Studio sobrio, luci basse, atmosfera da conversazione notturna. Niente urla, niente hype. Solo tre sedie, un tavolo di vetro, qualche appunto scarabocchiato.
Siamo nel “Club”, il programma dove si parla di calcio con rispetto.
E stasera si parla di Scozia, di Football Manager 24, e di quello che questa stagione – ormai oltre la metà – sta raccontando a chi ha voglia di ascoltare.
In studio ci sono un ex allenatore, un ex calciatore, e un uomo che il calcio lo osserva.

Fabio Caressa:

“Beppe, Beppe… attenzione! Perché questa stagione scozzese ci sta dicendo delle cose! Siamo a metà, sì, ma già si cominciano a vedere le tendenze forti! I Rangers sono una corazzata, eh… ma il Celtic è lì, eh. È lì e gioca un calcio che, guarda, per qualità tecnica e circolazione… è roba da Champions League!”

Beppe Bergomi:

“Sì, Fabio. Però occhio. Perché il Celtic, sì, ha segnato 55 gol, ha il possesso palla più alto della lega… però dietro qualcosina la concedono. I Rangers invece sono solidi. Hanno subito solo 17 gol, hanno vinto più contrasti di tutti. È una squadra che ti toglie il tempo, ti toglie lo spazio. Sono corti, sono aggressivi. E davanti… quando partono, fanno male.”

Caressa:

“Sì, però Beppe… dai… parliamo del St. Mirren! Terzo in classifica, miglior difesa, 8 clean sheet! Nessuno ci avrebbe scommesso. Quota 301! 301! È una storia alla Leicester. È un miracolo tecnico-tattico!”

Beppe:

“Eh, lì c’è tanto lavoro settimanale. Si vede. Sono ordinati, si muovono bene. È una squadra umile, ma efficace. E ti dirò: a me piacciono. Non so se arrivano in fondo, ma ti fanno sudare ogni punto.”

Caressa:

“E attenzione anche al Dundee, Beppe. Quarta in classifica, quota iniziale 301 anche loro, eppure sono lì. Hanno battuto il Ross County in trasferta, stanno tenendo il passo. Giocano bene. Tattica raffinata, costruzione dal basso, aggressività controllata.”

Beppe:

“Sì, sì, sì… li ho visti. Mi piacciono. Compatti. Hanno idee. Dietro qualcosina concedono ancora – 26 gol subiti – ma è normale quando cerchi di costruire. Hanno personalità. Hanno progetto. E in questo campionato, chi ha progetto… può arrivare.”

Caressa:

“E gli Hearts? Secondo attacco del torneo, 45 gol segnati. Però sono quinti, eh! E sai perché? Perché concedono troppo. 23 gol presi. Ma il problema è mentale, secondo me. Cioè, se non fai il salto di qualità là, nelle partite importanti, non arrivi.”

Beppe:

“Sì, magari un po’ di discontinuità. Ma occhio, eh, perché davanti hanno qualità. Possono ancora rientrare.”

Caressa:

“E poi… l’Aberdeen, boh. Mi aspettavo qualcosa in più. Sì, sono sesti. Però alternano buone prestazioni a momenti di buio totale. 34 gol subiti… non sono pochi. Se non trovano equilibrio, rischiano.”

Beppe:

“Fabio… e il fondo classifica? Kilmarnock, Ross County, St. Johnstone… lì è durissima. Kilmarnock ha subito 45 gol. È troppo. Non riesci a salvarla così. Il Ross County crea anche tanto – 56 occasioni – ma è fragile. E il St. Johnstone… due punti, diciotto partite. È una montagna da scalare.”

Caressa:

“Sì, ma ti dico una cosa, Beppe: là sotto si combatte. Le ultime cinque partite lo dicono. Il County ha vinto due volte. Il Kilmarnock ha fatto 7 punti. C’è un campionato nel campionato, come dici sempre tu.”

Beppe:

“E occhio agli Hibernian, eh. Perché sono ottavi, ma hanno una rosa che può crescere. E non stanno giocando male. Devono solo trovare la quadra difensiva. 40 gol presi sono tanti. Ma se sistemano dietro…”

Caressa:

“Allora, ricapitoliamo: Rangers solidi, Celtic spettacolari, St. Mirren la favola. Dundee e Hearts da seguire con attenzione. Aberdeen in cerca d’identità. E sotto? Una lotta vera, dove contano i dettagli. Dove ogni palla persa è un dramma. Dove il fango pesa come il punteggio. Questo è calcio scozzese, Beppe. Questo è Football Manager… ma fatto con il cuore.”

Beppe:

“E come sempre… alla fine, decide il campo.”



Sky Calcio Club – Speciale Championship, con Di Canio

Fabio Caressa (con il foglio mezzo spiegazzato in mano):

“Allora Paolo, io te lo dico: questa Championship scozzese è un campionato vero, tosto, sporco, che ti prende allo stomaco!
È la Scozia che non fa sconti. È la serie dove si vince coi duelli, con la testa, con le scarpe sporche.
Guarda la classifica: Dunfermline, Inverness, Raith… tutte lì! E il margine tra chi sogna e chi sprofonda è una settimana!”

Paolo Di Canio (sorride, ma si infiamma subito):

“Fabio… questo è il calcio che mi piace!
È il calcio degli uomini, non dei profili Instagram.
Il Dunfermline, guarda che roba: solidi, concreti, sempre compatti.
Non fanno il figo col pallone. Lo buttano avanti se serve. Ma lo fanno bene.
E poi l’Inverness… mamma mia! Quelli ti prendono al collo. Difendono come un blocco. Hanno fame. Fanno paura!”

Caressa (entusiasta):

“E il Raith Rovers, Paolo!
Mister Saurus ha costruito una squadra aggressiva, verticale. Attaccano, sbagliano, ma ci provano sempre. Non si nascondono mai!”

Di Canio (alza il tono):

“Bravo! Bravo!
Il Raith è coraggio. È una squadra che gioca con il cuore in mano. E quando hai il cuore, Fabio… puoi battere chiunque, anche se hai meno qualità!”

Caressa:

“E fammi dire: l’Arbroath di MC Mauro è uno dei progetti più belli. Non era tra le favorite, eppure è lì. Fa punti, lavora bene, squadra corta, idee chiare.”

Di Canio (con un lampo negli occhi):

“Sì! L’Arbroath è una squadra da trincea. Ti combattono ogni pallone. E hanno un allenatore che non si accontenta. Uno che vive il campo, si vede!
Poi dietro il risultato c’è l’anima. E questi ce l’hanno.”

Caressa:

“Il Dundee United però… Beppe direbbe: progetto importante, ma ancora incompleto. Tanti gol subiti, ancora troppa fragilità.”

Di Canio (fa una smorfia):

“Fabio… lì manca personalità.
Hanno qualità, sì. Ma non puoi prendere 34 gol a questo livello.
Quando giochi per salire, ogni errore ti costa punti. E quando la squadra non soffre insieme, poi crolla.
Serve un cambio di passo. Serve gente che si guarda negli occhi nello spogliatoio.”

Caressa (con tono più serio):

“E dietro, Paolo?
C’è il Greenock Morton di Mister Antonio P.
Il Queen’s Park che gioca bene ma perde punti. Il Partick Thistle, l’Ayr, l’Airdrieonians.
È una lotta continua. Ogni sabato può cambiare tutto.”

Di Canio (deciso, senza mezzi termini):

“Là sotto, Fabio… non si gioca per vincere.
Si gioca per sopravvivere.
Il Greenock ci sta provando. Ma devono trovare leadership.
Il Queen’s Park ha un’idea, ma nel calcio l’idea va messa a terra, con la gamba.
E l’Airdrieonians… ultimi, ma non mollano. E guarda che quando non molli… qualche volta, la ruota gira. Ma devi crederci fino in fondo.”

Caressa (guardando il monitor con la classifica):

“È un campionato che non ti lascia respirare.
E adesso inizia la parte più difficile. Gennaio, febbraio… il fango, le gambe che tremano, le pressioni.
E lì si vede chi ha qualcosa dentro.”

Di Canio (con tono quasi da finale):

“E sai cosa ti dico, Fabio?
Qui non vincono i migliori. Qui vincono quelli che non si arrendono.
Quelli che ti guardano negli occhi e ti dicono:
‘Tu forse hai più talento… ma io non esco da questo campo senza aver dato tutto.’
E quelli… vincono sempre qualcosa. Anche quando perdono.


Caressa (con un mezzo sorriso):

“Grazie Paolo.
E allora teniamoli d’occhio, questi guerrieri. Perché la promozione… passa anche dai campi dove non arriva la luce.


Sky Calcio Club – L’ultima parola

Fabio Caressa si gira verso sinistra, guarda negli occhi Fabio Capello, che è rimasto zitto per quasi tutta la discussione, le mani intrecciate, gli occhi che scrutano il foglio.
Come sempre, l’ultima parola è la sua.



Fabio Caressa (con tono pacato, a fine puntata):

“Mister, l’abbiamo vista tutta. Una Premier scozzese piena di storie: il St. Mirren che non sbaglia mai dietro, il Dundee che cresce con metodo, gli Hearts che segnano tanto ma vivono di scarti.
Le due grandi, certo, sono davanti. Ma dietro… ci sono squadre che stanno costruendo.
Allora glielo chiedo, Mister: chi può davvero arrivare in fondo? E soprattutto, cosa conta davvero adesso?


Fabio Capello (parla dopo una pausa, con tono grave e preciso):

“Fabio… quello che vedo è che c’è un campionato vero anche sotto le due big.
Ci sono allenatori che stanno facendo un lavoro serio, anche senza i riflettori addosso.
E lì si misura la sostanza.

Il St. Mirren, per me, è una squadra che ha capito una cosa semplice:
non devi dominare. Devi sapere cosa fare quando non hai la palla.
Subiscono poco, sbagliano poco. E quando capita l’occasione… colpiscono.
Questa è mentalità. Non è fortuna.

Poi c’è il Dundee.
Non ha i giocatori migliori. Non ha i numeri più alti.
Ma ha una cosa che nel calcio, se ce l’hai, diventa contagiosa: l’identità.
Giocano come un gruppo che si conosce. E queste squadre, Fabio… non le togli mai di mezzo. Mai.

Anche gli Hearts hanno qualità. Ma devono imparare a non sprecare.
Perché nel lungo periodo, quello che fa la differenza non è chi segna di più.
È chi prende decisioni giuste al momento giusto.

E poi c’è una cosa che non leggi nei report, nei grafici, nei dati:
la tenuta mentale.
Chi arriva in fondo è chi resta in piedi quando arrivano le tempeste.
Quando perdi due partite e ti guardi allo specchio.
Quando il tuo regista è stanco e l’attaccante non segna più.
Lì si vede chi è squadra. Lì si vede chi può vincere.

Io ti dico questo, Fabio:
non è detto che vincano sempre i più forti.
Ma vincono sempre quelli che sanno resistere.”


Fabio Caressa (in chiusura di puntata, con tono più raccolto):

“Mister, ci ha parlato delle squadre che stanno crescendo. Ma lì in fondo, nella parte bassa… c’è una lotta feroce. Il Kilmarnock che prende tanti gol, il Ross County che ci prova ma non riesce, il St. Johnstone che fatica a stare in piedi.
Cosa conta davvero, lì, quando non giochi per vincere… ma per non sparire?”


Fabio Capello (dopo una pausa, con tono fermo):

“Fabio… lì sotto si gioca un altro campionato.
È un calcio senza bellezza, ma pieno di verità.

Quando ti alleni tutta la settimana sapendo che una sconfitta ti lascia ultimo,
quando ogni gol subito pesa come un macigno…
non è più una questione di tattica.
È una questione di orgoglio.

Il Ross County, ad esempio, crea tanto. Ma se non segni… poi ti manca l’aria.
Il Kilmarnock subisce troppo. E quando prendi gol così, uno dietro l’altro, il primo avversario… è la tua testa.
E il St. Johnstone… è in difficoltà, sì. Ma non li vedo mollare.
E chi non molla, in fondo, è sempre pericoloso.

La salvezza, Fabio, non la fa chi vince uno scontro diretto.
La fa chi tiene la barra dritta quando tutto intorno si piega.
Chi va al campo, anche dopo tre sconfitte, e non cambia lo sguardo.
Chi resta squadra anche quando non ha più nulla da dire.

E io te lo dico chiaramente:
in fondo, quelli che si salvano non sono i più forti.
Sono quelli che credono ancora di poter cambiare il finale.


Caressa (con tono basso, mentre cala il silenzio in studio):

“Grazie Mister.
Perché anche là sotto, lontano dai titoli,
si gioca per non scomparire.
E a volte, è proprio lì che nasce il calcio più vero.”

Sigla. Luci che sfumano. Fine puntata.



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