Non tutti i talenti devono diventare titolari
C’è una domanda che mi viene posta spesso.
“Come fai a decidere quali giovani tenere e quali lasciar partire?”
La risposta è semplice.
Non guardo mai soltanto quanto è forte un giocatore.
Guardo quale sarà il suo posto nel club tra tre o quattro anni.
È un concetto che cambia completamente il modo di affrontare Football Manager.
Molti allenatori osservano un giovane e si chiedono:
“Può giocare in prima squadra?”
Io preferisco chiedermi:
“Che ruolo avrà nello Sheffield tra tre anni?”
Sembrano due domande simili.
In realtà sono completamente diverse.
Il caso Will Daley
Prendiamo un esempio concreto.
Will Daley ha ventidue anni.

È un buon difensore centrale. Ha una determinazione importante, buoni valori difensivi, margini di crescita ancora presenti e sta accumulando esperienza nel calcio professionistico.
Ma la sua storia è interessante soprattutto per un altro motivo.
Daley non è un prodotto del vivaio dello Sheffield.

Nel 2028 viene svincolato dall’Arsenal.
Molti club ignorano giocatori di questo tipo. Noi no.
Il nostro scouting individua un ragazzo con qualità interessanti e decide di portarlo a Sheffield a costo zero.
Nessun investimento economico.
Nessun rischio particolare.
Soltanto una scommessa tecnica.
Da quel momento inizia un percorso preciso.
Prima una stagione di adattamento.
Poi un prestito al Crewe.
Successivamente un secondo prestito al Peterborough United.
Ogni passaggio viene pianificato con un obiettivo preciso: aumentare il livello del giocatore.
Non mandiamo mai un ragazzo in prestito alla prima società che si presenta.
La squadra deve garantire strutture adeguate.
Lo staff deve essere di qualità.
Il giocatore deve essere utilizzato nel ruolo che vogliamo sviluppare.
E soprattutto deve giocare.
Perché un giovane che resta in panchina non cresce.
Un giovane che disputa quaranta partite all’anno sì.
La domanda più importante
Arrivati a questo punto molti allenatori si concentrano sul valore assoluto del giocatore.
Io invece mi pongo una domanda diversa.
Può diventare migliore dei titolari che ho già?
Nel caso di Daley probabilmente no.
Davanti a lui ci sono difensori più forti.
Più completi.
E soprattutto ancora giovani abbastanza da poter migliorare ulteriormente.
Questo significa che il suo percorso naturale nello Sheffield potrebbe essere quello di quarta scelta oggi e terza scelta domani.
Ed è qui che Football Manager smette di essere un gioco di calcio e diventa un gioco di gestione.
Perché improvvisamente non stai più valutando un difensore.
Stai valutando un patrimonio del club.
Un giocatore o un investimento?
Molti manager a questo punto venderebbero immediatamente.
Io no.
Se il club non ha bisogno di fare cassa, perché vendere oggi un bene che potrebbe valere molto di più domani?
Daley è arrivato gratuitamente.
Oggi vale già oltre due milioni di euro.
Se continuerà a giocare e crescere, il suo valore potrà aumentare ancora.
Ogni partita disputata.
Ogni stagione positiva.
Ogni miglioramento tecnico.
Ogni aumento di reputazione.
Tutto contribuisce ad accrescere il valore di un patrimonio che appartiene allo Sheffield.
Per questo motivo il prestito non è un modo elegante per liberarsi di un giocatore.
È uno strumento di investimento.
Gli garantisce esperienza.
Ne aumenta la reputazione.
Ne accresce il valore di mercato.
E noi continuiamo a mantenere il controllo del cartellino.
Seguire la crescita

Molti pensano che una volta partito in prestito il lavoro sia terminato.
In realtà è il contrario.
I nostri giovani vengono monitorati costantemente.
Riceviamo rapporti periodici.
Controlliamo il rendimento.
Valutiamo i minuti giocati.
Osserviamo l’evoluzione degli attributi.
Verifichiamo il loro livello di soddisfazione.
Se qualcosa non funziona interveniamo.
E se necessario richiamiamo immediatamente il giocatore.
Perché il prestito non è una delega.
È una fase del percorso di crescita.
La cantera non si costruisce il primo giorno
C’è però un ultimo aspetto che spesso viene dimenticato.
Molti allenatori iniziano una carriera in una piccola squadra e il primo pensiero è migliorare il settore giovanile.
Nella realtà, e anche in Football Manager, il percorso è quasi sempre l’opposto.
Quando arrivi in una società semi-professionistica o dilettantistica, la priorità non è la cantera.
La priorità è costruire il club.
Prima lavori per raggiungere il professionismo.
Sostituisci gradualmente i contratti part-time con quelli a tempo pieno.
Porti i giocatori ad allenarsi ogni giorno invece che poche sere alla settimana.
Crei una cultura professionale.
Poi inizi a investire nelle strutture di allenamento.
Migliori i campi.
Ampli le palestre.
Aumenti la qualità delle strutture mediche e del recupero.
Successivamente rafforzi lo staff.
Allenatori migliori.
Preparatori migliori.
Osservatori migliori.
Responsabili del settore giovanile migliori.
Ogni promozione e ogni bilancio positivo diventano un mattone aggiunto alla crescita della società.
E solo allora arriva il momento di costruire davvero la cantera.
Non una Under 18 piena di ragazzi.
Ma un sistema.
Una rete di scouting.
Una filosofia di sviluppo.
Una metodologia condivisa tra prima squadra, Under 21 e Under 18.
Un luogo dove i giovani possano crescere sapendo esattamente quale sarà il loro percorso.
È qui che il settore giovanile smette di essere una semplice voce nel bilancio e diventa il motore del club.
Perché le grandi accademie non nascono da un investimento.
Nascono da anni di lavoro, strutture, organizzazione e visione.
Lo Sheffield non ha costruito prima la cantera e poi il professionismo.
Ha costruito prima il professionismo.
E grazie a quello, oggi può permettersi di costruire una cantera capace di alimentare il futuro del club.
Perché non tutti i talenti devono diventare titolari.
Ma tutti i talenti devono generare valore.
E una vera Academy non produce soltanto calciatori.
Produce il futuro della società.
“Se vuoi vincere oggi, c’è la modalità Versus. Se vuoi costruire il domani, c’è la modalità Carriera. Su Football Manager tutti possono comprare giocatori. Pochi sanno costruire una società.”






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