SUTTON UNITED, 46 PARTITE DA IMBATTIBILI: NASCE EL CHOLONACCIO SPAZIALE
98 punti, 0 sconfitte, 41 infortuni e un catenaccio che attacca lo spazio. La Sky Bet League Two 2025/26 è del Sutton.

Se ci avete seguito in questi mesi lo sapete. Non è stata una tattica, è stata una costruzione filosofica. Partiti dal Libero di John, dal metodista Wadham che non lascia mai il buco, dai terzini classici larghi fermi a centrocampo e dagli esterni Smith e Anderson tornanti che attaccano lo spazio, siamo arrivati a fondere due mostri sacri: Helenio Herrera e Diego Simeone.

Il nome l’abbiamo scelto insieme: EL CHOLONACCIO SPAZIALE – Il Catenaccio Spaziale del Mago Cholo. E ha vinto.

La Stagione – Un muro che non cade mai

La classifica finale della Sky Bet League Two 2025/26 dice tutto:

1. SUTTON UNITED (C) – 46 gare, 26 V, 20 N, 0 P, 89 GF, 38 GS, +51, 98 PT – CAMPIONE IMBATTUTO

Non una sconfitta. In 46 partite di League Two, con 41 infortuni registrati in rosa, con 20 squadre su 24 falcidiate dagli stop, il Sutton non ha mai perso. Venti pareggi? Sì, perché quando non potevamo vincerla, con il nostro Blocco Medio + Trappola sui lati non l’abbiamo persa. Mai.

Dietro di noi un Salford City mostruoso da 94 punti e un Colchester United che ha segnato 99 gol che salgono diretti in League One con noi. Ai playoff Tranmere, Reading, Crawley Town – che ha vinto 5-3 ai supplementari contro Tranmere proprio il 17 maggio – e Barrow.

Giù, nell’inferno, Accrington Stanley e Barnet retrocesse.

Il Sistema HH x Cholo – Come abbiamo vinto

Tutti gli articoli che abbiamo scritto avevano un filo logico: tempo e spazio.

DIETRO – Il Catenaccio del Mago:
John libero che avanza senza rischiare troppo e spazza dietro. Haunstrup e Craig che accompagnano. Terzini classici, larghi, fermi a centrocampo, che non si buttano mai e contrastano di più per far scattare la trappola. Davanti a loro, il totem: Wadham metodista. Basso, centrale, non lascia mai il buco. Il giocatore che tiene insieme Herrera e Simeone.

IN MEZZO – La Trappola:
Raymond a destra classico largo che copre e aggredisce sul lato. bowen a sinistra, il nostro inserimento, quello che si muove negli spazi tra le linee. Il loro compito era uno solo: quando palla va sul terzino avversario, scala e chiudi 3v2 con terzino + centrale + ala tornante.

DAVANTI – L’Attacco dello Spazio:
E qui il Cholo. Maloney e Anderson ala tornante. In possesso attaccano lo spazio larghi e alti, in non possesso tornano a fare il terzino aggiunto. E lui, il riferimento offensivo alto sul filo che avevamo voluto: l’uomo d’area che si muove nello spazio, resta avanzato anche in non possesso per farci ripartire diretto.

Il tutto con le nostre istruzioni sacre: Larga + Positiva + Diretto + Più lento + Costruzione equilibrata con Robson che decide. Il Più lento per dare tempo agli esterni di salire, il Diretto per trovare subito la punta sul filo.

Risultato: 38 gol subiti, miglior difesa del campionato alla pari col Salford. 89 fatti, non di più perché spesso abbiamo tenuto palla e gestito il pareggio. Ma mai persa.

I Numeri del Miracolo

  • Invincibilità: 46 partite, record assoluto per la League Two nell’era FM
  • Resilienza: 41 infortuni in stagione, 20 squadre su 24 colpite, ma il sistema non è mai crollato perché c’erano sempre 3 uomini a coprire (Wadham + 2 centrali)
  • Efficienza: Il 5-3 di Crawley su Tranmere nella finale playoff dimostra che là davanti si segna, ma dietro siamo stati noi i più solidi.

Ora si va in League One. Con la stessa maglia, con lo stesso Cholonaccio. Il Mago Cholo ci ha portato qui.

La caricatura è già nello spogliatoio. La tattica è salvata.

Prossimo obiettivo? Non prenderle in League One per i primi 10 minuti.

E qui devo essere onesto. Questo CHOLONACCIO SPAZIALE non è nato così. È nato storto.

Se avete letto tutti i pezzi che ho scritto da inizio anno lo sapete. Ho cambiato le ali 15 volte. Una settimana erano ali invertite, quella dopo esterni a piede invertito, poi attaccanti interni, poi tornanti. Non facevano mai quello che volevo io. Le guardavo e pensavo “ma perché non attacchi lo spazio? perché vieni incontro?”

E i terzini? Il disastro. Li avevo messi fluidificanti. Terzino fluido in attacco, sovrapposizione, vai sul fondo e crossa. Sulla lavagna era bellissimo. In partita era un suicidio.

Succedeva questo: i terzini andavano sul fondo a crossare, Maloney e Anderson rientravano dentro per ricevere, Wadham si alzava per coprire il buco del terzino, John rimaneva da solo 1vs2 dietro. Prendevamo un contropiede e ciao. Blocco medio? Quale blocco medio. Eravamo lunghi 60 metri.

Ho perso 3 amichevoli così. 2-0, 3-1, sempre uguale. Gol preso in transizione sul lato del terzino fluido.

Ieri sera mi sono fermato. Ho riletto la prima parte che abbiamo costruito insieme qui, quella del Libero + Metodista, e mi sono messo a studiare l’articolo di Kochise quello spiega mentalita ecc. ecc..

Lì mi si è accesa la lampadina. Quella che è la mia visione del calcio, non quella che vedo su YouTube.

Io non voglio i terzini che fanno gli attaccanti. Non mi piace. Voglio difendere in 5 sempre. Voglio 3 uomini dietro che non lasciano mai il buco. Voglio che Wadham stia lì, basso, davanti a John, e non si muova. Voglio che i terzini stiano bloccati a centrocampo, larghi, fermi, a fare la diagonale diretta lunga per l’esterno alto.

E le ali? Ho capito che non le devo far venire dentro presto. Devono stare larghe e alte, e poi tagliare dentro da larghi attaccando lo spazio, non da fermi. Tornante sì, ma tornante che quando attacca è un Attaccante degli Spazi.

Nelle prime amichevoli dopo questa modifica, finalmente ho visto la mia idea:

  1. Palla a John, lui avanza senza rischiare
  2. I due terzini non scappano più, restano a centrocampo larghi e chiudono
  3. Smith e Anderson restano alti e larghi, la difesa loro si allarga
  4. Adshead si muove tra le linee, Wadham non lascia il buco
  5. Diagonale diretta del terzino classico per l’esterno alto che taglia dentro. Gol.

In non possesso, per la prima volta, scattava la trappola sui lati. Terzino + centrale + ala tornante che rientra = 3v2 nostro. Rubiamo palla e ripartiamo diretti con la punta alta che è rimasta sul filo come riferimento.

Non è la tattica perfetta di qualcun altro. È la mia visione del calcio che ho messo finalmente in testa:

Dietro non si lascia un buco, davanti si attacca lo spazio.

Ci ho messo 6 anni di FM per capirlo. Prima facevo quello che vedevo fare agli altri, con i fluidificanti che crossano. Ora faccio quello che voglio vedere io.

E funziona. 46 partite imbattuti in League Two con 41 infortuni non sono fortuna. Sono il Cholonaccio.

Questo è il calcio che voglio io.

Ora testa alla prossima stagione sperando di descrivere il piu’ possibile quello che faccio e vedo in partita. Onore a Herrera e al Cholo. ma questa e’ la storia di Margheritoni.

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