Ci sono giornate che scorrono via tranquille, lineari, come un capitolo già scritto.
E poi ci sono giornate come quella di ieri, in cui la Scottish Championship e la Scottish Cup sembrano mettersi d’accordo per intrecciare le loro trame, lasciando nel vento del nord una sensazione di svolta, di qualcosa che non tornerà più com’era.

La Championship si spacca: tra rilanci e cadute

Il primo sussulto arriva da Ayr, dove l’Ayr United crolla sotto i colpi di un Greenock Morton travolgente.
0-4, un punteggio che pesa come un giudizio: la squadra di casa conferma fragilità ormai strutturali, mentre il Morton ricorda a tutti che, quando trova ritmo e verticalità, il suo calcio può ferire chiunque. Una vittoria che rimette in discussione la corsa playoff e dà nuova vita ai ragazzi di Cappielow.

Di tutt’altro tono la sfida di Tannadice: Dundee United – Arbroath 1-0.
Non è stata una partita brillante, ma è stata una partita “da Dundee United”. Mr. Margheritoni porta a casa tre punti di sostanza, consolidando il quarto posto e difendendo una posizione cruciale per lo sprint finale.
L’Arbroath perde con onore, rimanendo pienamente aggrappato al sogno di un sesto posto che, guardando la classifica, è tutt’altro che sfumato.

La classifica, intanto, fotografa un Dunfermline sempre più maturo, un Inverness che non molla, un Raith che resta minaccioso. Ma dietro, dal sesto al nono posto, è guerra di nervi.

La Scottish Cup entra nel vivo: quarti di finale tra conferme e sorprese

Se il pomeriggio di Championship aveva già scaldato l’ambiente, la sera lo ha incendiato definitivamente.

Il Dundee supera il Falkirk per 1-0, un risultato stretto ma sufficiente per alimentare la sensazione che questa squadra, in Coppa, abbia una speciale predisposizione. Le partite secche, quelle da dentro o fuori, sembrano esaltare un gruppo che gioca con lucidità e con un cinismo che spesso manca in campionato.

Il Dunfermline, capolista in Championship, non tradisce le aspettative e batte il Raith Rovers 3-1. Una prova autoritaria, tecnica, da squadra che sente addosso il peso della propria crescita. Non è solo una vittoria: è un messaggio alla Scozia intera.

I Rangers fanno ciò che i Rangers devono fare: 3-0 all’Inverness CT, nessuna sorpresa, nessuna sofferenza. Una di quelle serate in cui l’Ibrox sembra ricordare a tutti la gerarchia naturale del calcio scozzese.

E poi, il colpo di scena:
Ross County – Partick Thistle 1-3.
La squadra ultima in Championship, soffocata all’ultimo posto, trova nella Coppa la partita della vita. Una prestazione brillante, spavalda, quasi liberatoria. Il Partick vola in semifinale contro i Rangers, un Everest da scalare. Ma nelle serate di Coppa, certe montagne diventano colline.

Le semifinali: tensione, destino e una rivalità che si accende

Il tabellone sembra scritto da un romanziere scozzese di metà ’900.

Dunfermline – Dundee
Una sfida che profuma di storia, di identità, di rivalità vera.
La capolista contro la “squadra da coppa”. Il rigore della struttura contro il romanticismo del risultato corto.
Il tipo di partita che può cambiare una stagione, o un ciclo.

Partick Thistle – Rangers
Una semifinale che, sulla carta, sembra già scritta.
Ma il Partick arriva leggero, senza paura, e la Coppa ha insegnato più volte che essere condannati in campionato non significa essere destinati a perdere tutto.

Una conclusione in stile scozzese

Alla fine della giornata resta una sensazione chiara:
la Scozia, ieri, ha respirato un calcio antico, fatto di sorprese, cadute, risalite, e di quella strana magia che si crea quando il destino decide di bussare alla porta del campionato e della coppa nello stesso istante.

Il vento del nord ha portato via certezze e ne ha depositate altre.
Il Dunfermline si comporta da grande, il Dundee continua a vivere notti di coppa dal sapore speciale, il Morton torna a far rumore, il Partick riscrive — almeno per una sera — la propria storia.

E mentre il campionato corre verso le ultime curve, la Scottish Cup promette un finale che nessuno si sentirà di perdere.

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