Una giornata d’inverno gelido, ma illuminata da gol e contrasti: numeri, idee e carattere si mescolano in un turno che fotografa alla perfezione la geografia del campionato.
Dall’eleganza di Edimburgo al fango del Tony Macaroni Arena, è stato un sabato di verità.
Hearts 2–2 Aberdeen
xG 2.03 – 0.63 | Possesso 42% – 58% | Tiri 14–6 | Occasioni nitide 2–2
Il Tynecastle Park ha visto una partita intensa, quasi schizofrenica.
Gli Hearts di Naismith hanno prodotto più volume offensivo (xG 2.03) ma hanno lasciato campo e pallone all’Aberdeen, che con un 58% di possesso e una struttura 4-2-3-1 molto ordinata ha gestito bene le transizioni.
Le mappe di posizione mostrano due squadre compatte e centrali: i Jambos con Shankland e McKay a fungere da riferimenti tra le linee, i Dons più larghi ma meno profondi.
Aberdeen ha tirato solo due volte nello specchio, ma è bastato: la precisione di McGrath e la lucidità di Miovski hanno punito due disattenzioni.
Gli Hearts hanno mostrato coraggio e intensità (13.9 km percorsi da Kingsley, 19 km da Forrest) ma poca lucidità in costruzione dal basso (solo 84% di precisione nei passaggi centrali contro l’89% avversario).
È un pareggio che lascia amaro in bocca a Edimburgo: la sensazione è quella di una squadra viva, ma non ancora “matura”.
“Ci sono partite in cui giochi meglio ma non vinci. E altre, come questa, in cui scopri di essere cresciuto anche senza i tre punti.”

Kilmarnock 1–5 Hibernian
xG 1.33 – 2.69 | Possesso 42% – 58% | Tiri 13–10 | Occasioni nitide 3–4
Massacro tecnico e mentale.
L’Hibernian si è scrollato di dosso le incertezze con una prestazione dominante, trascinata da Dylan Vente (9.6, tripletta e 1.6 xG personali).
Gli Hibs hanno difeso alti, recuperato palla in mediana e attaccato con un ritmo sincronico tra Levitt, Amos e Campbell: un trio da 90% di precisione passaggi e ampiezza costante.
Kilmarnock ha provato a restare in partita, ma ha pagato una linea difensiva troppo piatta: 4 errori diretti nella propria metà campo e solo il 24% di cross riusciti.
Il primo tempo (0-4) ha chiuso ogni discussione.
“C’è un momento in cui le squadre smettono di temere e cominciano a credere. L’Hibernian, oggi, ha fatto esattamente questo.”

Livingston 2–1 Dundee
xG 0.31 – 0.42 | Possesso 53% – 47% | Tiri 6–5 | Occasioni nitide 1–2
È la partita più tattica della giornata.
Numeri poveri, ma significativi: equilibrio totale, ritmi bassi, e due squadre che si sono annullate a vicenda.
Il Dundee di Bearzot ha cercato di mantenere la propria identità: 90% di passaggi completati, ma quasi nessuna verticalità (solo 10% di cross riusciti, 0.42 xG totali).
Livingston, invece, ha sfruttato al massimo le situazioni estemporanee: due tiri in porta, due gol. È il calcio spietato delle piccole, dove il dettaglio vale più dell’idea.
Mulligan ha dato vantaggio agli ospiti, ma i padroni di casa hanno reagito con ordine.
La heatmap mostra un Dundee troppo schiacciato, privo di presenza nella trequarti.
Carson (6.1) colpevole sul secondo gol, ma la responsabilità è collettiva: l’intensità del pressing si è spenta col passare dei minuti.
“Ci sono giornate in cui il calcio non premia chi costruisce, ma chi sopravvive. Il Dundee ha giocato, il Livingston ha colpito.”

St Johnstone 0–3 Motherwell
xG 1.07 – 2.16 | Possesso 49% – 51% | Tiri 9–8 | Occasioni nitide 1–4
L’equilibrio dei numeri è solo apparente.
Il Motherwell è stato nettamente superiore per lucidità e tempi d’attacco. Jack Vale (8.4, gol e 1.10 xG) è stato il terminale di un sistema fluido, in cui Montgomery e Halliday hanno spinto con continuità sulle fasce.
St Johnstone ha provato a reagire, ma ha mostrato la solita fragilità: linee di passaggio statiche, costruzione lenta, e un pressing che si scioglieva dopo il primo sbarramento.
La squadra di Perth è all’undicesima sconfitta in 13 partite: mancano ritmo, idee e soprattutto fiducia.
“Quando perdi anche con onore, il rischio è abituarti alla sconfitta. E quella, nel calcio, è la disfatta più subdola.”

St Mirren 1–5 Rangers
xG 0.67 – 4.01 | Possesso 55% – 45% | Tiri 19–8 | Occasioni nitide 1–5
Dominio assoluto dei Rangers, che trasformano ogni attacco in un colpo chirurgico.
Cinque gol, quattro marcatori diversi, e la sensazione di una macchina perfettamente rodata.
Il St Mirren ha avuto più possesso (55%), ma sterile, perché i Gers hanno gestito ogni transizione come un’operazione chirurgica: 4.01 xG, 21% di cross riusciti, 86% di contrasti vinti.
Borna Barišić (9.4, 2 assist, 7 passaggi progressivi) e Rabbi Matondo (9.3) sono stati devastanti a sinistra.
Dowell e Roofe hanno dato equilibrio e finalizzazione.
Il dato più significativo? I Rangers hanno creato 5 occasioni nitide su 8 tiri in porta: efficienza estrema, che spiega il primo posto in classifica con 56 punti e miglior differenza reti (+32).
“Il Celtic sogna, ma i Rangers costruiscono. Con metodo, freddezza e una serenità che è la firma dei campioni.”

Il turno del 27 gennaio è una fotografia perfetta del campionato:
- Rangers e Celtic restano su un altro pianeta.
- Hearts e Dundee duellano per l’Europa ma con crepe strutturali.
- Hibernian e Motherwell salgono, mentre Kilmarnock e St Johnstone affondano.
In mezzo, il vento del nord – quello che soffia forte nei weekend scozzesi – sembra voler raccontare sempre la stessa storia: chi sa adattarsi sopravvive, chi sa dominare vince.






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