“Non è una posizione in campo. È un’idea. È un’interpretazione dell’equilibrio, dello spazio, del tempo. È come un sassofonista che improvvisa su uno spartito prestabilito.”

Ho letto, riletto e divorato ogni singola riga di descrizione dei nuovi ruoli che Football Manager 2026 ha lasciato trapelare. Li ho studiati come si studia una formazione su un foglietto consumato dalla pioggia, come si ascolta un vecchio mister raccontare del suo centravanti d’altri tempi.

Non sono definizioni. Sono suggerimenti. Impronte. Quello che segue è l’idea che mi sono fatto: non una guida, ma un taccuino aperto. Una mappa emozionale. Una narrazione tattica che mescola tecnica, memoria e immaginazione.

Il portiere che non avanza

Partiamo da dove tutto comincia. Dalla solitudine. Dalla porta. Lì nasce il Portiere Statico, che non esce, non anticipa, non costruisce. Conserva. Un’idea che sa di palloni in cuoio pesante e domeniche grigie. O il Portiere all’Antica, che più che un ruolo sembra una filosofia. Non azzarda. Sta lì. E si affida al destino.

Difensori che non sono solo difensori

C’è il Difensore Largo d’Interdizione, che scivola come un’ombra verso la fascia per chiudere la via del cross. E il Difensore Avanzato, che ha studiato Beckenbauer e sogna di arrivare in zona trequarti palla al piede, come se l’area avversaria lo chiamasse per nome.

Terzini, esterni, mezzali: i geometri del campo

Poi ci sono loro, i terzini ibridi, che non sai più se chiamarli così. Alcuni si accentrano, diventano centrocampisti aggiunti, altri aggrediscono alto, senza paura. Alcuni, addirittura, sono registi larghi, dirigono il gioco partendo dalla linea laterale. Come se Pirlo avesse messo piede sulla corsia di destra.

Centrocampisti che dipingono

Il cuore del campo è un museo. Ci trovi:

il Mediano Rientrante, che torna tra i centrali come se volesse abbracciarli. il Regista Box-to-Box, che disegna geometrie in movimento. il Centrocampista di Canale, che ama le zone dove non c’è nessuno, e proprio lì lascia la sua firma.

E poi ci sono quelli che non vogliono seguire nessuno, ma vogliono solo osservare: Schermanti, di Copertura, Pressanti, ognuno con un’idea precisa. Il tempo dell’improvvisazione è finito.

Sulle fasce, come rondini che migrano

Le fasce diventano zone di transizione poetica. Il Centrocampista Laterale Rientrante si sacrifica, torna, si mette a disposizione della squadra. Ma poi c’è il Wide Outlet, che resta lì, immobile come una minaccia, pronto a colpire quando la linea si spezza.

Trequartisti: quelli che giocano tra le righe e tra le parole

Un Trequartista Rientrante sa quando è il momento di aiutare e quando è il momento di sparire. Ma il Free Role, il Ruolo Libero, non chiede permesso. Si muove come se il campo fosse un pentagramma e lui avesse il diritto di scrivere note ovunque.

E poi ci sono le Outlet, centrali o laterali. Non rientrano, non pressano. Aspettano. Perché sanno che ogni palla persa è un’opportunità per scrivere un contrattacco epico.

Ali che non volano soltanto

L’Ala Mezzospazio è un’ala che ha studiato geometria. Si accentra per accorciare la distanza tra l’azione e la poesia. L’Ala Rientrante, invece, ha in sé qualcosa del soldato. Si sacrifica. Torna. Si immola per l’equilibrio.

Poi ci sono quelle che non tornano. Quelle che restano alte e larghe. Come chi sa di essere l’unica speranza quando tutto sembra perso.

Attaccanti, o forse poeti del gol

Ci sono attaccanti che si muovono nei canali, altri nei mezzispazi, altri ancora si abbassano per creare il caos e poi emergere in area. Sono i Secondi Attaccanti, i Channel Forward, gli Attaccanti del Mezzospazio. Non sono punte. Sono funamboli del tempo e dello spazio.

E poi ci sono quelli che non rinculano mai. Gli Outlet Centrali. Rigorosi. Feroci. Fermi, ma letali.

O il Tracking Centre Forward, che torna fin dentro la propria area, come se volesse fare tutto da solo, pure la diagonale difensiva.

Non sono solo ruoli. Sono storie.

FM26 non aggiunge solo tattiche. Aggiunge personaggi. Perché ogni ruolo è una storia da raccontare, un’idea da esplorare, un ricordo che forse ci riporta a un giocatore visto in un pomeriggio d’inverno su un campo qualunque.

E allora, Mister… non si tratta solo di scegliere il modulo.

Ma di capire che tipo di poesia vuoi scrivere.

Io? Inizio con un Channel Forward e un Trequartista Libero. Perché nella vita, come nel calcio, servono geometrie… e libertà.

A te la lavagna. A te la panchina. A te il racconto.

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