La Costruzione
Accetta il pressing, Equilibrato o Evita il pressing? Non scegliere un’opzione, scegli un principio.
Abbiamo trascorso i capitoli precedenti a costruire l’identità della nostra squadra.
Abbiamo parlato di Mentalità, Passaggi, Ritmo, Ampiezza e Libertà Creativa.
Tutte istruzioni che definiscono chi siamo.
Da questo momento, invece, iniziamo a parlare di come vogliamo comportarci.
Ed è una differenza enorme.
La schermata che stiamo analizzando non ci chiede semplicemente come uscire dalla nostra area di rigore.
Ci chiede una cosa molto più importante.
Come vogliamo reagire quando l’avversario decide di venirci a prendere?
Ed è qui che nasce il primo vero principio della costruzione.
La costruzione non è il possesso
Prima di analizzare le tre opzioni disponibili, vorrei chiarire un concetto.
Molti associano automaticamente la costruzione dal basso al possesso palla.
Non è corretto.
La costruzione è semplicemente la prima decisione che prendiamo dopo aver conquistato il pallone.
Può durare cinque secondi.
Può durarne trenta.
Può terminare con un lancio lungo.
Può terminare con cinquanta passaggi consecutivi.
La costruzione non è un modo di giocare.
È il modo con cui scegliamo di affrontare il primo pressing avversario.
Ed è esattamente quello che FM26 prova a simulare.
ACCETTA IL PRESSING
“Vieni pure a prendermi.”

Questa è probabilmente l’opzione più moderna del calcio europeo.
Molti leggono la descrizione e pensano:
“La mia squadra continuerà a giocare corto.”
In realtà il principio è molto più profondo.
Quando scegliamo Accetta il pressing, stiamo dicendo alla squadra:
Non avere fretta di liberarti del pallone. Usa il pressing avversario per creare spazio altrove.
L’obiettivo non è mantenere il possesso.
L’obiettivo è manipolare l’avversario.
Più uomini vengono a pressare…
più spazio si crea alle loro spalle.
È una scelta coraggiosa.
Ma estremamente efficace se gli interpreti hanno qualità tecniche e mentali.
Cosa cambia nel Match Engine
Con questa impostazione i giocatori tendono a:
- mantenere il possesso anche sotto pressione;
- offrire continuamente linee di passaggio vicine;
- coinvolgere maggiormente il portiere;
- attirare il pressing prima di accelerare;
- accettare un rischio maggiore nella prima costruzione.
In pratica, la squadra non considera il pressing un problema.
Lo considera un’opportunità.
Quando sceglierlo
Lo sceglierei quando ho:
- difensori tecnici;
- un portiere bravo con i piedi;
- un mediano capace di ricevere spalle alla porta;
- giocatori con Decisioni, Compostezza e Tecnica elevate.
Se invece il mio centrale entra in difficoltà appena viene aggredito, sto semplicemente aumentando il rischio di perdere il pallone vicino alla mia area.
Il calcio reale
Roberto De Zerbi
È probabilmente l’esempio più evidente.
Le sue squadre invitano deliberatamente il pressing.
L’obiettivo è attirare cinque o sei avversari.
Quando la pressione viene superata…
la squadra trova enormi spazi nella metà campo offensiva.
Il possesso è un’esca.
Non il fine.
Pep Guardiola
Anche Guardiola utilizza spesso questo principio.
Il Manchester City coinvolge continuamente Ederson e i centrali per creare superiorità numerica.
L’obiettivo non è fare dieci passaggi nella propria area.
È costringere l’avversario a rompere la propria struttura difensiva.
Quando accade…
il City attacca gli spazi creati.
EQUILIBRATO
“Leggo ciò che succede.”

Secondo me questa è l’opzione più intelligente introdotta da FM26.
Perché?
Perché non impone un comportamento.
Lascia decidere ai giocatori.
Se il pressing è leggero…
la squadra costruisce.
Se il pressing diventa molto aggressivo…
può scegliere soluzioni differenti.
È un principio di adattamento.
Non di rinuncia.
Cosa cambia nel Match Engine
La squadra:
- valuta continuamente il rischio;
- non forza né il possesso né il lancio;
- modifica il comportamento in funzione della pressione ricevuta;
- sfrutta maggiormente le qualità individuali.
È probabilmente l’impostazione che meglio valorizza giocatori intelligenti.
Per questo motivo la utilizzo spesso quando voglio lasciare al Match Engine maggiore libertà interpretativa.
Quando sceglierlo
La sceglierei quando:
- la rosa è equilibrata;
- non voglio estremizzare il mio modello di gioco;
- affronto avversari molto differenti tra loro;
- desidero una squadra capace di adattarsi senza perdere identità.
È anche un’ottima scelta all’inizio di una carriera, quando stiamo ancora conoscendo i nostri giocatori.
Il calcio reale
Carlo Ancelotti
Secondo me rappresenta perfettamente questo principio.
Le sue squadre costruiscono quando è conveniente.
Ma non hanno alcun problema a saltare il pressing se l’avversario concede profondità.
Non esiste un dogma.
Esiste la lettura della partita.
Xabi Alonso
Anche il Bayer Leverkusen alterna spesso costruzione corta e ricerca immediata della profondità.
L’obiettivo non è essere fedeli a un principio assoluto.
È scegliere ogni volta la soluzione più efficace.
EVITA IL PRESSING
“Non ti concedo il vantaggio che stai cercando.”

Questa è forse l’opzione più sottovalutata.
Molti la leggono come:
“Lancio lungo.”
In realtà significa qualcosa di diverso.
Significa:
Non permettere all’avversario di recuperare il pallone nella zona più pericolosa del campo.
La squadra decide deliberatamente di non correre rischi nella prima costruzione.
Non è una scelta difensiva.
È una scelta pragmatica.
Cosa cambia nel Match Engine
Con questa impostazione i giocatori tendono a:
- liberarsi prima del pallone;
- cercare passaggi che superino immediatamente il pressing;
- ridurre il numero di combinazioni vicino alla propria area;
- sfruttare maggiormente gli spazi lasciati dagli avversari.
Il rischio diminuisce.
Ma diminuisce anche la possibilità di attirare il pressing e manipolarlo.
Quando sceglierlo
Lo sceglierei quando:
- affrontiamo una squadra che pressa in maniera feroce;
- il nostro portiere non è particolarmente bravo con i piedi;
- i difensori soffrono sotto pressione;
- abbiamo attaccanti forti fisicamente o molto veloci in profondità.
Non è una resa.
È una scelta coerente con le caratteristiche della rosa.
Il calcio reale
Antonio Conte
Nella Juventus del primo ciclo, la costruzione partiva spesso dal basso, ma non diventava mai un dogma.
Se Pirlo era schermato e Bonucci vedeva Vučinić o Matri in vantaggio, non esitava a cercare direttamente la verticalizzazione.
L’obiettivo non era mantenere il possesso.
Era superare il pressing nel modo più efficace.
Diego Simeone
L’Atlético Madrid utilizza spesso questo principio.
Quando il pressing avversario diventa estremamente aggressivo, preferisce uscire immediatamente dalla zona di rischio.
La priorità è non perdere il pallone vicino alla propria porta.
La scelta non dipende dal modulo
Ed è qui che, secondo me, si trova il vero insegnamento di FM26.
Queste tre opzioni non appartengono a un modulo.
Non appartengono nemmeno a uno stile di gioco.
Appartengono ai principi.
Un 3-5-2 può accettare il pressing.
Può evitarlo.
Può adattarsi.
Esattamente come un 4-3-3 o un 4-4-2.
La differenza non è la disposizione dei giocatori.
La differenza è l’idea con cui affrontiamo il primo momento del possesso.
Il principio che porto sempre con me
Se dovessi riassumere questo capitolo in una sola frase, scriverei:
La costruzione non consiste nello scegliere tra giocare corto o lungo. Consiste nel decidere se il pressing avversario è un problema da evitare, una situazione da gestire o un’opportunità da sfruttare.
Secondo me questo è esattamente il salto concettuale che FM26 cerca di proporre. Non ci chiede di selezionare un’opzione da un menu, ma di dichiarare quale sarà il nostro comportamento quando inizierà davvero la partita.




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