Non esistono istruzioni forti. Esistono solo giocatori che le interpretano.
Una delle differenze più profonde di FM26 rispetto ai capitoli precedenti riguarda il rapporto tra istruzioni di squadra, istruzioni individuali e caratteristiche del giocatore.
In FM24 molti di noi erano abituati a pensare che fosse sufficiente dare un’istruzione perché questa venisse eseguita. “Crossa di prima”, “Passaggi più rischiosi”, “Tira di meno”, “Pressa di più”. L’idea era semplice: io decido, il giocatore esegue, ma … non funziona così.
Le istruzioni non sono ordini assoluti. Sono preferenze. Sono indicazioni che entrano in conflitto con la personalità calcistica del giocatore, con i suoi attributi, con i suoi tratti e con quello che sta succedendo in quel preciso momento della partita.
È questo il vero salto di qualità del Match Engine.
Le istruzioni di squadra rappresentano l’identità collettiva. Definiscono il modo in cui la squadra vuole occupare gli spazi, costruire l’azione, difendere, pressare, gestire il possesso e attaccare la profondità. Sono la filosofia dell’allenatore.
Le istruzioni individuali, invece, servono a modellare il comportamento del singolo all’interno di quella filosofia. Non cambiano l’identità della squadra, ma cercano di adattarla alle caratteristiche di ogni calciatore.
Facciamo un esempio.
La squadra vuole giocare con passaggi corti.
Se il tuo regista possiede Visione 18, Tecnica 17, Decisioni 18 e ha il tratto Prova spesso passaggi filtranti, continuerà comunque a cercare la verticalizzazione quando la vedrà.
Perché?
Perché il giocatore sta interpretando la filosofia della squadra secondo il proprio talento.
Lo stesso vale al contrario.

Puoi chiedere ad un centrocampista con Visione 8 e Decisioni 9 di effettuare passaggi più rischiosi, ma non diventerà improvvisamente Kevin De Bruyne. Semplicemente proverà qualche giocata in più, con una probabilità molto maggiore di sbagliare.
Le istruzioni non modificano gli attributi.
Ne modificano soltanto la frequenza di utilizzo.
Questo vale praticamente per tutto.
Puoi chiedere ad un esterno di crossare di prima.
Se possiede Anticipazione, Tecnica, Decisioni e Cross elevati lo farà spesso e con qualità.
Se non li possiede, magari rallenterà l’azione, perderà il tempo giusto oppure sbaglierà completamente l’esecuzione.
L’istruzione è identica.
Il risultato è completamente diverso.
Ed è proprio qui che FM26 diventa più difficile.
Non basta più costruire una buona tattica.
Bisogna costruirla intorno agli uomini.
Anche le istruzioni difensive seguono questa logica.
Dire ad un difensore di pressare di più non significa che uscirà sempre in pressione.
Se ha Decisioni basse, Anticipazione mediocre e poca Accelerazione, spesso arriverà tardi, romperà la linea difensiva oppure verrà saltato.
Lo stesso ordine dato ad un difensore intelligente produrrà invece aggressività controllata.
L’allenatore impartisce la stessa consegna.
Sono i giocatori a renderla diversa.
Ed entrano in gioco anche i Tratti Preferiti (PPM).

I tratti rappresentano abitudini ormai consolidate.
Sono gesti automatici che il calciatore tende ad eseguire senza pensarci.
Un esterno con il tratto Taglia dentro col pallone continuerà molto spesso a cercare quella giocata anche se gli chiedi di crossare appena possibile.
Un centrocampista che ama rallentare il gioco continuerà spesso a farlo anche dentro una squadra che vuole giocare rapidamente.

Non significa che ignori l’allenatore.
Significa che interpreta le situazioni attraverso il proprio modo di giocare.
Ed è esattamente quello che accade nel calcio reale.
Per questo motivo, quando costruisco una tattica, parto sempre dalle istruzioni di squadra.
Sono la mia idea di calcio.
Successivamente intervengo sulle istruzioni individuali soltanto dove serve davvero, cercando di valorizzare i punti di forza del giocatore e limitarne le debolezze.
Non cerco mai di trasformare un giocatore in ciò che non è.
Cerco di metterlo nelle condizioni migliori per esprimere quello che sa fare.
Le istruzioni non sono un telecomando.
Sono un linguaggio.
L’allenatore parla.
I giocatori interpretano.
E quanto più conosci le loro caratteristiche, tanto più la tua idea di calcio prenderà forma sul campo.
Per questo oggi passo molto più tempo a studiare attributi, tratti, linguaggio del corpo e comportamento durante la partita che a spostare continuamente le istruzioni tattiche.
Perché la tattica perfetta non esiste.
Esistono soltanto giocatori che riescono ad interpretarla meglio di altri.
Applicare la gerarchia tattica nel Real Madrid
Per capire come far coesistere istruzioni di squadra, individuali e tratti dei giocatori, prendiamo come esempio la gestione del Real Madrid. Vediamo come bilanciare il sistema per far rendere al massimo i suoi campioni senza creare caos tattico.
L’Istruzione di Squadra: Il sistema generale
Vuoi dominare il gioco ma mantenere una transizione difensiva solida.
- Impostazione: Imposti la squadra con un Ritmo Più Alto e Passaggi Corti, mantenendo una Linea Difensiva Alta per schiacciare gli avversari.
L’Istruzione Individuale: Gestire i singoli
Il sistema di squadra funziona per la maggior parte dei giocatori, ma hai bisogno di eccezioni per i tuoi elementi chiave.
- Il caso Vinícius Júnior: La squadra gioca con passaggi corti, ma a Vinícius (schierato come Ala Invertita) dai l’istruzione individuale “Prenditi più rischi” e “Passaggi più lunghi”. Questo gli permette di tentare lanci illuminanti o cambi di gioco che la squadra, normalmente, non farebbe.
- Il caso Federico Valverde: Se schierato come Centrocampista di Quantità, per sfruttare la sua resistenza e corsa, gli inserisci l’istruzione individuale “Vai avanti appena possibile” per spingerlo ad attaccare l’area di rigore, anche se l’istruzione di squadra prevede un possesso più ragionato.
Il Tratto Giocatore (Il “Muro Mentale”): Sfruttare la natura dei campioni
I fuoriclasse del Real Madrid hanno tratti personali fortissimi che devi assecondare, invece di contrastare.
- Jude Bellingham: Possiede il tratto naturale “Si inserisce negli spazi senza palla”. Anche se le tue istruzioni di squadra chiedono di mantenere le posizioni per controllare il centrocampista, Bellingham romperà la linea per attaccare la porta. La soluzione non è vietarglielo, ma coprirgli le spalle con un mediano bloccato (come Tchouaméni).
- Kylian Mbappé: Ha il tratto “Taglia dentro dalla fascia sinistra”. Se lo schieri come punta centrale in un attacco a due, tenderà comunque ad allargarsi a sinistra. Devi usare le istruzioni individuali del compagno di reparto o del trequartista per fargli occupare l’area di rigore quando Mbappé si sposta.




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