Tre slot tattici per controllare la partita
Quando parlo di piano B e piano C in Football Manager non sto parlando di soluzioni di emergenza, né di tattiche da tirare fuori quando le cose vanno male, perché io non cambio mai idea, cambio forma, e i tre slot tattici per me servono esattamente a questo: dare continuità al mio calcio senza tradire il principio di gioco.
Io parto sempre da una struttura chiara, il 4-1-4-1, che non considero un semplice modulo ma la mia base difensiva, il mio modo di stare in campo senza palla, perché mi garantisce equilibrio, controllo del centro, raddoppio delle marcature, coperture e distanze corrette, ed è il punto fermo da cui non mi muovo mai, qualunque sia l’avversario o il momento della partita. Da lì costruisco alternative che non sono piani B o C nel senso classico, ma diverse occupazioni dello spazio in fase di possesso, perché so che se difendo sempre allo stesso modo posso permettermi di attaccare in modi differenti senza perdere identità.
Il primo assetto è quello più naturale, in cui senza toccare le posizioni di partenza il mio 4-1-4-1 attacca come un 4-3-3 grazie agli esterni che si alzano, a un centrocampista che rompe la linea e alla punta che lavora tra i centrali, ma appena perdo palla torno immediatamente alla struttura originale, ed è qui che contano più i ruoli e i compiti che il disegno sulla lavagna, perché il mediano deve restare mediano e garantire protezione, mentre gli esterni devono sapere quando spingere e quando rientrare.

Quando sento il bisogno di cambiare atteggiamento, di occupare stabilmente la trequarti e di essere più aggressivo tra le linee, non sto cambiando filosofia, sto semplicemente scegliendo una forma diversa dello stesso calcio, e posso farlo sia alzando i compiti degli esterni mantenendo formalmente il 4-1-4-1, sia schierandomi di partenza in 4-3-3 con le ali già alte, sapendo però che in non possesso la squadra si ricomporrà sempre nello stesso modo.

Per rendere possibile tutto questo senza perdere qualità ho costruito la rosa su ruoli puri al cento per cento, perché se devo alzare le ali non chiedo a un attaccante esterno adattato di fare un lavoro che non è il suo, ma inserisco un’ala d’attacco vera, così come pretendo di avere un mediano di ruolo e un libero vero, non soluzioni ibride.
La terza alternativa è quella che molti vedono come un piano C difensivo, ma che per me è semplicemente un’altra forma di possesso, perché portando il mediano al centro dei due difensori come Libero, costruisco sempre a cinque, do più ampiezza e più sicurezza contro il pressing, trasformando l’attacco da un 5-2-3 iniziale in un 433, senza però perdere il mio riferimento principale, dato che alla perdita del pallone il libero scivola, la linea torna a cinque e la difesa viene immediatamente ristabilita.

In questo modo i tre slot non rappresentano tre tattiche diverse, ma tre interpretazioni dello stesso principio di gioco, e in partita non sto mai dicendo ai miei di snaturarsi, ma solo di occupare lo spazio in modo diverso in base all’avversario, alla condizione fisica e mentale dei miei giocatori e al momento della gara.

Io credo che il vero controllo della partita nasca da qui, dal difendere sempre allo stesso modo e dall’attaccare con intelligenza in più forme, ed è per questo che per me i piani B e C non esistono, esiste solo un’idea di calcio declinata in modi diversi.






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