Ci sono serate che sembrano rivelare più di quanto mostrino.
Questa 25ª giornata di Premiership è stata una di quelle: tra chi corre verso la gloria e chi, a testa bassa, prova solo a restare in piedi.


Hibernian 2 – 7 Celtic

Un risultato che non lascia spazio a interpretazioni.
Il Celtic ha distrutto l’Hibernian con un’esibizione di forza e lucidità tattica: transizioni perfette, ampiezza esasperata, movimenti automatici. Sette reti che raccontano una squadra nel pieno della fiducia, in piena rincorsa ai Rangers.
Gli Hibs, travolti e smarriti, hanno mostrato una fragilità mentale preoccupante: troppi spazi tra le linee, nessuna copertura efficace sulle catene laterali. Non una sconfitta, ma una resa.


Rangers 2 – 1 Aberdeen

I campioni si riconoscono nei momenti difficili.
Sotto dopo cinque minuti, i Rangers hanno ribaltato la partita con personalità e ritmo. Tavernier ha aperto il match come solo lui sa fare, Dowell lo ha chiuso nel finale.
L’Aberdeen ha tenuto il campo con il suo 4-3-3 compatto, ma ha finito per abbassarsi troppo. I Gers, con un xG totale di oltre 3, hanno creato tanto, troppo, per non vincere.
La classifica dice 62 punti: la vetta resta loro, anche se il fiato del Celtic è ormai a un passo.


St Johnstone 1 – 3 Hearts

Gli Hearts continuano a marciare con passo sicuro.
A Perth, la formazione di Naismith ha confermato solidità e brillantezza offensiva. Il 4-2-3-1 è ormai un meccanismo oliato: costruzione pulita, verticalità rapida e gestione matura dei momenti.
Il St Johnstone, fanalino di coda, ha provato a restare aggrappato alla partita, ma manca la convinzione.
Gli Hearts volano a 48 punti e guardano avanti, terzi e sempre più credibili come alternativa ai giganti di Glasgow.


St Mirren 1 – 1 Dundee

Un pareggio che brucia più di una sconfitta.
Il Dundee torna da Paisley con un solo punto, ma con la sensazione di aver sprecato la partita perfetta. Il gol di Lee Erwin al 17’ aveva indirizzato l’incontro su binari di controllo totale: ordine tattico, ritmo gestito, precisione nei movimenti.

I numeri confermano la superiorità:
8 tiri totali, 3 nello specchio, 0.88 xG per il Dundee contro appena 0.18 xG del St Mirren, che fino al 80° aveva calciato una sola volta, e pure fuori bersaglio. Il primo e unico tiro nello specchio dei padroni di casa arriverà soltanto al 95°, proprio sul rigore trasformato da Scott Tanser per l’1-1 finale.

Nel secondo tempo, il St Mirren prova a cambiare la partita: passa al 4-3-3, alza il baricentro e tenta di spingere sulle fasce. Ma il Dundee tiene bene, abbassa i ritmi e concede solo qualche cross impreciso.
Il 4-1-4-1 di Mister Kochise resta solido: blocco medio compatto, uscite pulite guidate da Mulligan e French, pressing equilibrato e un possesso del 54 % che ha mantenuto il controllo del gioco.
Cameron brilla tra le linee, French (7.1) domina nei duelli, e la sensazione è quella di una squadra matura, capace di gestire i momenti.

Poi, nel recupero, il dettaglio che rovina tutto: un contatto ingenuo in area, un rigore, e due punti che evaporano.
Al Dundee resta il rammarico di chi sa di aver fatto quasi tutto bene. Al St.Mirren il merito di aver provato a cambiare l’esito della gara per tutto il secondo tempo e di non aver mollato fino all’ultimo secondo.


Motherwell 0 – 2 Ross County

A Fir Park si è vista la differenza tra chi gioca per esprimersi e chi gioca per sopravvivere.
Il Motherwell ha provato a costruire, ma senza incisività; il Ross County ha difeso basso, aspettato e colpito con freddezza. White e Loturi hanno punito una squadra troppo prevedibile.
Il 5-3-2 dei padroni di casa non ha mai trovato ampiezza, mentre il County ha sfruttato bene le seconde palle e le ripartenze.
Tre punti che cambiano la narrativa in fondo alla classifica: il Ross County torna vivo.


Kilmarnock 2 – 1 Livingston

Una vittoria pesante, forse decisiva per il morale.
Il Kilmarnock ha riscoperto concretezza e compattezza, vincendo grazie ai gol di Magennis e Watkins.
Con un possesso ridotto (33%) ma un piano chiaro – chiudere il centro e ripartire sugli esterni – McInnes ha trovato la chiave per piegare il Livingston, ancora una volta punito dalle disattenzioni individuali.
I Killie risalgono, respirano, e soprattutto ritrovano un’identità.


Classifica dopo 25 giornate


La Scozia a febbraio

La Premiership entra nella fase in cui la tecnica lascia spazio alla resistenza.
I Rangers e il Celtic si spingono oltre ogni limite, gli Hearts consolidano la loro certezza, il Dundee costruisce una credibilità europea, mentre nelle retrovie si lotta con orgoglio e paura.
È il momento in cui il calcio scozzese mostra il suo volto più autentico: duro, onesto, ostinato.

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