“Vai avanti.”
È un ordine, sì. Ma anche un sussurro.
È l’eco di una voce che arriva da una panchina fradicia di pioggia scozzese o dal bordo di un campetto polveroso del Sud Italia. È ciò che ti diceva tuo padre, quando da ragazzino eri ancora troppo timido per puntare l’uomo.
“Vai avanti.”
È anche un’idea di calcio. Quella che non aspetta. Che non gira largo. Che non fa melina.
La mentalità: il fuoco che brucia dietro le spalle
In Football Manager, l’istruzione Vai Avanti attiva qualcosa di simile a un istinto: non è solo strategia, è impulso. La mentalità dev’essere almeno Positiva, meglio ancora Offensiva, come quando il Barcellona di Luis Enrique schiacciava le squadre avversarie senza nemmeno un attimo di pausa.
Ma c’è una differenza tra l’aggressività cieca e il calcio che sa dove andare. Per quello serve ritmo. Un ritmo alto, come i battiti accelerati di chi sta per cambiare la storia della partita. Ma serve anche controllo. La follia, da sola, non vince.
La costruzione: colpi verticali, non carezze laterali
Il pallone non deve girare per passare il tempo. Deve rompere linee, come facevano i mediani vecchia scuola che non sembravano poeti, ma lo erano.
Gente come De Rossi: il pallone lo giocava in avanti, sempre, anche con il rischio. Con la lama.
Per questo, nel gioco, attiva:
Passaggi più diretti Passaggi nello spazio Gioca la palla negli ultimi terzi
È l’idea che il tempo, in campo, sia un nemico. Non lo controlli: lo aggredisci. Lo rubi. Lo sorprendi.
I ruoli: l’anatomia della verticalità
Ogni squadra ha bisogno di chi la accende.
Nel tuo centrocampo metti una Mezzala (Attacco): è lei che si infila dove il difensore non guarda. È lei che scatta come Iniesta al 116’.
Accanto a lei, un Centrocampista di inserimento, uno che non ama le foto ma arriva sempre. Quei giocatori che a Coverciano chiamano underrated, ma che in campo fanno la differenza.
Sulla trequarti, se hai un Trequartista (Sostegno), fallo pensare in verticale. Dategli libertà. Fatelo vivere tra le linee.
Davanti, scegli un attaccante che si muove nei canali. Pensa a Cavani, pensa a Vieri nei suoi giorni migliori: attacco dello spazio, fame pura, testa già girata verso la porta prima ancora di ricevere.
I movimenti: non stare fermo, mai
L’istruzione Vai Avanti vive nei piedi, ma nasce nella testa.
I tuoi giocatori devono cercare lo spazio prima di ricevere cercare l’imbucata anche se non la vedono avere libertà, ma disciplina
In FM, questo si traduce in istruzioni come:
Più libertà di movimento Più rischi nei passaggi Inserisciti (soprattutto per centrocampisti) Passaggi in profondità
E poi? Pressali. Subito.
Ogni volta che perdi palla, sarà come una scintilla che scatta nel motore.
Perché se giochi in verticale, la transizione negativa dev’essere furiosa. Gegenpress. Linea alta. Cuore in gola.
Esempi reali: il calcio che non aspetta
Liverpool di Klopp: verticalità brutale, ma precisa. Tutti corrono, ma sanno dove. Atalanta di Gasperini: uno-due e si è già arrivati in area. Gli avversari non fanno in tempo a riposizionarsi. Francia 2018: Pogba lungo per Mbappé. Quella è “Vai Avanti”, in purezza.
La paura di non provarci
In fondo, “Vai Avanti” è anche un invito a non avere paura.
Non della sconfitta. Ma del rimpianto.
Di quel passaggio che potevi tentare. Di quello spazio che potevi attaccare. Di quella partita che potevi vincere, se solo non avessi aspettato.
Il calcio, come la vita, a volte va giocato con la punta del piede sull’acceleratore.






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