Dicembre non bussa. Entra, si siede al centro della sala e guarda tutti con occhi di vetro.
Lo hanno sentito anche i Rangers, che pure vincono ancora, 2-1 contro lo St Mirren. Ma non è stata una passeggiata. Anzi. Il St Mirren, quarto e sorprendente, ha colpito, pareggiato, quasi ribaltato.
Solo un colpo di classe, all’ultimo respiro, ha permesso ai Rangers di tenersi la vetta. Ma il freddo che è sceso su Ibrox è quello di chi capisce che i margini stanno finendo.
Il Celtic, invece, non lascia più nulla al caso.
0-4 a Perth, contro uno St Johnstone che ormai ha smesso persino di illudere.
Un dominio. Una marcia. Una firma a caratteri cubitali sulla candidatura al titolo.
Gli Hoops non giocano più solo per vincere. Giocano per cancellare ogni dubbio.
E ora sono a -2 dai Rangers, con una partita in più. Ma con la fame giusta.
Hearts, terzi, si arrendono a Kilmarnock.
2-1, punteggio severo ma giusto.
Perché il Killy è tornato vivo, e non ha più tempo da perdere.
Il Rugby Park diventa fortezza, e le sue mura tremano di entusiasmo.
La corsa al vertice, per gli Hearts, rallenta. Forse per la prima volta, realmente.
Aberdeen fa il colpaccio a Easter Road: 3-2 all’Hibernian.
Partita pazza. Ritmi folli. Gol su gol.
Ma alla fine, a spuntarla è chi ha sbagliato meno.
E i Dons, che adesso risalgono fino a 20 punti, tornano a immaginare un futuro europeo.
L’Hibs invece è fermo. Di nuovo.
E la sensazione è quella di una squadra con tanto da dare… ma poco da prendersi.
A Fir Park, Motherwell 1 – Dundee 1.
Poco da dire, tanto da riflettere.
Il Dundee rallenta, ma resta in corsa. È una squadra matura, cresciuta in silenzio.
Motherwell muove la classifica, e per ora, è tutto quello che può chiedere.
Livingston, infine, ritrova ossigeno: 2-0 al Ross County.
Tre punti che contano. Non per bellezza, ma per sopravvivenza.
Il County, invece, sprofonda. E non è più un problema di risultati: è un problema di spirito.
Nel Fango – Appunti di MacLeod
“Ho camminato sul campo dopo il triplice fischio, a Perth. Il fango era lì, come sempre. Ma stavolta sembrava voler nascondere la vergogna.”
St Johnstone è una squadra svuotata. Ha segnato 5 gol in 14 partite. Ne ha subiti 27.
Ha un punto.
Uno.
E anche la voce più compassionevole del bar della città, stavolta, tace.
MacLeod lo scrive con lentezza, come se anche la biro si rifiutasse:
“Non è più una squadra in difficoltà. È una squadra che non c’è più.”
Il Ross County è poco sopra. Ma il vento lì è più crudele. Perché illude. Perché a tratti sembra che basti un passo. E invece il terreno cede. Sempre.
Il Livingston si prende tre punti che valgono il doppio.
E forse stavolta, davvero, una svolta.
Appendice – La Corrente del Nord: la Championship
Il vento, però, non soffia solo in alto. A nord, sulle coste gelide della seconda divisione, si sta giocando un altro campionato.
Uno sporco, faticoso, bellissimo.
Dunfermline vince ancora: 3-0 al Queen’s Park.
Un assolo. Un segnale. Una firma.
34 punti in 14 partite.
Ma lì, alle spalle, c’è l’Inverness. A pari punti. A un respiro.
Raith Rovers e Arbroath seguono a 22.
E proprio Arbroath, oggi, ha vinto ad Ayr: 1-3.
Una vittoria che vale spazio, ossigeno, fiducia.
Chi rallenta è il Partick Thistle, che impatta 0-0 con Airdrieonians.
Un pareggio senza voce. Ma che pesa.
Perché in questo campionato, ogni punto è un sasso, ogni errore una valanga.
Là in fondo, Ayr e Airdrie si tengono per mano.
Ma lo sanno: nessuno si salva in due.
Il vento continua a soffiare sopra la Scozia.
Ma ora è un vento che taglia, che stringe, che costringe tutti a mostrare chi sono davvero.
E dicembre… dicembre non perdona.






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