C’erano una volta i lanci del libero, i centravanti che facevano a sportellate, i terzini che spazzavano. Il calcio, un tempo, era un gioco verticale, istintivo, spesso ruvido, che partiva da dietro ma per allontanare il pericolo, non per creare bellezza. Oggi invece si parla di “costruzione dal basso” come se fosse una religione. Ma che cosa significa davvero? E in cosa si differenzia dalla costruzione classica?

La costruzione classica: uscire, non rischiare
La costruzione classica del gioco partiva dal concetto di sicurezza. Si cercava di portare il pallone dalla difesa al centrocampo nel modo più semplice e diretto possibile, magari appoggiandosi al mediano, alzando palla sugli esterni o servendo la prima punta. L’obiettivo era superare le linee avversarie senza correre troppi rischi.
Chi impostava?
- I difensori centrali, ma solo se avevano spazio.
- Il regista, se era presente, ma solo in zona sicura.
- Il portiere? Al massimo rinviava.
Era un calcio più “funzionale”, che accettava la perdita del possesso come rischio calcolato. La giocata lunga era sempre un’opzione.
La costruzione dal basso: rischiare per controllare
Poi è arrivata la rivoluzione posizionale. Guardiola a Barcellona. De Zerbi a Sassuolo. Luis Enrique in Nazionale. Allenatori che hanno trasformato il primo passaggio in un manifesto politico.
Costruire dal basso non significa solo passare corto. Significa accettare il rischio per dominare il gioco fin dall’inizio, invitando la pressione per superarla con il controllo.
Chi imposta?
- Il portiere, come primo regista.
- I centrali, che si aprono per ricevere e attirare.
- Il mediano, che si abbassa tra i due.
- A volte, persino i terzini vanno dentro il campo e gli esterni si allargano.
L’obiettivo non è solo salire: è creare superiorità numerica nelle prime linee per rompere la pressione, liberare un uomo e controllare la partita con il pallone. È uno scacchiere vivente, dove ogni mossa ha una contro-mossa.
Le differenze chiave
| Aspetto | Costruzione Classica | Costruzione dal Basso |
|---|---|---|
| Filosofia | Pratica, diretta, verticale | Posizionale, associativa, rischiosa |
| Ruolo del portiere | Rinvia o gioca corto solo se sicuro | Primo regista, spesso coinvolto |
| Coinvolgimento difensori | Limitato a scarichi o lanci | Attivo nella manovra, spesso in superiorità |
| Obiettivo | Superare linee avversarie | Creare superiorità, dominare il gioco |
| Rischio | Limitato | Calcolato e accettato |
🧪 Un esempio reale: Manchester City vs Brentford
Il City costruisce dal basso, con Ederson che non rinvia quasi mai. I centrali si allargano, Rodri si abbassa, e i terzini entrano dentro. Brentford pressa alto. Il rischio è enorme. Ma basta una rotazione fatta bene, un tempo di gioco corretto, e il City supera il pressing creando superiorità numerica a centrocampo. Il rischio ha pagato.
Il Brentford, invece, gioca con costruzione classica: palla lunga, seconda palla, linee compatte. Due idee opposte, entrambe efficaci se coerenti con l’identità della squadra.
E in Football Manager?
Nel gioco, impostare una costruzione dal basso significa:
- Dare al portiere istruzioni come “Passaggi corti” e “Gioca la palla sui difensori centrali”.
- Usare un regista arretrato, magari con “abbassarsi fra i difensori”.
- Accettare il rischio di errori in zona pericolosa, in cambio di controllo sul ritmo e sulla manovra.
La costruzione classica, invece:
- Usa un portiere più diretto.
- Preferisce centrali forti nei lanci.
- Punta sulla verticalità, magari con un centrocampo più fisico e un attaccante boa.
Concludendo
Costruire dal basso è filosofia, non moda. È scelta coraggiosa, non estetica. È voler controllare tutto, anche dove un tempo si cacciava via la paura a pedate.
E non è per tutti. Perché per costruire dal basso servono giocatori pensanti, piedi buoni e una convinzione che viene da lontano.
Come disse Guardiola:
“Chi ha il coraggio di giocare sotto pressione, ha il coraggio di dominare il mondo.”






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