I tempi ormai erano maturi e, nonostante ci siano ancora due partite da giocare prima della sosta, completiamo il restyling tattico. Cambiamento che si è reso necessario alla luce di una difficoltà soprattutto nell’avere continuità nel proporre azioni offensive e per le lacune di cui si è argomentato in precedenza qui:

Link: https://cronachedifm.com/2025/11/21/la-dura-vita-di-una-neopromossa/

Nel presentare queste novità, le andremo a confrontare direttamente con quanto proposto finora: gli screen a sinistra riguardano il vecchio assetto, a destra troviamo gli screen della nuova tattica.

Mentalità

Quando si parla di tattica su FM, il primo tema da affrontare è relativo alla mentalità. Come ben sappiamo, incide su vari aspetti del gioco e la sua scelta dà la prima impronta a una squadra.

La tattica "Muro di gomma" parte da una mentalità prudente, che prevede una squadra accorta in fase difensiva, schierata dietro la linea del pallone ma pronta a sorprendere l’avversario quando sbilanciato. Quando si sale di livello e si affrontano squadre più forti, il pericolo è quello di non avere la qualità necessaria a risalire il campo con continuità, finendo per restare schiacciati nella propria metà campo. Risultato? Poca pericolosità offensiva, pochi gol segnati. E questo è stato evidente nella prima parte di campionato.

La scelta di passare alla mentalità equilibrata è figlia dell’esigenza di provare a occupare posizioni più avanzate sul campo, a non lasciare sempre campo all’avversario aspettando l’occasione giusta per attaccare. Si prova dunque ad accompagnare l’azione con più uomini, prendendo qualche rischio in più, ma senza esagerare.

Modulo, ruoli e varianti

Il modulo di base resta il 4-3-3. Si sono però sviluppate delle varianti che ci permettono di affrontare gli avversari. A seconda dei calciatori schierati, la formazione può essere un accorto 5-2-3 o un più spregiudicato 4-2-3-1, scegliendo la soluzione migliore a inizio gara a seconda dell’avversario e tenendo conto della forma fisica di chi scenderà in campo, o durante leggendo l’andamento della partita.

Anche all’interno degli stessi moduli c’è modo di operare: nel 5-2-3 possiamo avanzare i quinti per essere più offensivi; nel 4-3-3 il centrocampista difensivo può diventare un centromediano che scende in difesa per aiutare la costruzione dal basso, per rallentare il gioco o trovare nuove linee di passaggio.

Per quanto riguarda le istruzioni individuali, al netto di un ruolo scelto per esaltare le skills migliori di ogni calciatore, sono calibrate in modo da assecondare i pregi o nascondere i difetti.

Per esempio, Mattia De Rigo è schierato come seconda punta d’attacco. Oltre alle spunte di default, ho disattivato il dribbling per vari motivi: non è una skill determinante per il ruolo e non è nemmeno altissima. D’altra parte, ha un notevole senza palla (14) e buon controllo palla (13), passaggio (12) e visione (12). Buona tecnica (13) e come caratteristica individuale l’abilità di fare uno-due.

La cosa migliore che si può chiedere a un giocatore simile non è dribblare, ma: vieni incontro, ricevi palla, prova un passaggio decisivo o smista e smarcati per ricevere un passaggio di ritorno.

Fase di possesso

Con la mentalità prudente, i passaggi corti mi permettevano una costruzione dal basso nel mio terzo difensivo alla ricerca di spazio per attaccare.

In Serie B questo non ci riusciva quasi mai in maniera pulita e spesso si era costretti a spazzare palla o la si perdeva in zone pericolose.

Un passaggio più verticale ci permette di saltare qualche linea di pressione avversaria, anche in virtù del fatto che in possesso siamo più larghi per avere più spazio tra i giocatori, avere il tempo di produrre la giocata successiva e non facilitare il pressing avversario come accadeva giocando più vicini.

Tolto il dribbling di squadra, quando possibile e c’è spazio, avanzare palla al piede può portare superiorità numerica e aprire spazi da servire in profondità. La palla nello spazio è un opzione che viene usata a seconda della situazione, in particolare con squadre che si alzano molto.

Transizioni offensive e difensive, portiere in possesso

Poco da dire qui se non che la distribuzione del portiere segue la logica di andare a giocare il pallone più in avanti. Una soluzione non fissa, ma adattabile.

Stesso discorso per quanto riguarda le transizioni: la scelta è sempre in funzione di come si vuole giocare la partita, dell’avversario e delle situazioni in campo.

Fase di non possesso

Forse il cambiamento di impatto maggiore, ancor più della mentalità, è proprio qui: linea di ingaggio in blocco medio.

Il motivo è semplice: non abbiamo le skill necessarie di contrasto e aggressività per effettuare una pressione alta. Le statistiche, del resto, confermano queste carenze.

Questo portava a una pressione che spesso veniva saltata, lasciando molti spazi. Ad aggravare la situazione, il deficit di impegno non permetteva il corretto rientro sotto la linea della palla in difesa della mentalità prudente.

La decisione è stata quella di compattare la squadra, in modo da dare priorità alla chiusura delle linee di passaggio e facilitare un eventuale pressing all’altezza del centrocampo, limitando il rischio di allungare la squadra.

Per lo stesso motivo, è stata disattivata l’istruzione di impedire i passaggi corti del portiere avversario.

Allenamenti

Nell’occasione abbiamo ritoccato anche gli allenamenti. Con un approccio difensivo basato sulla chiusura degli spazi e sul mantenimento della struttura difensiva, abbiamo inserito varie schede che hanno un focus in particolare per le skills posizionamento e concentrazione, tra le quali la transizione-chiusura per i giocatori offensivi.

Per l’attacco, oltre alle schede dedicate, abbiamo inserito 2 schede tecniche che ruotiamo con le altre, così come accade per quella relativa all’allenamento fisico.

Attacco di prima, o meglio attacco diretto, è rapidità di esecuzione, meno gioco di squadra paziente alla ricerca del varco, più strappi (dribbling) per creare superiorità numerica e arrivare velocemente al tiro.

Con la scheda difesa disimpegnata il lavoro punta ad ottenere una squadra che mantiene la sua disposizione in fase di non possesso.

Non allena l’aggressività, che è il primo requisito per una squadra che invece vuole andare a recuperare la palla facendo uscire l’uomo in pressione, ma sviluppa posizione e concentrazione.

Come suggerisce la didascalia, lavoro in transizione dopo aver perso il possesso per ridurre lo spazio in cui gli avversari possono giocare:

I motivi che ci portano a cambiare e le idee che pensiamo non sempre sono giuste o funzionanti; spesso, ci ritroviamo a dover affrontare sfide e incertezze che ci fanno dubitare delle nostre scelte. È fondamentale riconoscere che, come spesso accade, solo il tempo e la pazienza ci diranno se la nuova strada intrapresa è quella giusta e se le nostre decisioni condurranno agli obiettivi sperati. Il ragionamento e la capacità di adattamento sono essenziali in questo processo, poiché ci permettono di apprendere dai nostri errori e di crescere, affinché le future scelte siano più consapevoli e allineate alle nostre necessità.

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