“C’è chi guarda il risultato. Chi i marcatori. Chi il possesso palla.
E poi c’è chi guarda altro.
Una linea che sale. Un terzino che parte un secondo prima.
Un cambio di ritmo…
…e capisce.

Perché il calcio, quello vero, non si vede. Si sente.
Anche in Football Manager.

Ogni istruzione non è un’imposizione. È un’intenzione.
Un pensiero.
Una memoria.

Ritmo. Pressing. Ampiezza. Passaggi.
Non sono solo parole. Sono scelte di vita.

Carrilero. Falso nove. Regista mobile.
Non sono ruoli. Sono personaggi.

E quando clicchi…
…quando scegli…
…non stai solo giocando.

Stai raccontando una storia.
Con i tuoi uomini. Le tue idee.
Il tuo gioco invisibile.”

“Il Gioco Invisibile: Appunti tattici dal bordo del mondo”

Certe cose non le vedi. O forse le intuisci. È come sentire una musica in sottofondo, senza sapere da dove arriva. Il calcio è così. Quello vero, ma anche quello dei pixel, delle frecce, delle istruzioni. Anche lì c’è chi sa ascoltare.

Io ho conosciuto uno, una volta, che giocava a Football Manager come se stesse allenando a Coverciano. Aveva la tuta anche davanti al computer. Diceva che ogni partita aveva un tempo, un suono, una geometria.

Gli ho chiesto da dove cominciasse.

Ha sorriso. “Dal ritmo.”


Il tempo del mondo

Il ritmo, mi spiegò, è come il battito del cuore di una squadra.
Basso, se vuoi capire prima di agire.
Alto, se vuoi sorprendere.
Estremo, se vuoi ribaltare.

C’era un match che non dimenticava mai. Pioggia a Dundee, 85esimo, pareggio. Alzò il ritmo e abbassò la testa. Tre passaggi, un cross, un gol. “Non era fortuna,” mi disse. “Era l’onda. L’avevo sentita arrivare.”


La parola giusta al momento giusto

Poi, mi parlò dei passaggi.
“Corti, se vuoi il controllo. Diretti, se vuoi il colpo.”

Mi raccontò di un allenatore scozzese degli anni ’70, Jock Stein, che diceva: “Un passaggio è come un consiglio. Devi sapere quando darlo e a chi.”

In FM24 è lo stesso. Passaggi corti se hai artisti. Diretti se hai predatori. Misti, se hai dubbi. E poi, c’è l’istruzione più sottovalutata di tutte: il focus sul lato. Come una torcia nella notte. A sinistra se hai un terzino che corre come Forrest Gump. A destra se hai uno che dribbla come Best.


Spazi da conquistare, spazi da chiudere

Ma non puoi pensare solo all’attacco. Devi proteggerti. Ed è lì che nascono i drammi.

Linea difensiva alta è per chi crede che il pericolo vada affrontato a muso duro.
Bassa, per chi sa aspettare e colpire.
Una volta, in una finale, abbassò la linea e mise due mediani davanti. Vinse uno a zero. “Non è difensivismo. È prudenza.”

Pressing? Ah, quello è un altro romanzo.
Intenso, se hai giocatori che respirano adrenalina.
Leggero, se vuoi che resistano.
Ma sempre pensato. Sempre legato al blocco difensivo. Alto se vuoi dominare. Medio se vuoi illudere. Basso se vuoi sopravvivere.


Il segreto delle transizioni

“Vuoi sapere dove si vince davvero?”
Mi guardò fisso.
“Nelle transizioni.”

Quando perdi palla: la riconquisti subito o ripieghi come un elastico?
Quando la vinci: riparti come un fiume o la tieni come un saggio?

Klopp dice che il gegenpressing è il miglior regista del mondo. Guardiola risponde col controllo. In FM24 scegli. Ma non sbagliare: ogni transizione è una porta. Può aprire un attacco o un incubo.


Ampiezza, libertà, destino

Poi c’è l’ampiezza.
Stretta per compattarti. Larga per aprire.
Mi raccontò di quando vinse una finale aprendo il campo a dismisura, costringendo il terzino avversario a scegliere. Scelse male. Gol al 93’.
“Tutto partì da lì. Da un’istruzione che sembrava insignificante.”

E infine, i ruoli.
Li disse così, come se fossero personaggi di un film.
Il regista mobile, il carrilero, il falso nueve, il braccetto…
“Non sono pedine,” mi disse. “Sono archetipi. E se li scegli bene, raccontano la tua idea di calcio.”


Epilogo – La mappa non è il territorio

Alla fine, capii. FM24 non è solo un gioco. È una lingua. Ogni istruzione è una parola.
E il modo in cui le metti insieme… è poesia o confusione.

Allenare, anche lì dentro, è come raccontare una storia.
Serve ritmo, tono, respiro.
Serve cuore.

E se lo fai davvero bene…
…a volte, non devi neanche guardare lo schermo per sapere come andrà.

One response to “Ep.0 – Appunti tattici dal bordo del mondo”

  1. Avatar Simone185
    Simone185

    poesia

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