Nel cuore del calendario natalizio inglese, con le gambe ancora pesanti dopo le battaglie contro Manchester United, Newcastle e le fatiche di dicembre, lo Sheffield di Mister Trap riceve al Tranmere Stadium un West Ham che si presenta da quarto in classifica e con l’obiettivo dichiarato di accorciare sulle prime posizioni.

Novanta minuti dopo, la classifica racconta una storia importante.

Sheffield primo con 39 punti.

Ma dietro quei numeri c’è molto di più.

C’è una squadra che continua a crescere.

La partita

Il West Ham di Sean Dyche arriva con la sua solita organizzazione: blocco compatto, linee strette e ricerca immediata della verticalità verso Kudus e Okafor.

Lo Sheffield risponde con il proprio calcio.

Possesso.
Pazienza.
Occupazione degli spazi.

Fin dai primi minuti la partita prende una direzione chiara.

I ragazzi di Trap monopolizzano il pallone e costringono gli Hammers a rincorrere.

I numeri finali saranno impressionanti:

  • 68% di possesso palla
  • 20 tiri contro 11
  • 11 conclusioni nello specchio contro 3
  • 605 passaggi completati contro 284
  • 165 passaggi nell’ultimo terzo contro 39
  • 54 passaggi progressivi contro 27

Numeri che raccontano un dominio territoriale quasi totale.

Lo Sheffield non lascia respirare il West Ham.

Lo accompagna lentamente verso la propria area e lo costringe a difendere basso per gran parte della gara.

La chiave tattica

Nelle ultime settimane Mister Trap continua a modellare il proprio sistema offensivo, cercando nuove connessioni tra centrocampo e attacco.

La modifica più evidente riguarda il reparto avanzato.

Il Fulcro d’Attacco lascia il posto a una Seconda Punta, che diventa il riferimento centrale delle combinazioni offensive. Non è un centravanti statico e nemmeno un classico trequartista: si muove negli spazi tra difesa e centrocampo, offre linee di passaggio e crea continui dubbi ai difensori avversari.

Attorno a lui ruotano i due Attaccanti Laterali.

La particolarità è che entrambi ricevono l’indicazione di stringere verso il centro. In fase offensiva lo Sheffield non attacca con un unico riferimento avanzato, ma con tre giocatori molto vicini tra loro che occupano contemporaneamente corridoi centrali, mezzi spazi e area di rigore.

La conseguenza è evidente.

I difensori centrali del West Ham sono costretti continuamente a decidere se seguire la Seconda Punta o mantenere la posizione, mentre i terzini si trovano spesso senza riferimenti precisi quando gli esterni dello Sheffield abbandonano la fascia per accentrarsi.

Alle loro spalle lavora Darín Ender, schierato come Centrocampista Centrale.

Il suo compito non è quello di occupare stabilmente la trequarti ma di collegare i reparti e accelerare la manovra con passaggi più diretti e verticali. Quando riceve palla, cerca immediatamente gli uomini offensivi che si muovono tra le linee, alimentando continuamente le rotazioni del tridente.

I numeri raccontano bene questa interpretazione:

  • 68% di possesso palla
  • 605 passaggi completati
  • 165 passaggi nella trequarti offensiva
  • 54 passaggi progressivi
  • 20 tiri contro 11

Lo Sheffield controlla il pallone, ma non lo fa per addormentare la partita.

Lo utilizza per attirare gli avversari e liberare gli spazi centrali dove Seconda Punta e Attaccanti Laterali possono combinare rapidamente e attaccare la porta.

Una soluzione che contro il West Ham produce una delle prestazioni offensive più complete della stagione e che conferma come il sistema di Trap continui ad evolversi pur mantenendo intatta la propria identità.

Una partenza in salita

La partita inizia nel modo peggiore possibile.

Dopo appena due minuti il West Ham trova il vantaggio con Okafor.

È uno di quei momenti che possono cambiare l’inerzia di una gara.

Il Tranmere Stadium si ammutolisce per qualche istante.

Gli Hammers trovano subito ciò che cercavano: un vantaggio da difendere e la possibilità di abbassare il proprio blocco.

Per molte squadre sarebbe l’inizio di una serata complicata.

Per questo Sheffield, invece, è soltanto l’inizio della partita.

La risposta non arriva attraverso l’istinto o la frenesia.

Arriva attraverso il possesso.

Attraverso la pazienza.

Attraverso la convinzione nei propri principi.

Lo Sheffield continua a occupare il campo, continua a muovere il pallone e continua a costringere il West Ham a rincorrere.

Il pareggio

La pressione costante trova finalmente il proprio premio al 33′.

L’azione nasce da una delle situazioni preparate durante la settimana.

Marco Tedesco riceve tra le linee e attira l’attenzione del centrocampo avversario.

A quel punto si apre il corridoio cercato dallo Sheffield.

Jack Lankester stringe dalla corsia verso il centro, attacca lo spazio come una punta aggiunta e si presenta davanti alla porta.

Il movimento è perfetto.

La conclusione anche.

1-1.

Un gol che rappresenta perfettamente l’evoluzione offensiva della squadra di Trap: attaccanti laterali che convergono verso l’interno e una Seconda Punta che crea continuamente riferimenti e spazi per i compagni.

La vittoria arriva con il gioco

Nel secondo tempo il West Ham prova a resistere.

Lo Sheffield continua invece a controllare il ritmo della partita.

La sensazione è che il gol possa arrivare da un momento all’altro.

E arriva all’80’.

Brooklyn Nfonkeu lavora un pallone prezioso sulla fascia.

L’assist trova Darín Ender che accompagna l’azione da centrocampista centrale.

Controllo.

Conclusione.

Gol.

2-1.

La rimonta è completata.

E, soprattutto, è completata senza tradire l’identità della squadra.

I protagonisti

Darín Ender – Il direttore d’orchestra

Gol vittoria, miglior voto in campo e continua capacità di collegare centrocampo e attacco.

Jack Lankester – L’uomo degli inserimenti

Gol dell’1-0 e costante presenza tra le linee.

Marco Tedesco – Il rifinitore

Assist e lavoro intelligente negli spazi.

Brooklyn Nfonkeu

Entra e serve l’assist decisivo per il 2-1.

La linea difensiva

Brockie, Uzochukwu e Romani concedono appena tre tiri nello specchio a una delle squadre più fisiche della Premier.

La classifica

Qualche mese fa l’obiettivo era la salvezza.

Poi è arrivata la convinzione.

Poi sono arrivati i risultati.

Adesso arriva qualcosa di ancora più difficile: continuare a considerarsi una squadra affamata quando tutta l’Inghilterra inizia a guardarti con occhi diversi.

E mentre dicembre continua a divorare energie e calendario, Mister Trap guarda la classifica dall’alto.

Non per sognare.

Ma per ricordare ai suoi ragazzi che il bello viene adesso.

Lascia un commento