Mentre tutta l’Inghilterra guarda una neopromossa sorprendentemente in vetta alla Premier League, dentro i cancelli del centro sportivo continua a prendere forma il progetto che Trap racconta fin dal primo giorno: non costruire una squadra vincente, ma una società capace di vincere.

La dirigenza lo dimostra con i fatti.

Viene approvato un nuovo investimento da oltre 2,3 milioni di euro per migliorare ulteriormente le strutture di allenamento del settore giovanile, che saliranno al livello successivo. Un investimento che si aggiunge a quello destinato alla ricerca dei giovani talenti, confermando come il club continui a guardare molto più lontano della classifica di oggi.

Non è un dettaglio.

È una scelta di identità.

Perché mentre il primo posto in Premier può cambiare ogni sabato, una Cantera costruita bene può cambiare il destino di un club per dieci anni.

A rendere ancora più chiara questa direzione arrivano anche due figure fondamentali per il progetto tecnico.

Il nuovo Responsabile del Settore Giovanile, Matt Hale, uomo riconosciuto per l’eccellente capacità di giudicare abilità e potenziale, con qualità mentali di primissimo livello e una valorizzazione del lavoro con i giovani definita straordinaria.

Accanto a lui arriva Juanvi Peinado, nuovo allenatore dell’Under 18, tecnico con qualità offensive e tecniche eccellenti, straordinario nel lavoro con i giovani e perfettamente allineato ai principi di calcio che lo Sheffield vuole insegnare fin dalle categorie inferiori.

Non sono semplici assunzioni.

Sono tasselli di una filosofia.

Perché una Cantera non nasce quando arriva un ragazzo promettente.

Nasce quando ogni allenatore, ogni responsabile e ogni struttura parlano la stessa lingua.

E forse proprio questa serenità permette allo Sheffield di presentarsi, tre giorni dopo, davanti all’Aston Villa con la stessa lucidità mostrata nelle ultime settimane.

Il calendario continua a non concedere tregua. Due mesi di partite ogni tre giorni hanno inevitabilmente ridotto il tempo dedicato al campo. Gli allenamenti sono ormai quasi esclusivamente recupero fisico e prevenzione degli infortuni. Le energie diminuiscono, ma cresce la conoscenza reciproca.

Ed è proprio questo che si vede contro l’Aston Villa.

Gli uomini di Emery mantengono più possesso palla (55%), ma non riescono mai a trasformarlo in controllo della partita.

Lo Sheffield, invece, sceglie ancora una volta di controllare ciò che conta davvero: gli spazi.

La squadra difende con ordine, concede appena sei conclusioni complessive e solo tre nello specchio, mantenendo gli xG avversari a 0,70. Numeri che raccontano una gara nella quale Tinoco è quasi uno spettatore.

Dall’altra parte basta poco per fare male.

Basta una lettura.

Basta un movimento.

Basta Enoch Agyei.

Al 27′ il giovane attaccante attacca lo spazio con il tempo giusto e Matteo Tedesco lo serve perfettamente.

Uno a zero.

Otto minuti più tardi la scena si ripete.

Ancora Tedesco.

Ancora Agyei.

Due a zero.

Una doppietta costruita nello stesso modo.

Una doppietta che racconta perfettamente quanto questo Sheffield lavori sui principi più che sugli schemi.

Il dato più interessante, però, non sono i gol.

È la qualità con cui arrivano.

Lo Sheffield produce appena 0,89 Expected Goals, ma riesce comunque a segnare due reti. L’Aston Villa produce 0,70 xG e resta a secco.

La differenza è tutta nella qualità delle scelte.

Non si tira tanto.

Si tira bene.

Non si attacca continuamente.

Si attacca nel momento giusto.

È il calcio che Trap continua a raccontare da mesi.

Pochi fronzoli.

Occupare gli spazi.

Aspettare l’errore.

Colpire.

E poi tornare subito in equilibrio.

Anche i numeri confermano questa lettura.

Lo Sheffield vince il 77% dei contrasti, recupera palloni con continuità (OPPDA 28,55 contro il 23,55 dell’Aston Villa) e soprattutto concede pochissimo nella propria area.

È una squadra che non vive più di entusiasmo.

Vive di organizzazione.

Alla fine arriva un altro 2-0.

Un risultato che porta lo Sheffield in vetta alla Premier League.

Sì, è vero, Arsenal e Manchester City hanno ancora una partita da recuperare.

Ma questo, ormai, conta relativamente.

Perché il dato che colpisce davvero è un altro.

Mentre tutti osservano la classifica del presente, dentro lo Sheffield si continua a costruire quella del futuro.

Le strutture crescono.

Lo staff cresce.

I giovani crescono.

La prima squadra continua a vincere.

Ed è probabilmente questa la notizia più importante.

Perché il primo posto può essere una sorpresa.

Un progetto, invece, non lo è mai.

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