C’è un errore comune, quasi universale, che tutti noi — almeno una volta — abbiamo commesso in Football Manager.
Apriamo l’editor tattico, scegliamo il nostro 4-2-4 ultra offensivo, alziamo la linea difensiva, spingiamo il pressing al massimo… e ci convinciamo di aver creato una tattica “aggressiva”, “moderna”, “da possesso totale”.
In realtà, abbiamo appena disegnato come la nostra squadra difende.
Non come costruisce. Non come attacca.
Ma come si dispone senza palla.
È il grande malinteso che da anni accompagna il linguaggio dei moduli: ciò che vediamo sul campo, ciò che chiamiamo “4-3-3” o “4-2-3-1”, non rappresenta la fase offensiva, bensì la struttura di non possesso.
La fotografia statica di un momento in cui la squadra si compatta, non il movimento fluido di quando crea.
In possesso, tutto cambia
Prendi lo stesso 4-3-3: al momento dell’uscita dal basso, diventa un 3-2-5, un 2-3-5, o persino un 3-1-6 se i terzini si alzano insieme.
Il mediano si abbassa, l’esterno stringe, il terzino sale, e quello che sembrava un modulo rigido diventa una forma viva, dinamica, costruita su principi e non su numeri. La tua idea di attaccare col 433 … viene meno.
E qui sta il punto chiave: se vuoi attaccare col 4-3-3, puoi ragionare partendo dal 4-1-4-1, ad esempio.
Perché in FM — già dal 24 — il modulo che imposti è la forma di non possesso.
In fase difensiva resti con un 4-1-4-1 ordinato, ma se assegni ai due centrocampisti laterali compiti d’attacco, in fase di possesso si alzano naturalmente sulla trequarti, trasformando la struttura nel tuo 4-3-3 offensivo.
Ecco la chiave: non è il 26 a introdurre questo concetto, ma il 26 lo renderà finalmente visibile, a prova di stupido.
Nel 24 si poteva già fare — bastava solo capire come ragiona il motore tattico.
Nel calcio reale, Pep Guardiola lo ha reso evidente.
Il suo 4-3-3 non esiste mai davvero: in possesso diventa 3-2-5, in pressione 4-1-4-1, e in transizione difensiva addirittura 5-4-1.
FM26 — con il suo nuovo sistema di ruoli “ibridi” e la distinzione tra forma di possesso e di non possesso — ha finalmente catturato questa complessità.
Non è più un gioco di pedine, ma un gioco di spazi.
L’errore più comune
Fino a oggi, la maggior parte dei giocatori FM ha disegnato la propria squadra “al contrario”: mettendo il terzino alto “perché sale”, l’interno vicino all’attaccante “perché si inserisce”, il trequartista “dove voglio che stia quando abbiamo palla”.
Ma FM, già da anni, leggeva quel disegno come struttura difensiva.
Il tuo “terzino alto” diventava quindi un esterno difensivo piazzato male, e la tua squadra finiva sbilanciata — non perché la tattica non funzionasse, ma perché era invertita.
Ed ecco che tutti i “guru”, tutti quei tattici seriali che emulavano il Liverpool facendolo difendere come se attaccasse, oggi si trovano disorientati.
“Devo ricominciare da zero”, dicono.
No.
Finalmente l’IA vi aiuterà a fare tattiche che abbiano senso.
E invece di iniziare carriere con tattiche al rovescio — che partono a razzo per poi crollare quando l’IA vi ha capito e sfrutta il vostro errore per battervi — oggi potrete forse portarle a termine.
Capirete che non era l’IA a decidere di non farvi più vincere… ma la vostra tattica al rovescio.
Dal modulo al principio
Allenare in FM26 significa imparare a pensare per principi, non per numeri.
Non “giochiamo col 4-3-3”, ma “costruiamo con 3 dietro e 2 ai fianchi del centrocampo”.
Non “difendiamo a 5”, ma “difendiamo con ampiezza, ma pochi uomini oltre la linea della palla”.
È la differenza tra disegnare una fotografia e scrivere un movimento.
FM26 sarà “a prova di stupido”, come molti commentano, non perché semplifica — ma perché finalmente corregge la prospettiva.
Ti mostra la realtà tattica per ciò che è: un flusso, non uno schema.
Vedere davvero
Capire la differenza tra modulo in possesso e modulo in non possesso è come imparare a guardare un quadro con la giusta luce.
Non si tratta di cambiare filosofia, ma di capire cosa stai davvero disegnando.
E forse, dal 2026, non vedremo più schieramenti fatti al rovescio, ma squadre che si muovono come nella vita vera: pensando prima, correndo dopo.
E paradossalmente … vi farà giocare meglio al 24!






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