L’idoneità al ruolo (in inglese Role Suitability) è la misura che FM usa per mostrarti quanto bene un giocatore è adatto a ricoprire un ruolo specifico in una determinata posizione del campo.
In pratica, è un indice sintetico che tiene conto di:

  1. Le caratteristiche tecniche, mentali e fisiche più rilevanti per quel ruolo.
  2. Il piede preferito (per ruoli invertiti o meno).
  3. La familiarità tattica del giocatore con quella posizione.
  4. Il compito assegnato (difendere, supportare o attaccare).

Il risultato viene visualizzato graficamente con stelle o colori (da rosso a verde) e in FM24/26 anche con valori percentuali o barre di idoneità.


COME VIENE CALCOLATA

FM confronta i valori del giocatore con quelli ideali per quel ruolo.
Ogni ruolo ha un set di attributi chiave, importanti e secondari, che pesano diversamente nel calcolo.

Esempio semplificato:

  • Regista Avanzato (Supporto) → Visione, Passaggi, Tecnica, Decisioni, Posizione, Movimento, Lavoro di squadra, Resistenza
  • Difensore Centrale (Difesa) → Contrasti, Posizionamento, Forza, Concentratione, Colpo di testa, Marcatura, Decisioni, Aggressività

Il motore del gioco pesa ogni attributo e li confronta con i valori “ottimali” richiesti dal ruolo → ne esce una percentuale di idoneità (che tu vedi come colore o stelle).


COME INCIDE NEL GIOCO

1. Prestazioni in partita

Un giocatore fuori ruolo o poco idoneo:

  • interpreta male le situazioni di gioco → movimenti errati, posizionamenti sbagliati, tempi di inserimento fuori sincronizzazione;
  • compie scelte incoerenti col ruolo → ad esempio, un Centrocampista di quantità usato da Regista Avanzato non cercherà linee di passaggio, ma tenderà a scaricare la palla lateralmente o a correre fuori posizione.

Al contrario, un giocatore perfettamente idoneo:

  • sfrutta al 100% le proprie skills rilevanti per quel ruolo;
  • guadagna in coerenza tattica (cioè si comporta come previsto dallo schema);
  • mantiene maggior rendimento medio (match rating più alti, meno errori decisionali).

2. Allenamento e sviluppo

  • Un ruolo scelto in cui il giocatore è idoneo o quasi accelera la crescita delle skill chiave, perché il piano di allenamento individuale “spinge” sugli attributi più usati in quel ruolo.
  • Se invece è assegnato a un ruolo sbagliato, lo sviluppo diventa inefficiente (il gioco allena skill che non servono al suo stile naturale).

3. Ricerca giocatori e reclutamento

L’idoneità aiuta anche nel recruitment: i consigli dello staff (stelle) indicano quanto un calciatore si adatta alla tattica e alla mentalità della squadra.
Un giocatore con alta idoneità non è necessariamente il più forte, ma è quello che rende di più nel tuo sistema attuale.


EFFETTO SULLE SKILLS E SUL RENDIMENTO

SituazioneEffetto sulle SkillsEffetto sul Gioco
Alta idoneità (verde)Allena e usa le skill “giuste”, crescita coerenteMovimenti naturali, decisioni logiche, rendimento costante
Media idoneità (giallo)Alcune skill non ottimizzatePrestazioni altalenanti, errori di posizionamento
Bassa idoneità (rossa)Allenamento inefficace, skill sprecateFuori posizione, passaggi sbagliati, tempi errati

Analisi – Il profilo del giocatore

A 21 anni, Robertson è un centrocampista che respira calcio semplice.
Ha Passaggi 13, Decisioni 12, Determinazione 14, Gioco di squadra 11, Resistenza 12, Posizione 12.
Fisicamente equilibrato, mentalmente disciplinato, tecnicamente pulito.
È uno di quei giocatori che non fanno rumore ma lasciano il campo ordinato.

E proprio questa sua “normalità” è il terreno perfetto per capire come due ruoli apparentemente simili – Centrocampista di quantità e Carrilero – possano trasformare il rendimento di un giocatore.


In pratica:

  • Il Centrocampista di quantità vive nel caos e lo doma.
  • Il Carrilero vive nell’ordine e lo conserva.

Robertson, per profilo e mentalità, è più vicino al primo: lotta, copre, legge il gioco.
Ma se lo metti da Carrilero, il gioco cambia — e anche la sua efficacia.

“Ripartire da zero” – Dall’analisi alla costruzione tattica

Nel precedente articolo, “Ripartire da zero”, avevamo definito la prima regola per costruire una squadra: ripartire dalle persone, non dalle idee.
Questo nuovo episodio mostra come leggere quella mappa invisibile che unisce skills, ruoli e tattica.

Capire l’idoneità al ruolo di ogni giocatore ti dice:

  • quale modulo ti consente di ottenere il massimo collettivo delle skill,
  • dove intervenire con allenamenti mirati,
  • e dove, invece, serve il mercato per colmare un vuoto strutturale.

È un lavoro di architettura: prima si tracciano i pilastri, poi si costruisce il tetto.
In FM, quei pilastri sono i ruoli ad alta idoneità: da lì nasce la tattica dei sogni.
Una tattica non imposta, ma costruita addosso alla tua squadra, come un vestito su misura.


Il ruolo come verità

Robertson, nel suo silenzio, è il simbolo di questa idea:
non serve cambiare modulo per migliorare, basta capire chi è davvero ogni giocatore.

Il Centrocampista di quantità gli permette di esprimere le sue qualità naturali — ritmo, lettura, disciplina.
Il Carrilero ne mostra i limiti, non perché sia sbagliato, ma perché richiede un altro tipo di anima.

L’idoneità, in fondo, non è un numero: è la distanza tra ciò che il giocatore sa fare e ciò che gli chiedi di essere.
E più quella distanza si accorcia, più il calcio diventa armonia.

La tattica dei sogni e la tattica reale

Nella mente di ogni allenatore c’è una tattica ideale, una visione che racchiude tutto ciò che vorrebbe vedere sul campo: movimenti sincronizzati, gioco tra le linee, pressing coordinato, fluidità totale.

Prendiamo ad esempio lo Sheffield FC e vediamo come si comportano gli stessi giocatori con la tattica del Dundee FC.

È la tattica dei sogni, quella della prima immagine.
Un 4-1-4-1 strutturato, prudente, ambizioso — ma anche fragile.
Una squadra che non è ancora pronta a esprimere il 100% delle proprie skills.
I giocatori si muovono bene, ma non nel loro habitat naturale: alcuni ruoli richiedono qualità non ancora sviluppate, altri soffrono la velocità o il ritmo.
È il progetto a lungo termine, la destinazione finale.

La seconda immagine, invece, è la tattica reale. Quella che posso permettermi con le risorse a disposizione. Quella costruita sull’idoneità, sulla coerenza e sull’intelligenza del gruppo.
Qui ogni giocatore è al posto giusto, nel ruolo che valorizza le sue capacità:
Lankester più interno come Ala Attacco, Bashir che attacca lo spazio, Ouattara che diventa il cardine dinamico tra le linee, Gray in costruzione, Uzochukwu a schermare.
La squadra è flessibile, non più strutturata, ma ogni singolo rende vicino al 100%.
Non è più un sistema ideale: è un sistema efficiente.

È in questo passaggio che si misura un allenatore: capire che la tattica dei sogni non è quella che sogni, ma quella che la tua squadra può già sognare.
Prima si adatta, poi cresce.
E quando le skills, gli allenamenti e la fiducia saranno maturi, allora quel primo schieramento tornerà — non più come utopia, ma come naturale evoluzione del lavoro fatto.

Non avrò le skills del City o del Real, ma so che la mia squadra, i miei giocatori, stanno dando il 100% di loro stessi — salvo cali di forma, di morale o quelle sfumature umane che ogni stagione porta con sé.
E magari, con piccoli aggiustamenti tattici, con un allenamento più mirato o un’intuizione nel momento giusto, riusciremo persino a toccare il 120%.
Non perché siamo i più forti, ma perché stiamo finalmente giocando per ciò che siamo.

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