La quinta giornata arriva senza preavviso, come succede sempre quando il calendario stringe. Di fronte c’è l’Aston Villa, squadra a metà classifica, reduce da un momento complicato: eliminazione dalla Carabao Cup e una sola vittoria in campionato. I numeri dicono difficoltà, ma l’esperienza insegna che queste sono spesso le partite più insidiose.
Anche perché il tempo per prepararle, semplicemente, non c’è.
La settimana (o quasi)
Abbiamo solo due giorni di lavoro. Quando si gioca due volte nella stessa settimana, la nostra routine è ormai chiara e non si discute: non si carica mai.
Il primo giorno è dedicato quasi interamente al recupero: defaticamento, analisi della partita precedente, lavoro di spogliatoio. È il momento delle parole giuste, non dei chilometri.
Il giorno seguente ci alleniamo solo sulla tattica, con particolare attenzione ai movimenti senza palla, sia in fase offensiva che difensiva, e ai calci piazzati. Tutto tenuto volutamente leggero, con un unico obiettivo: arrivare alla partita nelle migliori condizioni possibili.
In Premier, la lucidità conta quanto le gambe.
Studio dell’avversario
Lo studio dell’Aston Villa conferma alcune tendenze precise.
Giocano con un 4-3-3 stretto, molto orientato al centro del campo. Hanno tecnica, velocità, qualità negli scambi interni, ma concedono molto sulle fasce. È una squadra che cerca di dominare il cuore del gioco e che, per farlo, tende ad alzarsi.

Ed è proprio lì che immaginiamo la partita.
Non servono stravolgimenti.
Dobbiamo semplicemente scendere in campo come sappiamo, sfruttare ampiezza e profondità, allargare la loro struttura, attaccare gli spazi che inevitabilmente lasceranno alle spalle. Se saranno davvero alti, come ci aspettiamo, può diventare una buona occasione per noi.
Le scelte
La continuità resta il nostro punto fermo.
Confermiamo gli stessi undici dell’ultima partita, con una sola variazione davanti: Tedesco parte titolare. Una scelta naturale, figlia del momento, della freschezza e della fiducia.
Non cerchiamo risposte straordinarie.
Cerchiamo conferme.
La partita
Questa volta, a differenza delle gare precedenti, partiamo forte noi.
Il possesso e l’ampiezza ci permettono di gestire subito la partita, di stare alti, ordinati, dentro il nostro piano gara. L’Aston Villa fatica a chiuderci sugli esterni e all’11’ troviamo il gol.
È un’azione che racconta perfettamente ciò che vogliamo essere:
scatto in profondità della mezzala, che si era allargata nel mezzo spazio, cross teso in area e tap-in di Tedesco. Come da copione.
Da lì in avanti gestiamo con intelligenza.
Intervengo sui centrocampisti laterali, chiedendo loro di non “dribblare di più” e riportando il comportamento sullo standard. Quel dribbling forzato, cercato in modo quasi automatico, spesso ci aveva fatto perdere possesso inutilmente.
La squadra risponde bene.
Le cose migliorano, non rischiamo quasi mai, se non su qualche tiro dalla distanza o su palla inattiva. Ma non c’è mai la sensazione di subire, anzi: la partita resta sempre sotto controllo.
Allo scadere del primo tempo troviamo anche il 2-0, che premia una gestione lucida e continua.
Il secondo tempo
Rientriamo in campo senza cambi né modifiche.
L’attenzione è tutta sull’avversario, che intorno al 10’ prova a cambiare volto alla gara: il regista arretrato diventa mediano, al centro doppia mezzala, e il trequartista non agisce più da attaccante di sostegno ma da regista avanzato.

Ottengono più possesso, ma la sostanza non cambia.
Vanno al tiro solo da lontano o su calci piazzati, senza mai creare pericoli reali. Noi restiamo compatti, sereni, sempre in controllo.
Al 70’ iniziamo a gestire le energie:
sostituiamo il centrocampista laterale, spostiamo McLean come centrocampista laterale e inseriamo Ashton al suo posto. È solo freschezza, non cerchiamo altro.
Dieci minuti dopo entra anche Gordon sulla fascia opposta e rinfreschiamo terzino destro, mediano e centrocampista di quantità.
Loro spingono, tengono palla, ma non ci mettono mai realmente in difficoltà. La portiamo a casa senza rischi, e direi meritatamente.

Il peso dei punti
Finisce con un altro clean sheet, altri 3 punti.
Dopo cinque partite siamo già a +10 sulla zona retrocessione. Sono punti pesanti, fondamentali, perché sappiamo bene che arriveranno momenti difficili. Averli messi in cascina adesso conta moltissimo.

Ora c’è il Leicester, promosso insieme a noi e anche lui partito forte.
Finalmente torniamo ad avere una settimana intera per preparare la partita.
Non sarà facile.
Ma ci dobbiamo provare.






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