Il vento del Sud soffia su Firhill

Glasgow, giugno. A nord del Clyde, nel cuore operaio della Scozia che ha sempre guardato il football come una questione di identità, il Partick Thistle scrive una nuova pagina della sua storia.
Sulla panchina dei Jags arriva Mister Simone, un nome forse ancora sconosciuto al grande pubblico scozzese, ma già accompagnato dal rispetto di chi lo ha visto lavorare, crescere, costruire.

Allenatore italiano, visione europea, spirito combattente. Simone porta con sé quella cultura tattica fatta di dettagli, equilibrio e passione. Non ama le luci della ribalta, preferisce il lavoro quotidiano, il campo, i volti dei suoi giocatori. Arriva in una piazza che ha fame di riscatto, ma anche memoria: quella di una squadra che ha vissuto al confine tra sogni e cadute, tra la Premier League e il rischio dell’anonimato. E che ora vuole tornare a lottare per qualcosa di vero.

Sono onorato di essere qui” – le prime parole del nuovo tecnico – “So cosa rappresenta questo club per i tifosi, per la città. Lavoreremo con umiltà, ma senza paura. Chi gioca per il Partick Thistle deve farlo con coraggio e con rispetto per questa maglia.

Il Direttore Sportivo ha parlato di una scelta identitaria, voluta e ponderata. Non solo un nuovo allenatore, ma una nuova direzione: gioco moderno, attenzione ai giovani, valorizzazione del talento locale. Il progetto è chiaro, la sfida è alta. Mister Simone lo sa. Ma ha accettato senza esitazioni. Perché certe chiamate non si rifiutano.

A Firhill si accende una scintilla. Il pubblico del Thistle, uno dei più fedeli di Scozia, è pronto a tornare a cantare. E se Glasgow è spesso divisa tra verde e blu, c’è chi ricorda che il rosso e giallo del Partick ha ancora storie da raccontare.
Stavolta con accento italiano.


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