Capitolo 10 – “La settimana di lavoro del club

Sabato 9 marzo 2030Il giorno della verità.

La settimana si è aperta con i riflettori puntati sul Bracken Moor Lane. Sheffield contro Burnley, la sfida di cartello della giornata in EFL Championship. Una di quelle partite che raccontano più di quanto dicano i punti in classifica. È lo scontro tra una neopromossa che sogna il cielo e una nobile decaduta che vuole risalire.

L’anteprima dei media è chiara: vincere oggi potrebbe significare un passo decisivo verso la promozione diretta. E noi ci arriviamo da primi in classifica, ma non da favoriti: lo status ce lo siamo guadagnati con il lavoro, non con la storia.

Intanto, i test fisici complicano la vigilia. Nfonkeu e Millns sono ancora sotto osservazione: recuperati, ma non pienamente in forma. E Joe Snowdon, l’enfant prodige della mediana, è abile solo per 45 minuti. Dilemma da vigilia: rischiare l’equilibrio della squadra o affidarsi a chi ha speso ogni goccia di energia per portarci fin qui?

Lo Sheffield è pronto. Almeno, lo siamo con il cuore.

Burnley vs Sheffield – Una vittoria con firma tattica

Nel gelo di Turf Moor, lo Sheffield firma un’impresa. Vince 3-0 contro il Burnley, squadra ostica e fisica, ma soprattutto ben organizzata.
Un risultato che va oltre i tre punti: è un manifesto del metodo Trap.

La chiave del match è tutta in una scelta controcorrente.
Il Burnley si schiera con un 4-2-4 aggressivo, pronto a pressare alto con 4 uomini già dalla prima costruzione.
In queste situazioni, molti allenatori inviterebbero a saltare il pressing con lanci lunghi. Ma Trap sorprende tutti.

Il tecnico ordina invece al portiere di non rinunciare all’impostazione dal basso.
I due centrali difensivi ricevono palla e si assumono il rischio: devono superare la prima linea di pressione e portare il pallone fino al centrocampo, attivando così le trame centrali che lo Sheffield ama costruire.

È una scommessa tecnica. E funziona.

Le tre reti arrivano da manovre fluide e verticali, tutte originate da una costruzione paziente ma coraggiosa. Il centrocampo diventa l’epicentro di ogni giocata e Tedesco – ancora una volta – è devastante sotto porta.

La vittoria vale più di quanto dica la classifica. È una prova di maturità. È la conferma che questa squadra non vince solo per entusiasmo, ma per idee.

Un netto 3-0 davanti a un Bracken Moor Lane in delirio. Una partita dominata tatticamente e mentalmente, come raccontano i numeri: 66% di possesso, 8 tiri a 3, un xG complessivo da 0.96 ma con 3 gol reali. Cinismo, lucidità e organizzazione: questa squadra sa colpire quando serve. Chiudiamo la partita nei primi 45, senza concedere tiri.

Il tabellino dice:

  • Ender al 4′ su assist di Tedesco
  • Tedesco al 21’ e ancora al 69’, firmando la doppietta della sicurezza

Ma c’è molto di più: pressing medio ma feroce, scambi rapidi sulla trequarti, dominio del centrocampo. Il 4-1-4-1 prudente si è trasformato in un’arma letale.

Il Burnley non ha mai dato la sensazione di poter reagire. Solo 0.59 xG, zero tiri pericolosi, e un infortunio che ha tolto anche Adingra dalla scena.

In classifica, il Sheffield vola a 92 punti, mantenendo il primo posto con 11 lunghezze di vantaggio sul Wednesday e una sensazione che inizia a farsi realtà: questa squadra può davvero scrivere la storia.

Domenica 10 Marzo 2030Il giorno dopo. Tra consapevolezze e aggiustamenti.

Il sole della domenica mattina ha il sapore dolce della vittoria. Il 3-0 al Burnley è ancora caldo, ma il tempo per esultare è sempre meno di quello necessario per preparare il futuro.

In conferenza stampa, mister Trap si prende il centro della scena e risponde con garbo. I giornalisti sono tutti per Bashir, e lui li accontenta: “Sahi è una gioia per gli occhi quando gioca così.” Dietro quel sorriso, però, c’è già l’occhio rivolto al Blackpool e oltre.

Intanto lo staff medico lancia l’allarme: Ender, Uzpuchukwu e Romani hanno dato tanto, forse troppo. Affaticamento, rischio infortuni, turnover da valutare. I tre vengono monitorati attentamente.

Dall’ufficio prestiti, invece, piove qualche nota stonata.

Il Nottingham Forest ci richiama per Thom Millns, insoddisfatto del suo impiego. Allenamenti e rendimento non all’altezza. Abbiamo risposto con chiarezza: niente promesse, solo meritocrazia.

E mentre il campo riposa, il secondo allenatore Röhl ci sottopone l’aggiornamento dei piani settimanali. Il calendario impone viaggi e impegni ravvicinati. Si rimodula: difesa, transizioni, attacco di prima, schemi e focus mirati per gestire carichi e mantenere intensità. Il motore non può rallentare, ma va dosato con intelligenza.

Lunedì 11 marzo 2030Il prestito sbagliato. O forse solo gestito male.

La settimana inizia senza campo, ma con un tema sempre più centrale: i giovani in prestito. Oggi è il turno di Wade McGaughey.

Il resoconto del nostro capo osservatore Tony Coulter è chiaro: il Curzon Ashton non lo sta utilizzando nel ruolo per cui era stato inviato. Doveva giocare come libero che imposta. Invece? Schierato regolarmente da semplice centrale difensivo. Un altro prestito che rischia di perdere significato.

Il consiglio è diretto: parlare con il mister del Curzon, Cris Scriven, chiarire il piano, far valere il progetto tecnico. Non tanto per principio, ma per la crescita del ragazzo. O si rispetta il percorso, o si cambia strada.

Lo scambio con lo staff è franco. McGaughey è un profilo che piace, ma se il minutaggio e il ruolo non coincidono con le nostre aspettative, il ritorno alla base è una possibilità concreta.

Nel frattempo, si continua a monitorare tutti i prestiti attivi. Le carriere dei giovani passano anche da questi dettagli. E spesso sono proprio questi dettagli a fare la differenza.

Martedì 12 marzo 2030Tra applausi, fasciature e sorrisi da proteggere.

Il martedì si apre con una notizia che dà morale e conferma il momento magico della squadra: Jack Lankester e Marco Tedesco sono stati inseriti nella Squadra della Settimana della Sky Bet Championship. Due nomi che, per motivi diversi, rappresentano l’anima di questo Sheffield: l’intelligenza tattica del primo, la fame e l’istinto del secondo.

Abbiamo deciso di premiarli subito. Un colloquio diretto, qualche parola giusta. Il risultato? Fiducia rafforzata, sorriso stampato, motivazione alle stelle. In un momento così delicato della stagione, l’aspetto mentale conta quanto una gamba fresca.

Intanto, anche fuori dal campo si cresce. Kevy Tarangadzo, responsabile del settore giovanile, ha conseguito il patentino A continentale. Un passo in avanti importante per lo staff, che alza ancora di più l’asticella della preparazione tecnica interna. Il nostro futuro passa anche dalle competenze, e le competenze si formano così.

Ma non arrivano solo buone notizie. Il centro medico segnala due nuovi infortuni:

  • Josh Robinson si ferma per una contusione alla caviglia. Fuori 1-2 giorni, nulla di grave, ma gestione necessaria.
  • Più seria invece la situazione di Gareth Doyle, giovane promettente dell’Under 21: piede rotto, stop previsto tra 3 e 5 mesi. Un colpo pesante, per il ragazzo e per il reparto.

In risposta, con lo staff abbiamo ridefinito le priorità di allenamento: focus sul recupero fisico e sulla riabilitazione generale, per chi rientra e per chi rischia di entrare in infermeria. La stagione si gioca anche nell’invisibile, nei margini.

Mercoledì 13 Marzo 2030Nel silenzio dell’ufficio, il futuro si costruisce adesso.

Mentre il campo tace e l’infermeria lavora, la giornata si sposta dietro le quinte. Oggi si parla di mercato, ma non del clamore delle firme: oggi si cerca il talento, quello vero, quello da coltivare.

Abbiamo aggiornato le priorità di scouting, affidando al nostro staff il compito di scandagliare Inghilterra, Championship e Premier League alla ricerca di giocatori tra i 15 e i 17 anni. Il focus è su profili duttili, giovani che possano inserirsi nel nostro sistema di gioco – la Kochise 4-1-4-1 Prudente – con intelligenza, visione e margini di crescita importanti.

Le prime segnalazioni arrivano numerose. I nostri osservatori stanno facendo un lavoro metodico: valutazioni su abilità attuali, potenziale e propensione tattica, tutto incrociato con la realtà economica del club. Alcuni nomi iniziano a brillare, ma la regola è una: nessuna fretta, solo lucidità.

Intanto rivediamo l’allocazione degli osservatori, distribuendo le risorse in modo mirato. Abbiamo budget e tempo limitato. Per questo, ogni rapporto, ogni feedback è un tassello di strategia.

Quello di oggi non è il mercato dei titoli dei giornali. È il mercato dell’identità. Quello in cui un nome, oggi sconosciuto, può diventare il volto della prossima generazione di Sheffield.

Giovedì 14 Marzo 2030FA Cup all’orizzonte: si avvicina la resa dei conti.

Inizia il conto alla rovescia per i Quarti di Finale di FA Cup. E nonostante il divario in classifica, il Blackpool non è avversario da sottovalutare: è squadra pragmatica, concreta, abituata a colpire dove fa più male. La partita si giocherà fuori casa, in uno stadio ostico, e con la pressione tipica di chi sa che non esiste domani.

Lo staff, guidato da Danny Röhl e supportato dagli analisti, individua subito i punti chiave della preparazione:

  • Fase di transizione negativa: il focus principale sarà su come il Blackpool reagisce alla perdita del possesso. Analizziamo movimenti, rischi e spazi lasciati liberi, per anticipare le ripartenze o sfruttarle a nostro favore.
  • Calci di punizione difensivi: l’analisi dati è impietosa. Il Blackpool ha segnato più volte su punizione indiretta o schema da palla inattiva. Preparare i nostri uomini, la linea e i movimenti difensivi è obbligatorio.
  • Calci di rigore: trattandosi di una gara secca, prepararsi mentalmente ed emotivamente alla possibilità dei rigori è un dovere. Studieremo le scelte dei loro rigoristi, le abitudini del portiere e proveremo anche noi a simulare la pressione.

In parallelo, la partita di campionato contro il Lincoln viene posticipata. Tutto ruota attorno alla coppa. L’ambiente lo percepisce: questa non è una partita normale, è una prova di maturità. Si torna a riprogrammare la settimana di allenamento.

E come ciliegina sulla torta, due ragazzi cresciuti nella nostra galassia volano in Nazionale:

  • Ben Emmanuel convocato dall’Inghilterra U19
  • Jozef Koval dallo staff della Slovacchia U19

Due nomi che oggi sono promesse, ma che raccontano bene il lavoro fatto su vivaio, scouting e formazione. Perché la FA Cup è il presente, ma la Nazionale è la porta del futuro.

Venerdi 15 Marzo 2030Il peso della vigilia. E delle parole.

Venerdì mattina. Ultimo allenamento rifinitura, ultime parole da dire, ultimi silenzi da rispettare. Domani si gioca per un posto in semifinale di FA Cup. E l’aria a Sheffield è densa come non mai.

Le prime pagine non lasciano spazio a dubbi: Marco Tedesco è l’uomo copertina.
Brad Beatson, ex stella del calcio inglese, lo paragona a Steve Bennett. Dice che vale il prezzo del biglietto, che se fosse un difensore del Blackpool dormirebbe male al pensiero di affrontarlo.


Parole che pesano, soprattutto per un ragazzo di 19 anni. 8 gol in 30 presenze, una forma smagliante e una pressione che inizia a diventare visibile nei suoi occhi.

Lo staff prende nota. La decisione è chiara: nel prepartita si parlerà con Tedesco, non per caricarlo ma per alleggerirgli le spalle. Per ricordargli che deve solo essere se stesso, quel centravanti istintivo che abbiamo accolto in prestito e che il pubblico ha già eletto simbolo.

Secondo i pronostici di WhoScored, il Blackpool parte favorito: 2.25 la loro quota, 3.00 quella dello Sheffield. Ma questi numeri non raccontano la verità più profonda: Sheffield ha già eliminato Reading, Arsenal e Brentford. Questa squadra non ha paura di nessuno.

A Bloomfield Road, domani, ci sarà spettacolo. Le due squadre si presentano senza problemi di formazione. Non mancheranno gli alibi, e proprio per questo non deve mancare l’identità.

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