28 ottobre 2023 – La giornata dei ribaltamenti

“A volte il vento cambia direzione senza preavviso.
Altre volte… sei tu a cambiare per primo.”

La pioggia di fine ottobre aveva lasciato pozze ovunque.
Il cielo non prometteva niente di buono.
E quando il cielo sopra la Scozia non promette nulla, è allora che succede tutto.

Non era un sabato per sorridere.
Era un sabato per resistere.


A Leith, l’Hibernian si presentava contro il Celtic come chi vuole farsi perdonare.
Ma bastano pochi minuti per capire che la storia è già scritta.
Il Celtic, ferito dopo la disfatta contro gli Hearts, non cerca giustificazioni.
Colpisce. Distrugge. Passeggia.
Cinque gol a uno.
Un’esibizione di forza quasi irritante.
Come a dire:

“Non siamo finiti. Abbiamo solo sbagliato passo.”

L’Hibernian guarda il campo mentre il Celtic si allontana.
Come si guarda un treno che non hai preso per un soffio.


A Kilmarnock, si respirava voglia di continuità.
Voglia di credere che la vittoria contro il Livingston fosse l’inizio di qualcosa.
Ma il calcio è crudele con chi sogna troppo presto.
L’Aberdeen arriva e spiega senza troppi giri di parole che l’entusiasmo non basta.
Tre a uno.
Secchi.
Precisi.
E il Rugby Park torna silenzioso.
Non per rabbia.
Per delusione.


A Livingston, invece, va in scena una delle partite più pazze della giornata.
Il Dundee, che fino a ieri era la sorpresa silenziosa del campionato, si inceppa.
Il Livingston tira fuori una di quelle partite che sembrano venire da un altro mondo.
Quattro a due.
Quattro gol che rimettono in discussione ogni certezza.

“In Scozia, nessuno resta imbattuto troppo a lungo.”


Al Fir Park, il Motherwell e il Ross County fanno quello che devono.
Uno a uno.
Un pareggio che non sposta, non consola, non tradisce.
Due squadre che sembrano specchiarsi nella stessa malinconia.


A Ibrox, succede l’impensabile.
I Rangers, primi, lanciatissimi, si fanno imbrigliare dagli Hearts.
Uno a uno.
Un pareggio che pesa come una sconfitta.
Perché quando sei lassù, ogni punto lasciato è un coltello nelle mani degli inseguitori.


E poi, c’è Paisley.
Il St. Mirren – orgoglio operaio e fede ruvida – che fa quello che ci si aspetta.
Tre a zero contro uno St. Johnstone che ormai è più ombra che squadra.
Non c’è storia.
Non c’è scusa.
Lo St. Johnstone galleggia sul fondo della classifica, senza più nemmeno il suono delle sirene d’allarme.


“La Premiership cambia forma.
Ma la Scozia resta la stessa:
dura, imprevedibile, e bellissima nel suo caos.”

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