La prima giornata di campionato è come il primo capitolo di un romanzo. Non svela tutto, ma dà il tono alla storia che verrà. C’è chi si presenta con la sicurezza di chi sa già come andrà a finire, chi parte in silenzio aspettando il momento giusto per farsi notare, e chi invece inciampa subito, lasciando già spazio ai primi interrogativi.
Le grandi non hanno tradito le attese. Il Celtic è sceso in campo con la serenità di chi sa di essere il protagonista principale, travolgendo il Ross County senza mai guardarsi indietro. I Rangers hanno risposto con la stessa fermezza, mostrando quella solidità che da anni li tiene agganciati alla vetta. Nessuna esitazione, nessun dubbio: i giganti del campionato hanno fatto capire che lo scettro è ancora affar loro.
Ma la prima giornata è anche il momento in cui chi vuole uscire dall’ombra deve alzare la voce. L’Aberdeen l’ha fatto, e con forza. Sul campo del Livingston ha dato spettacolo, colpendo ripetutamente fino a trasformare la partita in una dichiarazione d’intenti. Per larghi tratti, è sembrata una squadra senza freni, una macchina da gol che si diverte a spingere sempre oltre. Ma c’è un dettaglio che non va ignorato: quei gol incassati, forse figli dell’entusiasmo, forse di un assetto troppo sbilanciato. Perché se l’attacco infiamma il pubblico, è la difesa che costruisce le stagioni vincenti. E nel lungo viaggio di un campionato, l’equilibrio fa spesso la differenza tra una squadra spettacolare e una squadra vincente.
A proposito di controllo, il Dundee ha vissuto un primo tempo da assoluto padrone contro il Motherwell. Una squadra che ha preso il pallone e ha deciso che non l’avrebbe più lasciato, gestendo il ritmo con una sicurezza quasi disarmante. Gli avversari hanno dovuto attendere oltre un’ora per provare un tiro, segnale di una gara in cui la supremazia è stata netta. Ma il possesso è un’arma a doppio taglio: incanta, seduce, ma se non si trasforma in sostanza rischia di essere solo un’illusione. Sarà interessante capire se questo è stato un lampo o l’inizio di un’idea destinata a consolidarsi.
Gli Hearts, invece, hanno avuto bisogno di pazienza. Nel primo tempo contro il St. Johnstone la partita è rimasta bloccata, con il pallone che sembrava quasi respingere ogni tentativo di sbloccarsi. Ma il calcio è fatto di dettagli, e basta un attimo per cambiare tutto. E così è stato: nella ripresa, con calma e determinazione, hanno trovato la chiave giusta per aprire la porta e prendersi i primi tre punti.
Diverso il discorso per Hibernian e St. Mirren, che hanno dato vita a una gara senza padroni. Un pareggio che racconta due volti della stessa partita: da un lato il rimpianto di chi poteva fare qualcosa in più, dall’altro la soddisfazione di chi esce indenne da una sfida complicata. Un punto a testa, che può essere letto in modi diversi: equilibrio o occasione sprecata? Solo il tempo darà la risposta.
E poi ci sono quelli che dovranno già rimettersi in discussione. Il Motherwell ha subito il gioco del Dundee senza riuscire a trovare risposte, mentre il Livingston ha visto le proprie certezze sgretolarsi di fronte a un Aberdeen incontenibile. Non è una condanna, è solo un avvertimento: il campionato non aspetta nessuno, e restare fermi troppo a lungo può essere pericoloso.
La prima giornata ha detto tanto, ma non tutto. Ha confermato le gerarchie che tutti immaginavano, ha acceso i riflettori su chi vuole inserirsi nella corsa al vertice, e ha lasciato i primi segnali d’allarme per chi è partito con il piede sbagliato. Il viaggio è appena cominciato, ma già si intravedono le prime tracce di una stagione che promette scintille.






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