I nodi di novembre

Il vento, in Scozia, non chiede permesso. Soffia e basta. E quando arriva novembre, porta con sé più domande che risposte.

A Celtic Park, il silenzio è diventato protagonista. Il tabellino dice Celtic 0 – St Mirren 0. Ma non racconta il gelo che si è posato sugli spalti quando, per la terza volta in quattro partite, i Bhoys si sono inceppati. Lì, dove il pallone dovrebbe danzare come un valzer viennese, ha solo zoppicato. Merito del St Mirren, certo, che con un 4-2-3-1 da battaglia ha chiuso ogni varco. Ma la domanda aleggia: è solo stanchezza, o qualcosa si è rotto nella macchina perfetta?

Al Dens Park, invece, non c’è spazio per le domande. Solo per la realtà: Dundee 0 – Rangers 2. Netta. Chirurgica. La squadra di Ibrox non ha tremato nemmeno un secondo. Ha affondato due colpi e poi ha gestito, come un pugile esperto contro un giovane promettente. Il Dundee ci ha provato, certo. Ma il vento, questa volta, non era con loro. Forse perché anche il coraggio, quando resta solo, pesa come una zavorra.

A Tynecastle, il cuore ha ripreso a battere forte: Hearts 3 – Livingston 1. Una vittoria che è un urlo. I Jambos hanno messo in scena una sinfonia aggressiva, spinti da un pubblico che, sotto la pioggia, non ha smesso un secondo di cantare. Livingston ha provato a reagire, ma ogni volta che accorciava, arrivava un nuovo affondo a ricacciarlo giù.

All’Easter Road, invece, l’Hibernian ha fatto capire che quella maglia verde, quest’anno, pesa come non mai: Hibernian 3 – Ross County 0. Dominio. Estetica. Cinismo. Una prestazione che sa di candidatura. Perché non basta vincere, serve farlo con stile. E gli Hibs, ora, iniziano a far paura anche ai grandi.

Motherwell cade in casa, 1-2 contro l’Aberdeen. Una sconfitta che brucia. Perché arriva tra le mura amiche, perché arriva dopo un primo tempo equilibrato, e perché arriva contro una diretta rivale per l’Europa. L’Aberdeen, dal canto suo, si conferma squadra matura, capace di colpire nei momenti giusti e poi soffrire senza mai spezzarsi.

Chiude la giornata un’altra vittoria in trasferta: St Johnstone 1 – Kilmarnock 2. Il Killy sembra aver trovato il passo. Silenzioso, concreto, compatto. Come quelle squadre che non fanno rumore, ma a fine stagione ci sono sempre. St Johnstone, invece, affonda lentamente, come una barca che non riesce a chiudere la falla.


Il vento sopra la Premiership sussurra nomi nuovi e soffia su dubbi antichi. E in quel soffio ci sono le ambizioni, le paure, le promesse di un novembre che è solo all’inizio.
Ma la Scozia lo sa: quando il vento cambia, nessuno resta al sicuro.

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