo della squadra, darle un vantaggio competitivo e aumentarne le prestazioni.
Gli effetti combinati di schieramento in fase di non possesso (OOP), ruoli, istruzioni di squadra (IS) e istruzioni individuali (II) costituiscono gli effetti complessivi del sistema tattico.
Utilizzare le IA può aumentare, ridurre oppure non avere alcun effetto sul sistema tattico.

Nei moderni sistemi di pressing alto e blocco medio, sono stati presentati i principali sistemi di pressing e gli orientamenti del calcio moderno.
Le IA (Istruzioni Avversario) sono fondamentali per cercare di ricreare questi sistemi di pressing in FM26.
Gli angoli di pressing a livello individuale sono esclusivi delle IA, ed è proprio attraverso queste istruzioni che si può influenzare:
- la direzione del pressing;
- le linee di passaggio da chiudere;
- il lato verso cui indirizzare l’avversario;
- il comportamento collettivo della pressione.
In sostanza, le AI permettono di trasformare una struttura di pressing “generica” in un sistema realmente orientato e coerente con i principi tattici desiderati.

Le IA “Porta sul piede…” hanno sia uno scopo strutturale sia due scopi tecnici
Scopo strutturale
Serve a supportare le trappole di pressing e a controllare verso quali spazi gli avversari possano indirizzare il pallone.
- Trap Outside → portare l’avversario sul piede che porta il passaggio verso l’esterno e le fasce.
- Trap Inside → portare l’avversario sul piede che porta il passaggio verso il centro del campo.
- Nessuna trappola selezionata → il “porta sul piede” può comunque essere utilizzato per orientare i passaggi avversari in maniera flessibile. Ad esempio:
- Difensori avversari → portarli sul piede che indirizza il passaggio verso il centro.
- Centrocampisti avversari → portarli sul piede che indirizza il passaggio verso le fasce.
- Attaccanti avversari → non portare su alcun piede = pressing frontale diretto.
Scopo tecnico
- Portare sul piede debole per ridurre la qualità dei passaggi avversari e aumentare le possibilità di recuperare palla grazie a errori tecnici.
- Portare sul piede debole per influenzare il primo controllo/ricezione dell’avversario, aumentando la probabilità di attivare il pressing e riconquistare immediatamente il possesso.
Esempio pratico in FM26
Scopo strutturale per “Trap Outside”
L’obiettivo è indirizzare il passaggio avversario verso la zona in cui è stata preparata la trappola di pressing.
Questo è l’approccio più comune e serve soprattutto a proteggere il centro del campo.passaggio e scelta.

Scopo tecnico legato alle debolezze individuate nei giocatori avversari
- Giocatori con scarso sangue freddo (Freddezza basso).
- Giocatori con primo controllo debole (Controllo di Palla basso).
- Giocatori fortemente monopiede.
Questi giocatori dovrebbero essere indirizzati e pressati nelle zone dove è stata predisposta la trappola strutturale di pressing.
L’obiettivo è:
- aumentare la probabilità di errori tecnici;
- forzare controlli sbagliati o passaggi imprecisi;
- attivare il pressing nel momento più vulnerabile della ricezione;
- recuperare il possesso in aree vantaggiose del campo.

Riepilogo degli angoli di pressing (“Porta sul piede …”) per scopi strutturali e tecnici
- Imposta il tuo approccio strutturale agli angoli di pressing:
- Trap Inside
- Trap Outside
- Approccio flessibile, dove interno/esterno varia in base alla situazione.
- Prima di ogni partita identifica le debolezze della squadra avversaria → assegna OI sul piede debole per aumentare le possibilità di recuperare palla, anche se questo va contro l’approccio strutturale principale.
AI vs II (Istruzione avversari vs Individuali)
- In teoria, la marcatura stretta come II (Istruzioni Individuali) dovrebbe preservare maggiormente la struttura, poiché è focalizzata sulle zone operative del giocatore.
- Le IA (Istruzioni sull’Avversario) potrebbero invece portare più facilmente i giocatori ad abbandonare le proprie zone.
- Questa non è una conclusione verificata direttamente nel motore di gioco, ma un’ipotesi tattica.
Sistemi di pressing reali implementati in FM26
Pressing zonale orientato allo spazio/linee di passaggio
- Si basa su una struttura estremamente compatta e su un pressing leggermente più paziente e meno aggressivo.
- La struttura ha l’obiettivo di:
- bloccare linee di passaggio;
- coprire gli spazi;
- indirizzare il gioco avversario verso aree prestabilite del campo.
- L’approccio si affida principalmente alla struttura come mezzo per recuperare il possesso.
- Proprio per questa dipendenza dalla struttura, tutte le istruzioni che rischiano di indebolirla devono essere valutate con attenzione.
- Questo approccio è mentalmente più impegnativo rispetto al pressing zonale orientato sull’uomo e al pressing uomo contro uomo.
Struttura di pressing
- Una struttura conservativa dovrebbe avere almeno tre giocatori in prossimità delle aree dove sono impostati i trigger di pressing.
- Il numero di giocatori coinvolti può aumentare.
- I ruoli in fase di non possesso (OOP) sono fondamentali per creare le strutture di pressing.
Pressing zonale orientato sull’uomo
- Struttura zonale con orientamento sull’uomo e marcature più strette.
- Necessita comunque di una struttura compatta per funzionare, ma dipende meno dalla struttura rispetto ai sistemi orientati allo spazio/linee di passaggio.
- È un approccio più aggressivo, finalizzato all’immediata riconquista del possesso.
Caratteristiche
- È importante avere abbastanza giocatori vicini al portatore di palla.
- La marcatura stretta e la necessità di creare superiorità numerica attorno al portatore generano:
- più movimento;
- duelli individuali più intensi;
- maggiore dispendio fisico rispetto al pressing orientato allo spazio.
Struttura di pressing
- Una struttura più aggressiva dovrebbe avere 4-5 giocatori in prossimità delle aree predefinite per il pressing.
Versioni ibride
- Possono combinare:
- pressing zonale orientato allo spazio;
- orientamento sull’uomo;
- elementi di marcatura a uomo.
- Luis Enrique al Paris Saint-Germain può essere considerato un esempio:
- pressing a uomo sui difensori avversari;
- pressing zonale orientato sull’uomo sui centrocampisti;
- pressing zonale orientato allo spazio sugli attaccanti.
- Le differenze precise tra orientamento sull’uomo e marcatura a uomo richiedono ulteriori test nel match engine prima di poter formulare conclusioni definitive.
Marcatura a uomo pura
- Marcelo Bielsa.
Pressing zonale orientato allo spazio/linee di passaggio
Qui sotto trovi un esempio di istruzioni per un pressing zonale orientato allo spazio.
Si tratta di un approccio conservativo, focalizzato sulla struttura e su una compattezza estrema sia orizzontale che verticale.
Caratteristiche
- IA “Porta sul piede…” utilizzate per supportare il Trap Outside.
- IA “Marcatura stretta” assegnate ai centrocampisti centrali avversari nelle varie strutture → obiettivo: bloccare le linee di passaggio centrali.
- Un pressing zonale puro orientato allo spazio normalmente non utilizza marcature strette.
- I giocatori offensivi più avanzati dell’avversario non ricevono IA “Porta sul piede…”, poiché l’obiettivo è pressarli frontalmente.
- Spesso questi giocatori vengono pressati direttamente dai difensori senza copertura alle spalle, e il pressing frontale è considerato la soluzione più sicura in questo scenario.
Replica dell’approccio di Guardiola
Pep Guardiola, considerato uno dei principali interpreti di questo approccio, potrebbe essere replicato in FM26 con:
- distribuzione corta del portiere;
- “Pressa molto più spesso”.
La struttura di pressing attorno alle aree predefinite per il Trap Outside può essere ulteriormente rinforzata per aumentare l’efficacia della pressione.
Se si aumenta l’intensità fino a “Pressa molto più spesso”, dovrebbe essere aggiunto almeno un giocatore in più alla struttura di pressing (potrebbe richiedere modifiche ai ruoli OOP).






Pressing zonale orientato sull’uomo
Qui sotto trovi un esempio di istruzioni per un pressing zonale orientato sull’uomo.
Si tratta di un’interpretazione del modo in cui il Paris Saint-Germain di Luis Enrique effettua il pressing: chiaramente orientato sull’uomo, ma con una linea difensiva che mantiene principi più zonali.
Caratteristiche
- IA “Porta sul piede …” utilizzate per supportare il Trap Outside.
- I difensori centrali avversari non vengono marcati strettamente.
- I giocatori offensivi più avanzati dell’avversario non ricevono IA “Porta sul piede …” né marcature strette.
- La logica è la stessa del pressing orientato allo spazio:
questi giocatori vengono spesso pressati direttamente dai difensori senza copertura alle spalle, e questo viene considerato l’approccio meno rischioso.
- La logica è la stessa del pressing orientato allo spazio:
- L’obiettivo è creare strutture di pressing solide nelle aree predefinite dove devono attivarsi i trigger di pressione.






Matrice rischio & urgenza del pressing
- La matrice qui sotto indica il livello di urgenza e la disponibilità ad assumersi rischi nei diversi approcci di pressing.
- In definitiva, l’approccio scelto dipende dalla tolleranza al rischio dell’allenatore e dalle qualità dei giocatori a disposizione.

Per concludere …
Costruire una tattica in FM26 non significa scegliere un modulo e riempirlo di istruzioni.
Significa partire dalle quattro fasi del gioco, decidere come si vuole comportare la squadra in ognuna di esse e collegare ogni scelta dentro un sistema coerente.
Pressare alto e mantenere il possesso non sono due concetti separati. Sono due facce della stessa idea: controllare lo spazio, controllare il tempo, controllare il rischio.
La tattica nasce lì.
Non nello schieramento.
Ma nel modo in cui la squadra vive ogni fase della partita.






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