Archiviata la straordinaria vittoria in Carabao Cup e superato anche il turno di FA Cup contro i Wolves, si torna alla Premier. E adesso cambia completamente lo scenario: davanti allo Sheffield ci sono tre partite contro tre big, una sequenza che può indirizzare definitivamente la lotta per il titolo.
La prima è contro l’Arsenal di Arteta. E basta guardare la classifica per capire il peso della sfida: Sheffield 62 punti in 29 partite, Arsenal 57 in 28. Dietro c’è anche il Manchester City, fermo a 52 ma con appena 26 gare disputate. Il margine esiste, ma è in buona parte virtuale.
Una partita diversa dalle altre
L’Arsenal dimostra immediatamente perché è una delle squadre più forti del campionato. Lo Sheffield non riesce a sviluppare il proprio calcio con la consueta continuità e, questa volta, deve soprattutto accettare la partita che propone l’avversario.
I numeri raccontano chiaramente la difficoltà: possesso praticamente identico, 49%-51%, ma Arsenal nettamente superiore nella produzione offensiva. I Gunners chiudono con 16 tiri contro 2, 7 nello specchio contro 2 e 1,12 xG contro appena 0,29 dello Sheffield.
Ancora più indicativo il dato territoriale: 195 passaggi dell’Arsenal nella trequarti offensiva contro appena 57 dello Sheffield, accompagnati da 48 passaggi progressivi contro 33. Anche i corner, 12-3, confermano quanto la partita si sia giocata più vicino alla porta di Tinoco che a quella di Ramsdale.
Questa volta, quindi, non c’è una superiorità tattica dello Sheffield da raccontare. C’è qualcosa di differente e forse altrettanto importante in una corsa al titolo: la capacità di soffrire.

Quando non puoi vincerla, devi saper non perderla
Lo Sheffield rimane compatto, difende l’area e soprattutto non concede all’Arsenal occasioni realmente pulite nonostante la pressione. Il dato forse più interessante è proprio questo: zero chiare occasioni da gol per entrambe le squadre.
L’Arsenal tira tanto, ma ben 8 conclusioni arrivano dalla distanza. Significa che la struttura difensiva dello Sheffield riesce spesso a tenere l’avversario lontano dalle zone più pericolose.
Tinoco completa il lavoro con una prestazione da 7,6, risultando il migliore dello Sheffield e mantenendo inviolata la porta.
È uno 0-0 poco spettacolare per chi guarda soltanto il risultato, ma estremamente pesante per chi guarda il campionato.
Il punto che mantiene l’Arsenal alle spalle
La classifica spiega tutto.

Lo Sheffield sale a 63 punti dopo 30 giornate. L’Arsenal è a 58 con una partita da recuperare. Anche vincendola arriverebbe a 61: resterebbe comunque dietro allo Sheffield.
Ed era esattamente ciò che bisognava evitare: permettere ad Arteta di trasformare lo scontro diretto in un sorpasso potenziale.
C’è poi il Manchester City. La sconfitta di questa giornata lo lascia a 52 punti dopo 27 partite. Zidane ha quindi tre partite in meno rispetto allo Sheffield: vincendole tutte salirebbe a 61 punti.
Questo significa che, nonostante i recuperi, il City sarebbe potenzialmente ancora a -2.
Ed è un dettaglio fondamentale: per la prima volta il vantaggio dello Sheffield non dipende soltanto dalle partite giocate in più. Anche attribuendo virtualmente tutti i punti disponibili alle inseguitrici, il Trap resterebbe davanti.
Il campionato entra nella sua fase decisiva
Non è stata una delle migliori partite dello Sheffield. Probabilmente è stata una delle gare nelle quali la squadra ha prodotto meno calcio offensivo dell’intera stagione.
Ma un campionato non si vince soltanto nelle giornate in cui tutto funziona.
Ci sono partite nelle quali devi costruire, dominare e imporre il tuo gioco. E ce ne sono altre nelle quali devi riconoscere che l’avversario sta facendo meglio di te, rimanere dentro la gara e portare a casa qualcosa.
Contro l’Arsenal è successo questo.
Il primo dei grandi ostacoli è alle spalle e nessuno ha recuperato terreno sul Trap.
Ora ne restano altri due.
E soprattutto, all’orizzonte, c’è ancora una volta il Manchester City.
Dopo la finale di Carabao Cup, potrebbe arrivare un’altra partita capace di decidere una stagione.





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