Dopo il pareggio per 0-0 contro il Chelsea, il calendario non concede nemmeno il tempo di fermarsi a riflettere. Quattro giorni prima della semifinale di FA Cup contro il Manchester City, arriva la trasferta contro l’Everton: una partita che, sulla carta, sembra poter essere gestita con attenzione, ma che porta con sé una pressione tutt’altro che trascurabile.

Contro il Chelsea era stata una partita divisa in due: nel primo tempo siamo stati noi a rammaricarci di non essere riusciti a trasformare la nostra superiorità in un vantaggio, mentre nella ripresa il Chelsea è salito in cattedra e noi abbiamo pagato le assenze, la condizione non ottimale di alcuni giocatori e soprattutto la poca familiarità con la nuova impostazione tattica. Alla fine è arrivato uno 0-0 che, per come si era sviluppata la gara, lascia sensazioni contrastanti.

Proprio per questo la sfida con l’Everton assume un peso ancora maggiore. L’Arsenal ha già giocato e vinto, portandosi momentaneamente in vetta a quota 70 punti. Noi siamo fermi a 68, con una partita in meno: vincere significa tornare primi e mantenere quel piccolo, preziosissimo margine di un punto sui Gunners.

Ma c’è anche un secondo risultato da tenere d’occhio: il Manchester City cade 1-0 contro l’Aston Villa e resta a 60 punti, allontanandosi ulteriormente dalla corsa al titolo. Ed è proprio il City il pensiero inevitabile che accompagna questa partita: fra appena quattro giorni saremo di nuovo di fronte a loro, questa volta in una semifinale di FA Cup.

Una partita dominata senza avere la palla

Il risultato finale racconta una partita molto più semplice di quanto non suggeriscano alcune statistiche.

Sheffield 3-0 Everton.

L’Everton ha avuto addirittura il 66% di possesso, completando 800 passaggi contro i nostri 408. Ma il pallone, da solo, non basta. Noi siamo stati molto più incisivi: 12 tiri a 7, 4 conclusioni nello specchio a 2 e soprattutto 1,51 di xG contro appena 0,34.

È un dato che racconta bene la nostra prestazione: non abbiamo avuto bisogno di controllare la partita attraverso il possesso, perché quando siamo riusciti ad arrivare negli ultimi metri lo abbiamo fatto con molta più pericolosità.

E soprattutto siamo stati cinici.

Al 26′ arriva il vantaggio firmato E. Tierney, con Charlie Gray che mette il proprio zampino nell’azione. Un gol importante perché ci permette di affrontare il resto della partita senza l’ansia di dover forzare continuamente la giocata.

L’Everton continua a palleggiare, ma non riesce a trasformare il predominio territoriale in occasioni realmente pericolose. Noi resistiamo e, proprio allo scadere del primo tempo, piazziamo il colpo che cambia definitivamente la partita: al 45’+5 D. Ender firma il 2-0.

Andare negli spogliatoi con due gol di vantaggio è esattamente ciò che serviva.

Il colpo del KO

La ripresa avrebbe potuto diventare complicata, soprattutto considerando la necessità di dosare le forze in vista del City. Invece, dopo appena otto minuti, arriva il terzo gol.

Al 53′ R. McLean porta il risultato sul 3-0, con Y. El Hacen coinvolto nell’azione.

Da quel momento la partita è sostanzialmente indirizzata. L’Everton continua ad avere la palla e chiude con una percentuale di passaggi completati impressionante, il 93%, ma non riesce mai a costruire una vera rimonta. Il nostro blocco tiene e, soprattutto, concediamo appena 0,34 xG.

È probabilmente questo il dato che mi soddisfa maggiormente: non abbiamo semplicemente vinto 3-0, abbiamo impedito all’Everton di trasformare il proprio possesso in una reale minaccia.

La partita perfetta per il momento della stagione

Non è stata una prestazione spettacolare nel senso classico del termine. Non abbiamo dominato il pallone, non abbiamo costruito un volume enorme di occasioni e non abbiamo cercato di spremere la squadra fino all’ultimo minuto.

Ma forse proprio per questo è stata una delle vittorie più utili che potessimo ottenere.

La squadra ha capito quando accelerare e quando invece lasciare che fosse l’Everton a fare la partita. Un solo tiro nello specchio subito nella pratica? No: due conclusioni in porta, ma appena 0,34 di xG complessivo concesse, mentre noi abbiamo trasformato la nostra maggiore qualità offensiva in tre gol.

Anche la distribuzione delle occasioni racconta un secondo tempo gestito con intelligenza: il grafico degli xG mostra come il vantaggio costruito nel primo tempo venga ulteriormente consolidato all’inizio della ripresa, prima di una lunga fase nella quale non abbiamo più avuto bisogno di rischiare.

E c’è anche una piccola soddisfazione individuale: Charlie Gray chiude come migliore in campo con 7,57, confermando ancora una volta di essere uno dei giocatori capaci di fare la differenza anche in partite nelle quali la squadra non controlla il possesso.

Ora il City

Ma il calendario ci mette subito davanti alla prossima sfida. Il Manchester City, arriva alla semifinale di FA Cup con una situazione particolare: in campionato è reduce dalla sconfitta per 1-0 contro il Fulham, che lo ha lasciato a 60 punti, e in settimana dovrà anche recuperare la partita contro l’Aston Villa.

È un dettaglio tutt’altro che secondario. Il City dovrà scendere in campo prima della semifinale, avrà quindi meno giorni di recupero rispetto a noi, mentre noi abbiamo potuto gestire la gara con l’Everton senza dover spremere la squadra fino all’ultimo.

Se da una parte continuiamo a fare i conti con i nostri problemi — la nuova tattica ancora da assimilare, le assenze e alcuni giocatori non al 100% — dall’altra arriviamo alla semifinale con una giornata di campionato alle spalle gestita nel modo migliore possibile: tre gol segnati, nessuno subito e tre punti conquistati senza dover spendere più energie del necessario.

Il City, invece, dovrà prima pensare al recupero con l’Aston Villa e solo dopo alla semifinale.

Per una volta, il calendario sembra darci una piccola mano.

Abbiamo quattro giorni per preparare la partita più importante della settimana. Loro ne avranno meno.

E adesso, con il primo posto nuovamente nelle nostre mani, possiamo concentrarci su un solo obiettivo:

Manchester City. Semifinale di FA Cup.

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