In questo primo scorcio di campionato si palesano tutte le difficoltà nell’approcciare una categoria i cui valori sono ben superiori a quelli affrontati nelle ultime stagioni, giocate principalmente nei dilettanti. La doppia promozione ci ha catapultato dapprima nel professionismo e, in seguito, nel secondo livello della piramide calcistica del campionato italiano, al cospetto di realtà habitué della competizione e di altre che hanno fatto la storia del calcio in Italia, come Genoa, Sampdoria ed Hellas Verona.
1ª Giornata
La prima partita della storia dell’Ischia in serie B finisce con una sconfitta. Proviamo a tenere palla, anche per prendere coraggio, ma il Brescia, quando attacca, arriva spesso al tiro. Al 27° minuto, il gol che decide la partita. Tanto lavoro da fare.

3ª Giornata
Dopo uno 0-0 contro il Lecco, nel quale avremmo meritato qualcosina in più (0 tiri in porta subiti), andiamo a ottenere la prima vittoria alla 3ª giornata contro la Triestina con una rete su calcio d’angolo e resistendo nel finale. Sfruttare le situazioni da palla inattiva sarà importante in quelle gare in cui non riusciremo a essere efficaci su azione manovrata.

4ª e 5ª Giornata
Con Feralpi Salò e Ascoli (entrambe schierate con il 4-4-2) vengono fuori due partite divertenti ed equilibrate. Affronto la Feralpi con il 4-2-3-1 per sfruttare l’assenza di mediani e trequartisti del loro modulo; la vincono di esperienza perché le occasioni (1,44 xg loro, 1,24 xg noi) dicono che forse un pareggio l’avremmo meritato. Con l’Ascoli opto per il 4-3-3, e qui usciamo con qualche rimpianto in più sia per le occasioni avute sia per non essere riusciti a sfruttare ancora il fattore campo.


6ª Giornata
La tipica partita dal risultato già scritto. Ne affronteremo tante con questo presupposto. Ma è il campo, alla fine, a decretare chi vince. Partita giocata sulle transizioni, approfittando degli spazi che può lasciare un 4-4-2 d’attacco come quello scaligero. Sul 2-0 dopo circa 20 minuti proviamo a contenere la possibile rimonta, e nel finale arrotondiamo il punteggio, riuscendo per una volta a essere più cinici dell’avversario davanti alla porta.

7ª Giornata
Altra trasferta durissima, contro la Samp che parte con un 4-2-3-1 con tutte le caratteristiche del gioco di posizione, che in fase di possesso diventa 3-2-5 con 2 esterni invertiti, un secondo mediano e un centromediano metodista. Ancora una volta, l’ottimo approccio alla gara ci porta in vantaggio, pareggiato immediatamente dai padroni di casa. La partita vive di fiammate, con la Samp che domina il possesso ma, come mai finora, andiamo facilmente al tiro; peccato che un paio di svarioni in difesa ci costino carissimo. La riacciuffiamo con un’altra rete da sviluppi di calcio d’angolo. Pareggio preziosissimo.

8ª e 9ª Giornata
Il Modena ci batte meritatamente per 2-1 in casa, dove non riusciamo a sbloccarsi, mentre a La Spezia altra buona prestazione e buon punto in trasferta (2-2 finale).
10ª Giornata
Altra gara casalinga, altra sconfitta: il Genoa è superiore e si prende la vittoria con autorità, senza strafare e senza correre troppi rischi.

Classifica, stats, visione societaria, dinamiche e considerazioni varie
Siamo lì nel gruppo di chi non vuole morire, sportivamente parlando, è importantissimo mantenerci a galla sopra la zona retrocessione.

La difesa riesce a fare il suo anche al cospetto di una categoria con valori elevati rispetto a quelli affrontati nelle scorse stagioni. Qualcosa da migliorare nella gestione della e nella fase offensiva che a volte sono difficoltose.

Buon cammino in coppa finora, in campionato siamo li a battagliare; la società al momento sembra gradire.

Qualche risultato cosi cosi, qualche exploit, le ultime 4 senza vincere si fanno sentire sul morale. Ancora poco legame tra i calciatori.

Siamo giunti a metà ottobre, tempo di primi bilanci. Il prossimo post non sarà incentrato sulle partite, ma andremo a ragionare su ciò che sta andando bene e su aspetti in cui siamo deficitari per capire “SE” e “COSA” cambiare, pur essendo partiti da una base tattica consolidata. È importante analizzare non solo i risultati, ma anche il gioco espresso in campo e il morale della squadra, perché ogni piccolo dettaglio può fare la differenza. Nel calcio, avere un’idea di gioco è fondamentale, ma se su quell’idea non ci si lavora per cercare quel dettaglio, quella sfumatura che può migliorarla, il rischio è di rimanere stagnanti. Dobbiamo quindi considerare le soluzioni alternative e promuovere una cultura del miglioramento continuo. Se quell’idea rimane lì, ferma, senza evolversi né adattarsi, prima o poi diventa un’occasione sprecata, un’opportunità persa di crescere e consolidare la nostra competitività nel panorama calcistico.






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