Arriviamo alla sfida contro il Fulham sapendo che non è una partita come le altre. È uno scontro diretto, quarta giornata di Premier, ma soprattutto è una gara resa imprevedibile dal cambio improvviso in panchina: da pochi giorni è arrivato Vincent Kompany.
Questo cambia tutto. Niente riferimenti solidi, niente studio approfondito dell’avversario, niente certezze tattiche da analizzare. Non sappiamo come giocheranno, con che principi, con quali rotazioni.
Per la prima volta in stagione siamo costretti a fare una scelta diversa: smettere di guardare l’altro e concentrarci solo su di noi.
La scelta tattica
Confermiamo il modulo di base, ma proviamo a fare un passo in avanti verso l’idea di squadra che vogliamo diventare.
La scelta chiave è trasformare le Ali in Centrocampisti Laterali. È un compromesso voluto: manteniamo l’apporto offensivo sugli esterni, ma aggiungiamo copertura difensiva, letture più prudenti, maggiore equilibrio nelle transizioni.
Il resto rimane coerente con il nostro percorso:
mentalità prudente, ritmo basso, passaggi corti, partenza dal basso e gioco nello spazio. In fase difensiva linea standard, blocco medio e poco più pressing di squadra, per restare compatti senza perdere intensità. In transizione scegliamo ancora il contropiede.
La formazione è la stessa vista in coppa: continuità anche negli uomini.

La partita
L’inizio è difficile.
Il Fulham ci aggredisce, ci toglie campo, ci costringe a difendere. Nonostante un buon possesso, sono loro a dominare territorialmente la partita e a creare le occasioni migliori, che però sprecano malamente.
Noi siamo ordinati, ma non riusciamo a salire. Ogni volta che arriviamo in trequarti perdiamo palla, e la manovra si spegne prima di diventare pericolosa. L’unico spiraglio arriva sul lato sinistro, dove il loro terzino invertito lascia spazio al nostro centrocampista laterale, ma non basta. Il Fulham comanda, noi resistiamo.
Le correzioni
All’intervallo diventa chiaro dove intervenire.
Il loro Secondo Volante ci sta facendo male, soprattutto per vie centrali. Decidiamo quindi di invertire i due centrocampisti:
sul lato del Secondo Volante mettiamo il nostro centrocampista di quantità, mentre sul lato del mediano spostiamo il centrocampista d’attacco, che viene poi sostituito da Gray, Mezzala di ruolo, lasciata con compiti d’attacco.
Cambiamo anche sugli esterni: Hayden passa a Supporto, McLean va in Attacco proprio sul lato del terzino invertito. I due terzini diventano entrambi a Supporto, per legare meglio il gioco.
La partita inizia lentamente a girare.
Riusciamo a sporcare il loro centrocampo, a prendere campo sulle fasce, a costringerli a rincorrere. Notiamo i loro terzini stanchi, meno lucidi nelle uscite.
Il momento della svolta
Al 15’ della ripresa decidiamo di provare a vincerla.
I due centrocampisti laterali, Hayden e McLean, vengono abbassati nei ruoli di Terzini e sostituiti da Gordon a destra e Nfonkeu a sinistra, entrambi più offensivi per caratteristiche. Vogliamo freschezza, dribbling, tecnica, uno contro uno costante sulle fasce. A entrambi chiediamo di puntare l’uomo e la porta (Dribbla di più e Tira di Più).
Davanti sostituiamo l’Attaccante che Pressa con Tierney, Punta Completa d’Attacco, e portiamo la Mezzala nel suo ruolo naturale a Supporto. L’obiettivo è chiaro: saltare l’uomo sugli esterni e sfruttare meglio gli spazi che il Fulham continua a concedere con la Punta Completa e gestire meglio il centrocampo in entrambe le fasi.


Ci bastano dieci minuti.
Da quelle scelte nasce prima il gol del vantaggio, poi il raddoppio pochi minuti dopo. La partita cambia completamente padrone.
Siamo noi a comandare, a gestire, a decidere tempi e spazi.
Sul 2-0 inseriamo Ender, Regista Arretrato a Supporto, al posto del centrocampista di quantità. È una mossa di controllo: gestione del possesso, abbassare il ritmo, chiudere la gara senza rischi.


Finisce 2-0.
Altri 3 punti, ancora zero gol subiti.
Ma soprattutto, una vittoria che dice molto più del risultato. Una partita preparata senza certezze sull’avversario, letta strada facendo, cambiata con il coraggio delle scelte. Questo Sheffield non è ancora completo, ma sta imparando una cosa fondamentale: adattarsi senza perdere identità.
Ed è spesso lì che passano le stagioni importanti.







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