Il campo racconta una storia ma…
Partita dopo partita ci siamo creati una certa solidità tattica che si riflette in un campionato che sta offrendo soddisfazioni superiori a quanto immaginato. Strada facendo ci siamo ritagliati anche un piccolo pezzetto di sogno, quella promozione in serie A che forse meriteremmo, forse potrebbe rappresentare un passo troppo grande per una squadra che è una piccola isola di nome e di fatto.
…il rovescio della medaglia è dietro la scrivania
Ben più difficile può essere la gestione economica di un piccolo club reduce da un doppio salto di categoria (dalla D alla B).
I motivi sono molteplici e di varia natura, tra i principali abbiamo:
- Stadio più piccolo della serie B: il Vincenzo Mazzella dispone di soli 5.500 posti a sedere.
- Sponsorizzazioni poco redditizie: per un club dalla reputazione bassa (Regionale) ottenere alti compensi dagli sponsor è molto difficile.
- Costi della rosa: un calciatore in serie B pretende un contratto in linea con la categoria, non certamente in relazione alla capacità economica della squadra.
In pratica la bilancia tra incassi e spese pende verso la seconda voce.
All’Ischia abbiamo un deficit di circa 2 milioni, e al momento questo blocca i possibili upgrade di stadio, strutture di allenamento e strutture per le giovanili e trasferimenti.
Finora il mercato si è basato su parametri zero e prestiti, purtroppo spesso non si trova esattamente ciò che si cerca e a volte ci si ritrova con calciatori non proprio perfetti per le esigenze della squadra con conseguente perdita di risorse preziose.
Al momento l’unica arma che abbiamo è operare con precisione sul monte ingaggi per tagliare le spese superflue per giocatori non utili, fare delle buone stagioni per migliorare l’appeal della società e dei giocatori per generare plusvalenze e aumentare gli introiti da sponsorizzazioni.
Il tutto finalizzato ad invertire quel rapporto incassi/spese che ad oggi da segno negativo.
Il mercato invernale è stato sfruttato per lavorare sul primo punto. Nei mesi precedenti è stato fatto un lavoro di valutazione tattica ed economica di tutti i calciatori, valutando quali pedine sacrificare attraverso 2 criteri: utilità tattica e costo.
Alla fine del mercato estivo avevo in rosa 28 calciatori, che avevano portato ad utilizzare quasi tutto il monte ingaggi. Questo ha portato a non avere margine per migliorare lo staff tecnico di prima squadra e delle under e nemmeno poter dare una destinazione agli osservatori.
Dopo il mercato invernale abbiamo ridotto la rosa a 23 calciatori. Abbiamo terminato 2 prestiti poco fruttuosi, e venduto 3 calciatori che ben poche volte sono risultati necessari.
Dal punto di vista del monte ingaggi abbiamo liberato delle risorse che possono essere sfruttate in modo più utile, mentre dal punto di vista del bilancio abbiamo assottigliato la differenza negativa tra entrate e uscite, che purtroppo ci portiamo ancora dietro ma iniziare a diminuire le perdite ci concederà forse più tempo per sistemare i conti.
Il monte ingaggi al temine del mercato estivo

Il monte ingaggi al temine del mercato invernale

Un primo piccolo passo verso una migliore sostenibilità, una lunga strada ancora da percorrere per rendere l’Ischia solido economicamente e di conseguenza ancora più forte anche in campo.





Lascia un commento