C’è un momento, in ogni partita di Football Manager, in cui ti chiedi:
“Perché ha tirato da lì?”
Oppure:
“Ma perché non ha calciato subito?!”
Non è un capriccio del motore grafico, né un difetto del giocatore. È spesso una questione di istruzioni. E in particolare di due tra le più sottovalutate:
“Tira di più” e “Tira di meno”.
Due comandi semplici, quasi banali, ma che toccano l’anima del gioco: la decisione di provare a vincere la partita o continuare a costruirla.
Il significato profondo di un tiro
Il tiro non è solo un gesto tecnico.
È una scelta. Un’interpretazione del contesto.
Tirare significa credere di poter segnare.
Non tirare significa voler trovare qualcosa di meglio.
E allora, come in un film di Kurosawa, il finale cambia a seconda del punto di vista.
E tu, da allenatore digitale, sei il regista.
Tira di più – Coraggio, rischio, caos calcolato
Quando assegni l’istruzione Tira di più a un giocatore, gli stai dicendo:
“Non aspettare la perfezione. Se hai spazio, prova. Sii tu la fine dell’azione.”
Il risultato?
Vedrai più tiri da fuori area, meno tocchi in zona calda, una squadra che accorcia il pensiero e accelera la giocata.
Ma attenzione: non è una scelta da fare a caso.
Quando usarla:
- Se hai giocatori con buon tiro da lontano, decisioni alte e freddezza.
- Contro squadre molto chiuse, che intasano l’area.
- Se vuoi generare seconde palle o rimbalzi da sfruttare.
Effetti indiretti:
Non si tratta solo di tirare. I giocatori con questa istruzione tendono a muoversi più in verticale, ad avvicinarsi alla porta, a cercare lo spazio giusto per calciare.
Pensate a Frank Lampard negli anni d’oro: il suo inserimento non era fine a sé stesso, era l’anticamera del tiro.
Tira di meno – Controllo, pazienza, precisione
L’istruzione Tira di meno invita il giocatore a un calcio diverso. Meno istintivo, più ragionato.
“Se non è il momento, non forzare. Fai girare, trova il compagno, costruisci meglio.”
Risultato?
Meno conclusioni affrettate, più passaggi, più combinazioni, più dominio del pallone.
Quando usarla:
- Se i tuoi giocatori non hanno buone statistiche di tiro o tendono a forzare.
- In una tattica basata sul possesso (4-1-4-1, tiki-taka, controllo paziente).
- Per evitare tiri respinti che generano contropiedi.
Effetti indiretti:
Il giocatore che tira di meno si muove con altri obiettivi. Cerca linee di passaggio, si posiziona tra le linee più che vicino alla porta, e tende a giocare più in orizzontale o in appoggio.
Riquelme, David Silva, Iniesta: il loro calcio era un’arte riflessiva, e raramente culminava in un tiro inutile.
Movimento e mentalità: cosa cambia davvero in campo
Queste istruzioni, benché legate alla finalizzazione, influenzano anche il comportamento senza palla.
| Istruzione | Tendenza al tiro | Movimento senza palla |
|---|---|---|
| Tira di più | Alta | Si avvicina alla porta, cerca spazio per calciare |
| Tira di meno | Bassa | Si smarca per dialogare, si allontana dalla zona tiro |
Questo significa che, anche senza toccare la palla, il tuo giocatore interpreterà diversamente il suo ruolo nella manovra. E potresti vederlo più “alto” e deciso, oppure più “cervello” e associativo.
Applicazioni su FM24: un esempio dal Dundee
Immaginiamo il centrocampista del Dundee, Lyall Cameron.
Ha buona tecnica, visione e freddezza, ma un tiro discreto.
- Se giochi contro un avversario chiuso, puoi provare a impostarlo con Tira di più: si avvicinerà al limite dell’area e proverà la conclusione.
- Se invece vuoi controllare il gioco e sfruttare i suoi passaggi filtranti, meglio lasciarlo con Tira di meno: sarà più utile tra le linee che al limite dell’area.
Questo tipo di scelta plasma l’identità tattica della tua squadra.
Non stai solo cambiando una statistica: stai cambiando il modo in cui la tua squadra pensa e si muove.
Non serve tirare per segnare. Serve scegliere bene.
Nel calcio, come nella vita, la scelta è più importante dell’azione.
“Tira di più” o “Tira di meno” non sono due estremi. Sono due filosofie.
Una invita a rischiare, l’altra a ragionare.
L’allenatore bravo non è quello che sceglie l’una o l’altra.
È quello che sa quando scegliere, chi istruire, e soprattutto perché.
Perché alla fine, segnare è solo l’ultima parola di una frase ben costruita.
E come ogni grande scrittore, anche tu, allenatore digitale, devi sapere quando chiudere il discorso… e quando lasciarlo ancora aperto.






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